Ieri sera ho partecipato all’annuale cena del Comitato di S.Pietro-Rosà. Era l’ottavo anniversario dall’inizio della loro battaglia contro la Zincheria Valbrenta, insediata a ridosso delle abitazioni nonostante sia classificata tra le industrie insalubri di prima classe.

Insieme a loro c’erano i rappresentanti di molti comitati di cittadini, costituitisi nella zona, per problematiche ambientali simili. Tre di queste situazioni sono state oggetto di mie interrogazioni parlamentari non solo al Ministro dell’Ambiente, ma anche ai Ministri dell’Interno, della Giustizia. Perché anche a loro, pur trattandosi di questioni ambientali? Perché in queste vicende vi sono tutti gli ingredienti delle storie che Saviano ha così ben rappresentato nella realtà napoletana: collusioni e conflitti di interessi tra politica, economia, criminalità organizzata e magistratura. Non a caso le tre situazioni si verificano in una zona nella quale è dimostrata l’infiltrazione del “clan dei Casalesi” e del “clan Nuvoletta”. Stranamente in tutti i casi di cui parliamo la competenza territoriale è del Tribunale e della Procura della Repubblica di Bassano del Grappa.
Zincheria Valbrenta nel comune di Rosà. Collusioni e conflitti d’interesse tra Assessore all’Urbanistica e Consulenti tecnici d’ufficio nominati dalla Procura. Abusi edilizi insanabili oblazionati escludendo il Comitato perché inesistente (?). Omissioni di notificazioni obbligatorie da parte del sindaco, condanna per abuso edilizio alla tenda(?) del Comitato, esproprio del terreno confinante di uno dei membri del Comitato, aggressione al Presidente del Comitato in coma per un mese con rifiuto del magistrato indagante di interrogarlo. Fuoriuscita di acrilamide (cancerogena) dai pavimenti. Assessore all’Urbanistica arrestato. Il Gip nomina come consulente tecnico colui che aveva già certificato il materiale con incarico privato dell’imprenditore e che era indagato per falso ideologico in perizia. Il nuovo CTU dichiarava di aver subito minacce e di temere per la propria famiglia. Il Gip ciononostante chiede l’archiviazione.
Rossano Fond nel comune di Rossano Veneto. Industria insalubre di seconda classe. Mancanza di autorizzazioni per emissioni in atmosfera. Mancanza di autorizzazione allo smaltimento delle acque industriali. Richiesta di sequestro delle condotte dai Carabinieri del NOE . La procura di Bassano non agisce. Esegue opere di pavimentazione non autorizzate. Sparisce il fascicolo presso la Provincia di Vicenza. Asl chiede collaborazione Istituto superiore di Sanità. Il sindaco di Rossano ordina prescrizioni a seguito ispezione Vigili del Fuoco. Alla scadenza dell’ordinanza nessuna verifica.
Tricom nel comune di Tezze sul Brenta. Comune concede costruzione purché non per impianto galvanico. Due anni dopo chiede e ottiene l’impianto galvanico. Cromo totale e nickel oltre i limiti di legge. Pozzi d’acqua inquinati da cromo esavalente e provvedimenti Nas. Polizia Giudiziaria di Cittadella identifica Tricom come soggetto inquinante. Titolare condannato a 2 anni e sei mesi per avvelenamento colposo. Molti operai muoiono di tumore (21 fino al 1994). Procura Bassano apre fascicolo e indaga titolari ed anche impiegato, già sindaco di Tezze e all’epoca Assessore provinciale. Nel 2008 il Pm di bassano chiede archiviazione perché molti operai…fumavano. Richiesta rigettata. Il PM chiede nuova archviazione. Pochi giorni fa ( e dopo l’interrogazione) il nuovo procuratore chiede una nuova perizia ritenendo la precedente inattendibile.
ITALIA DEI VALORI: DALLA PARTE DEI CITTADINI

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