Berlusconi: Caro Benito, ho bisogno di qualche consiglio perché non ne posso più di un sacco di gente che tutti i giorni mi mette i bastoni fra le ruote. Io voglio poter decidere come mi pare. Prendi ad esempio il caso “Eluana”. Il presidente della Repubblica preso atto con rammarico dell'approvazione del decreto-legge e verificato che il testo approvato non supera le obiezioni di incostituzionalità da lui motivate, "ritiene di non poter procedere alla emanazione del decreto". : “E' una cosa inaccettabile, non esiste che il Capo dello Stato possa dirci cosa dobbiamo o non dobbiamo fare, non su questo argomento, non in questo modo.” «Io non farò come Ponzio Pilato e desidero che questo Consiglio si esprima in modo unanime». "non si può governare il Paese senza la decretazione d'urgenza", perché "senza la possibilità di ricorrere ai decreti bisognerebbe tornare dal popolo per chiedere di cambiare la Costituzione ed il governo

Mussolini: Caro Silvio, ti darò volentieri qualche suggerimento.

Per me è stato diverso fin dall’inizio. A me il re ha detto subito di “si”. Fin dal 24 ottobre del 1922, quando i miei quadrumviri decisero di passare all’azione per il 28 dello stesso mese. Vari gruppi di fascisti, da varie parti d’Italia si radunarono e mossero verso Roma. Allora il Presidente del Consiglio, Luigi Facta, convocò una riunione alle 6:00 della mattina del 28 ottobre:”Il Consiglio dei Ministri delibera ad unanimità di proporre al Re la proclamazione dello stato d’assedio”. Ma , per mia fortuna, Vittorio Emanuele III non firmò il decreto col quale l'esercito si sarebbe potuto schierare contro il fascismo impedendo l'assedio.
Berlusconi: Caro Benito, io sto cercando di dover rispondere il meno possibile al Parlamento. Per questo in pochi mesi lo ho inondato di 33 decreti-legge. Con i decreti-legge faccio quello che voglio, si crea una congestione tale di lavoro che poi chiedo la fiducia, così li blindo e sono obbligati ad approvare senza discutere.
Mussolini: Caro Silvio, intanto sei fortunato se il Presidente ti firma sempre i decreti. Anch’io ho obbligato il re a farlo. Pensa che quando gli ho tolto il comando delle Forze Armate non voleva saperne. Me lo ha poi rinfacciato anni dopo, quando nel 43 mi fece arrestare, ed io gli ho ricordato che Farinacci e di Buffarini (segretari del Partito Nazionale Fascista) quando non si sapeva se avrebbe firmato o no il decreto, dissero: "Lo firmera' altrimenti lo prenderemo a calci nel sedere!".
Berlusconi: Si però poi hai avuto una maggioranza schiacciante ed hai esautorato il Parlamento.
Mussolini: Si ma io per avviare il processo di smantellamento dello Stato liberale andai alla Camera e sfidai apertamente l’ opposizione, dicendo: “L’ art 47 dello Statuto dice : “ La Camera dei deputati ha diritto di accusare i Ministri del Re, e di tradurli dinanzi all’ Alta Corte di Giustizia”. Domando formalmente se in questa Camera o fuori di questa Camera c’ è qualcuno che si vuol valere dell’ art. 47”e nessuno parlò, mentre dalla parte della camera occupata dai fascisti si levarono vivissimi prolungati applausi.
Berlusconi: Io invece alla Camera non ci vado mai. Però ho fatto di meglio. Ho detto al mio Ministro della Giustizia di fare un “Lodo” con cui “nessuno mi può giudicare” ed ho obbligato la Camera ad approvarlo in pochi giorni. E adesso farò altrettanto sulle “intercettazioni telefoniche”.
Mussolini: Non devi avere pietà. Il 7 marzo del 1923 ho dichiarato: “Quando mancasse il consenso, c'è la forza. Per tutti i provvedimenti anche i più duri che il Governo prenderà, metteremo i cittadini davanti a questo dilemma: o accettarli per alto spirito di patriottismo o subirli.”
Berlusconi: Per me è più difficile. Però ho sempre sostenuto che “tu non hai mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandavi in vacanza al confino.”
Mussolini: Sei proprio simpatico!: questo è humor inglese (anzi della “perfida Albione”), ma ti ricordo l'uccisione di Giacomo Matteotti, la morte dopo violente aggressioni di Giovanni Amendola e Piero Gobetti, l'arresto di liberali, socialdemocratici, socialisti e comunisti: incluso Antonio Gramsci, morto per i triboli dopo anni di galera perché – per mio ordine - bisognava “ impedire a quella mente di pensare”. D’altronde intervenendo alla Camera ho anche dichiarato : “Avrei potuto fare di quest'aula sorda e grigia un bivacco di manipoli”…
Berlusconi: Io ai giornalisti che mi chiedevano cosa pensassi di Veltroni e della sua disponibilità a collaborare col governo sull'emergenza finanziaria, ho risposto: “Me ne frego
Mussolini: Eh no, caro Silvio, questo è reato di plagio. “Me ne frego” l’ho inventata io. Invece vorrei parlarti di quello che è successo alla fine della guerra, nel 45.
Berlusconi: A questo punto io mi tocco!. Grazie per i consigli, caro Benito, e buona giornata.

Commenti   

#4 carlodik1938L 2009-02-14 12:24
Questo buffone che ci governa,nonostante la vecchiaia
ormai galoppante,che non gli consente di ricordare il giorno dopo quello che ha detto il giorno prima,si considera un "gran fico" tra le sue "comarelle" assieme al fico Massimo detto "baffino". Assieme hanno formato un'accoppiata di buffoni perdenti e sempre più ridicoli e spregiudicati per il loro inesistente senso del pudore,perso 15 anni fa con le stragi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino bloccate ad arte. Ultimamente questi due "fichi" sono molto preoccupati perchè sanno che il PM Luigi De Magistris con le inchieste WHY NOT e POSEIDON
ha scoperto e intercettato tutte le loro truffe fatte a danno dello Stato e della Comunità Europea. Niente in comune con Benito Mussolini che ha comandato indisturbato ed osannato dagli italiani, a lui asserviti e genuflessi, per ben 20 anni fino
alla sua tragica,molto tragica capitolazione terminata molto male come tutti sappiamo. Questi due buffoni saranno svergognati a breve perchè come al solito 'il diavolo fa le pentole ma non i coperchi". Non sono "omme e' panza" ma "omme e m......"
#3 Agostino 2009-02-08 22:14
Il Popolo Italiano sta sull'Aventino da tempo. Aventino che ora si chiama discoteca, grande fratello, demenzialità varie, ecc.
Forse presentando la pura e nuda verità di quanto sta accadendo sotto forma di teatrino satirico qulache attenzione maggiore sarebbe richimata.
#2 vale 2009-02-08 18:14
Spassoso anche se drammaticamente vero. Lo sappiamo tutti, ogni giorno si aggiunge qualcosa e il mio stomaco ne risente: la rabbia dell'impotenza.
Ma davvero possiamo sperare nel finale? Diamoci da fare, allora.
#1 gniccolai 2009-02-08 18:01
Ok, mi ero ripromesso di prendermi una pausa dall'attivismo intellettuale, con tendenze political-radicali, ma questo è davvero troppo spassoso.

Soprattutto nel finale.

Ah... come?
Non era satira?
Sta succedendo davvero?

Beh, allora speriamo di assistere allo stesso finale.

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