Nell’ultima puntata di Report la Gabanelli ha affrontato il tema della Consip, società pubblica che dovrebbe consentire al settore pubblico di acquisire beni servizi alle condizioni più favorevoli, grazie alla centralizzazione delle gare, in modo da minimizzare i casi di malcostume, piuttosto frequenti, con costi d’acquisto nettamente superiori a quelli pagati dal settore privato per gli stessi beni.

C’è un caso eclatante per il quale circa un anno fa presentai all’allora Ministro Fornero una interrogazione a risposta immediata, che vi riprongo. Riguarda il caso del sito Inail per il quale la gara prevedeva un valore del servizio di circa 25 milioni di euro, apparsi al tempo stratosferici e del tutto fuori da qualunque logica.

RIASCOLTANDO IL MIO INTERVENTO MI SONO VENUTI I BRIVIDI PER LE PAROLE PROFETICHE CHE DISSI ALLORA E CHE VI SUGGERISCO DI RIASCOLTARE (CON PAZIENZA FINO IN FONDO)!

Come scrive il Corriere della Sera, ora tuttavia emergono nuovi particolari in merito all’aggiudicazione dell’appalto. A vincere la gara infatti risulta un consorzio di due società: Accenture, società di servizi e soluzioni informatiche ed Eustema Spa. La prima è una multinazionale con sede a Dublino e con base a Milano. Eustema, nata a fine anni 80, è una società di servizi informatici con sede a Roma.

Ma chi è Eustema? Il 35 per cento è di una società finanziaria: Finlavoro Spa. Finlavoro a sua volta è posseduta per il 99 per cento dalla Cisl, il sindacato di Raffele Bonanni: uno dei sindacati a cui dovrebbero rivolgersi i lavoratori nel caso di controversie con Inail, l’ente pubblico che pagherà per i prossimi tre anni a Eustema 15 milioni di euro per rinnovare il suo sito web.

Secondo informazioni acquisite da Dagospia, il sindacato guidato da Raffaele Bonanni, grazie alla società informatica Eustema, ha aumentato alla grande il suo giro d'affari. Nel 2007, anno di esplosione della crisi, Eustema aveva messo a segno ricavi per 34,6 milioni di euro. Alla fine del 2012, in base all'ultimo bilancio depositato dalla società, siamo arrivati a 44 milioni. Un aumento del 27% proprio mentre l'economia nazionale (e mondiale) collassava.

Come emerge dall'ultimo bilancio 2012 una fetta consistente del giro d'affari deriva direttamente dall'Inps, e più in generale Eustema, nel corso degli ultimi anni, si è aggiudicata numerosi appalti pubblici, andando ad attingere soprattutto presso gli enti previdenziali. Nell’ultimo anno Eustema ha curato l'aggiornamento dell'infrastruttura tecnologica dell’Inps presentando nel corso dell'anno un conto da 1,2 milioni. Per il servizio di riuso dei software applicativi dell'Inpdap ha fatturato 3,8 milioni. E ancora, per un servizio di abilitazione dell'Inps "al nuovo ruolo nel sistema Welfare" Eustema ha incassato 4 milioni di euro. Per i servizi di adeguamento del software applicativo Inps altri 1,4 milioni. Infine per la realizzazione di vari progetti di sicurezza applicativa sono state emesse fatture per 4,5 milioni.

Anche l’azionariato di Eustema presenta soci discutibili e strani cambiamenti. Il secondo azionista, dopo Finlavoro, risulta essere la società Innovazione Lavoro, con il 33,6%. A marzo questa società era partecipata al 99% della Cisl, per il tramite del Laboratorio del lavoro. Ora, invece, risulta al 49% della Marises srl, società costituita il 18 aprile del 2013 da un manager di Eustema. Il restante 51%, invece, è detenuto dalla E-World Consultants, società che detiene già una partecipazione diretta in Eustema del 28,8%. E-World Consultants ha però cambiato: a marzo faceva capo a due fiduciarie: l'Unione Fiduciaria, riconducibile al sistema della banche popolari, e la Fiduciaria Servizio Italia, controllata Bnp Paribas.

Sindacati che giocano con le scatole cinesi come i peggiori speculatori finanziari?

E’ ora di finirla anche con sindacati che, privi di legge che li regolamenti, possono diventare strumenti privi di trasparenza e che nessuno è in grado di controllare!

Sono delle vere e proprie lobbies economiche per le quali la difesa dei lavoratori è solo uno dei business da gestire.

E’ ora di smantellare anche questo sistema, che spesso è fonte di giganteschi conflitti d’interesse!

Uno di questi è quello che è stato descritto. Un ente che per sua funzione deve interloquire con continuità con gli enti previdenziali ne diviene il fornitore. Ed il sindacato fa parte del consiglio di amministrazione degli enti previdenziali e spesso suoi esponenti ne sono stati presidenti.

