Mercoledì su Rai1 ho partecipato in diretta ad Unomattina ad un confronto sul referendum. Vi invito a vedere il video (dura solo 3 minuti). Il principale motivo per dire NO al referendum è quello di fermare il tentativo, ormai evidente, di Silvio Berlusconi di ristabilire un regime autoritario, così come disegnato dalla P2.

Il continuo svilimento del Parlamento, non solo con la blindatura dei provvedimenti attraverso il ricorso al voto di fiducia, ma anche con ininterrotte dichiarazioni tendenti ad ingenerare nell’opinione pubblica l’idea della sua inutilità e perfino della sua dannosità. Gli attacchi costanti alla magistratura, con azioni che ne minano non solo la credibilità di fronte ai cittadini, ma anche la capacità di perseguire i reati, specie contro i potenti e la casta, come dimostrano i tagli di bilancio per la Giustizia, il lodo Alfano e l’ignobile legge sulle intercettazioni telefoniche, che toglie ad essa uno dei più incisivi strumenti di indagine. L’attacco persino al Presidente della Repubblica, accusato di non essere abbastanza asservito al governo per aver osato rifiutare di porre la propria firma sotto qualche decreto. E da ultimo il continuo attacco alla stampa ed alla libertà di informazione, condotta non solo eserecitando un controllo totale sui mezzi radiotelevisivi, ma anche mettendo il bavaglio ai pochi giornalisti indipendenti presenti ancora nel nostro Paese ed ai loro editori, costretti a pagare multe milionarie o ad andare il galera se pubblicano notizie su indagini della magistratura o inteercettazioni telefoniche. A questo proposito la vicenda di Bari dimostra ancora una volta come la tutela della privacy dei cittadini è stata solo l’alibi per in realtà impedire la pubblicazione di intercettazioni che toccano la casta. Non dimentichiamoci infine il continuo richiamo al complotto interno ed internazionale. Fu con quest’alibi che Mussolini nel 1926, dopo un tentativo di attentato da parte dell’anarchico Zamboni, varò le leggi liberticide finali. Per tutti questi motivi VOTIAMO “NO” al referendum sulla legge elettorale. Sia invece il Parlamento a modificare la legge “porcata” ridando ai cittadini la possibilità, attraverso il voto di preferenza, di scegliersi liberamente chi li deve rappresentare.

Commenti   

#1 scout 2009-06-20 11:44
Come mai Di Pietro solo qualche mese fa (non al tempo di Prodi) nei suoi primi blog invitava a votare Sì ? Oggi ha cambiato idea? Eppure da quel tempo lo scenario politico non è cambiato.
Secondo me si deve far mancare il quorum e solo sulla terza scheda (verde) votare Sì per impedire a Berlusconi (ma anche a Di Pietro) a presentarsi in più collegi.

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