Avevamo chiesto al Governo di fermare gli acquisti d’armi e ci fu risposto che non si poteva perché già programmato, un pò la stessa risposta del taglio alle pensioni d’oro, impossibile perché oggetto di un diritto acquisito.
Mi chiedo allora come mai per questo Governo si può arrivare a fermare l’acquisto di farmaci o l’assunzione di nuovi insegnanti, e nella stessa misura le pensioni degli esodati non sono state riconosciute quale diritto acquisito? Come mai Canada Australia hanno rinegoziato l’adesione al progetto per l’acquisto degli F35, altri sono addidrittura usciti dall’intesa, negli Stati Uniti è in corso una dura discussione sull’ inutilità dei modelli da produrre ? Come mai se uno oggi auspica più scuole, più ospedali, e meno armi passa da demagogo mentre il nostro amato Presidente Pertini raccomandava di “svuotare gli arsenali, riempire i granai” ?
E così oggi alla Camera, nel voto finale ci siamo opposti unici a questa legge delega, già approvata dal Senato, che per il Ministro Di Paola è un trionfo personale.

Gli F35 infatti sono una sua vecchia passione, di almeno dieci anni fa, quando Segretario Generale della Difesa nonché Direttore Nazionale degli armamenti, firmava con il Governo americano il Memorandum of Understanding che varava la partecipazione dell’ Italia a questo progetto: e complici le suggestioni dell’ intervento americano in Afghanistan il Ministro Di Paola introduceva un nuovo concetto della funzione delle Forze Armate.

La vetusta difesa della Patria cedeva il posto al compito più smart di tutelare la pace nel mondo a bordo dei cacciabombardieri di ultima generazione.

Per fare sopravvivere questo dispendioso progetto in tempo di crisi , e per ripararlo dalle bordate pseudo pacifiste che i Partiti dovevano per forza opporre, il Ministro pensò di subordinarlo “al processo di ridefinizione degli assetti organici, operativi e organizzativi dello strumento militare italiano”. Saltò fuori così la legge delega, con cui si dava carta bianca al Ministero della Difesa pe riformarsi nei costi e nelle strutture: ogni euro naturalmente che si sarebbe risparmiato chiudendo caserme ed esodando militari (sebbene le riduzioni previste in misura non inferiore al 10% avrebbero dovuto riguardare ufficiali superiori, ufficiali e sottoufficiali, sergenti e truppa di fatto ricadranno non su tutto il corpo militare ma sulla componente che ha i requisiti per il prepensionamento; pertanto a lasciare i ranghi potrebbero comunque essere 8.800 unità che non è il 10% ma solo il 5% dell’organico.) rimaneva a disposizione della Difesa per l’acquisto di nuove armi, deciso in totale autonomia laddove incluso di progetti in questo senso.
Secondo il rapporto 2013 “Sbilanciamoci” il Ministero della Difesa è così l’unico ad avere ottenuto dal Governo Monti un aumento delle dotazioni finanziarie superiori ai tagli della spending review: 785 milioni di euro, il 3,8% in più del budget totale, che per il 2012 sfonda quota 21 miliardi di euro. Pensioni, posti letto, ma anche sicurezza nelle scuole fondi per la ricerca sostegno alle famiglie e incentivi alle imprese. Quanta equità e quanto sviluppo ancora una volta perduti !

Commenti   

#1 scout 2012-12-12 01:44
Sono perfettamente d'accordo ma lo spreco del MoSE si poteva fermare. Si poteva scegliere un'opera meno dispendiosa che si poteva fare in minor tempo ma Di Pietro ha preferito continuare sulle grandi opere berlusconiane e di ..... Misiti ....

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