Più di ogni altra riflessione vale ciò che ha scritto Stefano Livadiotti in un articolo comparso sull’Espresso con un titolo che è tutto un programma: “Fatturati miliardari. Bilanci segreti. Uno sterminato patrimonio immobiliare. E organici colossali, con migliaia di dipendenti pagati dallo Stato. I sindacati italiani sono una macchina di potere e di denaro. Temuta perfino dai partiti.”

Che dire del fatto che nel 1990, Cgil, Cisl e Uil sono state capaci di ottenere dal parlamento una legge che concede loro addirittura la possibilità di licenziare i propri dipendenti senza rischiarne poi il reintegro, con buona pace dello Statuto dei lavoratori.

I bilanci dei sindacati, quelli veri, non sono mai usciti dai cassetti dei loro segretari. " Lodovico Sgritta, amministratore della Cgil, si è limitato a non confermare(ma non ha smentito) che il fatturato consolidato della Cgil abbia raggiunto il tetto del miliardo di euro. Anche se fare i conti in tasca alle organizzazioni sindacali, che hanno ormai raggiunto un organico-monstre dell'ordine dei 20 mila dipendenti, è difficile, anche perché le loro fonti di guadagno sono le più disparate.

Tra esse:

I sostituti d'incasso.
La maggiore risorsa economica di Cgil, Cisl e Uil sono le quote pagate ogni anno dagli iscritti: in media l'1 per cento della paga-base; di meno per i pensionati, che danno un contributo intorno ai 30-40 euro all'anno. Un esperto della materia come Giuliano Cazzola, già sindacalista di lungo corso della Cgil ed ex presidente dei sindaci dell'Inps, li indicò in almeno un miliardo l'anno

I Caf
. I Centri di assistenza fiscale rappresentano per i sindacati un formidabile business. Per le dichiarazioni dei redditi dei pensionati vengono pagati dagli enti previdenziali. Solo l'Inps per il 2006 verserà ai 74 caf convenzionati 120 milioni. A fare la parte del leone saranno le strutture di Cgil, Cisl e Uil, che insieme totalizzeranno circa 90 milioni. Non basta. Per i lavoratori in attività i Caf incasseranno dal Fisco 15,7 euro per ognuna delle 12.261.701 dichiarazioni inviate agli uffici nel 2006. Il ministero sborserà dunque più di 186 milioni.

I patronati. 
Sono le strutture (quelle convenzionate con l'Inps sono 25) che assistono i cittadini nelle pratiche previdenziali (ma anche, per esempio, per la cassa integrazione e i sussidi di disoccupazione): una rete capillare, dall'Africa al Nordamerica passando per l'Australia. I patronati sono anche un business per i sindacati: assicurano un gettito dividosi (in base al lavoro svolto) lo 0,226 del totale dei contributi sociali riscossi dagli enti previdenziali. Una volta solo sui privati ma, a partire dal 2000, per gentile concessione del parlamento nel monte-contributi sono stati fatti confluire anche quelli dei lavoratori statali. E la cifra ha iniziato a lievitare: 314 milioni nel 2004, 341 nel 2005, 349 nel 2006. Solo l'Inps nel 2006 ha speso per i patronati (che ora, per arrotondare, si occupano anche del rinnovo dei permessi per gli immigrati) 248 milioni, 914 mila e 211 euro. Alla fine, secondo quanto risulta a 'L'espresso', l'Inca-Cgil ha incassato 82 milioni e 250 mila euro, l'Inas-Cisl 66 milioni e 150 mila euro e l'Ital-Uil 26 milioni e 600 mila euro.

Forza lavoro gratuita. 
È quella distaccata presso il sindacato dalla pubblica amministrazione, che continua a pagarle lo stipendio. I dipendenti statali in omaggio al sindacato sono oltre 3.000 e costano al contribuente (Irap e oneri sociali compresi) più di 100 milioni di euro, ai quali vanno sommati circa 9 milioni per permessi retribuiti.

Business formazione. 
Dall'Europa piove ogni anno sull'Italia circa un miliardo e mezzo di euro per il finanziamento della formazione professionale. In più ci sono i circa 700 milioni dell'ex fondo di rotazione, alimentato dallo 0,30 per cento del monte-contributi che le aziende versano agli enti previdenziali. Non meno del 40-50 per cento di queste somme passa attraverso enti di emanazione sindacale, che non incassano direttamente euro ma gestiscono comunque le assunzioni e la distribuzione degli incarichi.

Gli immobili. 
L'assenza di bilanci consolidati non consente di far luce sull'immenso patrimonio immobiliare accumulato negli anni dai tre sindacati confederali, cui lo Stato a un certo punto ha pure regalato i beni delle corporazioni dell'epoca fascista. La Cgil dichiara di avere qualcosa come 3 mila sedi, tutte di proprietà delle strutture territoriali o di categoria. La Cisl dichiara addirittura 5 mila sedi, tra confederazione, federazioni nazionali e diramazioni territoriali (pensionati compresi), quasi tutte di proprietà. La Uil è l'unica che ha concentrato il grosso degli investimenti sul mattone in una società per azioni controllata al 100 per cento. Si chiama Labour Uil e ha in bilancio immobili per 35 milioni e 75 mila euro (a valore storico; quello di mercato è tre volte superiore), ma non, per esempio, la sede romana, che lo stesso tesoriere nazionale stima tra i 70 e gli 80 milioni di euro.
Il fatto certo, alla fine, è che Cgil, Cisl e Uil sono ricchi. Quanto, però, nessuno lo sa davvero.

