Dopo aver discusso ieri l’interpellanza urgente al Ministro Profumo sulla vicenda rivelata da “Il Fatto Quotidiano” di un dossier da parte di un corvo, probabilmente un funzionario interno al Miur, ho dato alle agenzie il seguente comunicato stampa, riportato di seguito.
Chi volesse seguire l’interpellanza potrà farlo direttamente attraverso il breve video.
RICERCA. BORGHESI (IDV): PERCHE’ MINISTRO NON HA ACQUISITO DOSSIER CORVO MIUR E 'CRICCA'?
 
“Sono profondamente insoddisfatto della risposta fornita dal sottosegretario alla mia interpellanza urgente e come me, sono certo, lo saranno i ricercatori e i cittadini italiani. Una risposta burocratica che non ha fornito né ulteriori informazioni né rassicurazioni di alcun tipo. Eppure si tratta di fatti che, qualora fossero veri, sarebbero di una gravità inaudita”. Così, in aula, il presidente dei deputati di Italia dei Valori Antonio Borghesi.
“Un articolo, apparso di recente su Il Fatto quotidiano, - ha spiegato Borghesi - ha riportato la notizia di un dossier anonimo, probabilmente fatto recapitare alla redazione da un funzionario interno, dal quale emergerebbero fatti gravissimi riguardanti la gestione di fondi destinati alla ricerca. Si tratta di somme ingenti: 6 miliardi di contributi europei a fondo perduto, tre miliardi di contributi statali e un miliardo per gli enti di ricerca”.
 
“Stando a questo dossier anonimo, - ha proseguito Borghesi - vi sarebbe all’interno del ministero dell’Università e della ricerca, una sorta di ‘cricca’ ministeriale che avrebbe fatto da sponda ad una serie di truffe, scambi, agevolazioni, appalti pilotati e consulenze di favore. Emergerebbe, inoltre, che aziende senza i giusti requisiti per l’accesso ai fondi sarebbero state ripescate e ne avrebbero usufruito, in spregio alle regole”.
 
“Sappiamo bene in quali condizioni versa la ricerca in Italia, - ha detto ancora - quali e quanti siano stati i tagli imposti al settore. L’esistenza di questa presunta cricca ministeriale mortifica chi nella ricerca ci crede, i tanti ricercatori bravi che fanno fatica a portare avanti i loro progetti e a vedersi riconosciuto il loro lavoro”.
 
“Un ministero e un ministro seriamente preoccupato non si sarebbe dovuto limitare a disporre un’indagine interna, i cui risultati chissà tra quanto arriveranno. Avrebbe agito con tempestività, acquisendo immediatamente il dossier in questione per fare chiarezza su fatti e circostanze tanto gravi. Perché, allora, il ministro non l'ha fatto?” ha concluso.

Commenti   

#1 poetalc 2012-11-30 23:10
Onorevole Antonio Borghesi,
ma se la cricca a corruzione burocratica sulla cosa pubblica ha sempre funzionato così bene in tutte le istituzioni pubbliche italiane dove gli organi incaricati al controllo hanno sempre chiuso un occhio per compiacenza o convenienza
Cosa si può fare sul Dossier in questione raccolto e gestito da un anonimo funzionario ?
Credo che, sulla competenza il caso dovrebbe essere risolto con indagine della magistratura se si hanno dubbi anche solo sul anonimato.
Anche perché non avendo in mano il Dossier e la relativa relazione giudiziaria possono aumentare dicotomie , dubbi e sospetti .
Quindi credo , se esiste insabbiato in qualsivoglia loco il Dossier sia necessario chiedere a tutti al Ministro e al parlamento di farlo emergere dal autorità giudiziaria anche con una bella querela e denuncia di gruppo di chi sul diritto vuol conoscere la Verità .Ma non conosco esattamente le regole sui reati d'insabbiamento in parlamento se non vagamente quelle fuori,a Noi di grazia concessa

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