Gli incarichi politici. Come tutte le lobbies il modo migliore per garantirsi vantaggi e privilegi è quello di essere presenti in Parlamento ed al governo. Non si contano gli ex sindacalisti divenuti deputati o senatori. La Cisl ha conquistato la seconda carica dello Stato con Franco Marini alla presidenza del Senato. La Cgil s'è accaparrata la terza con Fausto Bertinotti sullo scranno più alto di Montecitorio. Si ricorda Giorgio Benvenuto(ex capo Uil) ex Presidente della Commissione Finanze del Senato. Per il governo: l’attuale sottosegretario all’Economia Pier Paolo Barretta (ex Cgil) Cesare Damiano, già ministro del lavoro, viene dalla Cgil, così come il sottosegretario Rosa Rinaldi, mentre l'altro sottosegretario Antonio Montagnino ha un passato nella Cisl. L’ex ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero (ex delegato Fiom-Cgil) e il suo ex sottosegretario Franca Donaggio (ex Cgil Trasporti); l’ex vice ministro per lo Sviluppo Economico Sergio D'Antoni (ex numero uno della Cisl); l’ex vice ministro degli Esteri Patrizia Sentinelli (già alla Cgil Scuola); l’ex sottosegretario alla Salute Giampaolo Patta (dalla Cgil) come il suo collega all'Economia Alfiero Grandi. Nutrita anche la rappresentanza parlamentare: il segretario PD, Epifani, Titti Di Salvo, Teresa Bellanova, Pietro Marcenaro, Andrea Ranieri, Gianni Pagliarini, Maurizio Zipponi, . Anche negli enti locali la presenza è massiccia: l'ex numero uno Cgil Sergio Cofferati è stato sindaco di Bologna (ora è europarlamentare), Gaetano Sateriale (ex chimici e poi metalmeccanici) lo è stato di Ferrara, mentre l'ex segretario aggiunto Ottaviano Del Turco è stato governatore dell'Abruzzo(finito in galera per corruzione).
Se la politica è lo sbocco naturale, non mancano gli ex sindacalisti che si sono riciclati nel mondo dell'impresa. A partire da Mauro Moretti, ex Cgil, al vertice delle Ferrovie; Fulvio Vento, ex Cgil Lazio, che è stato presidente dell'Atac; Natale Forlani, ex Cisl, ex amministratore delegato di Italialavoro; Raffaele Morese, ex Cisl, già deputato e sottosegretario al Lavoro, è stato al vertice di Confservizi, la confederazione tra le aziende che gestiscono i servizi pubblici locali. E poi ci sono i “cimiteri degli elefanti” come il Cnel, dove i sindacalisti anziani e famosi vengono mandati a “riposare”: facendo i Presidenti, come Bruno Storti(ex Cisl) o Pietro Larizza (ex Uil) o i semplici consiglieri a 2000 e più euro al mese come tanti altri.

Commenti   

#2 TONINO 2013-12-19 16:52
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=603483523046172&set=a.333068170087710.78010.263149730412888&type=1&theater :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry:
#1 TONINO 2013-12-19 16:41
!!!!! \"Secondo informazioni acquisite da Dagospia, il sindacato guidato da Raffaele Bonanni, grazie alla società informatica Eustema, ha aumentato alla grande il suo giro d\'affari. Nel 2007, anno di esplosione della crisi, Eustema aveva messo a segno ricavi per 34,6 milioni di euro. Alla fine del 2012, in base all\'ultimo bilancio depositato dalla società, siamo arrivati a 44 milioni. Un aumento del 27% proprio mentre l\'economia nazionale (e mondiale) collassava.\"
SCUSI SIG. BORGHESI, MA QUANDO DAGOSPIA ACQUISIVA LE INFORMAZIONI RIPORTATE IN QUESTO LINK, ........
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/litalia-dei-valori-immobiliari-tutti-gli-affari-della-famiglia-di-pietro-e-della-fedelissima-16242.htm .......
LEI DOV\'ERA? A SPARTIRE LA TORTA, E ALLORA PER FAVORE FINCHE\' HA AVUTO \"Gli incarichi politici. Come tutte le lobbies il modo migliore per garantirsi vantaggi e privilegi è quello di essere presenti in Parlamento ed al governo. \" ZITTO ZITTO GNAM GNAM, FINO AL VITALIZIO, CHE STA TRANQUILLAMENTE INCASSANDO,ORA MORALISMO, PER FAVORE ALMENO NON PARLI E NN SCRIVA ABBIA L\'ONESTA\' DI NN OFFENDERE GLI ELETTORI CHE LE AVEVANO DATO FIDUCIA! :-) :D :zzz :-x :sad: :cry: :-? :-?

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