Questa mattina abbiamo presentato la Controlegge di Stabilità: un progetto che si impone come alternativa a quello del Governo , tanto è piaciuto -anche alla propria maggioranza- che si è dovuto riscrivere una seconda Finanziaria daccapo, chiamata poi “Legge di Stabilità”.

Il tentativo implicito fu quello di una svalutazione interna: più IVA da una parte, meno IRPEF dall'altra.

L'effetto di tali manovre infatti di solito è la svalutazione, anche se contenuta nei limiti imposti oggi dall'Unione Europea: l’aumento dell'IVA comprime i consumi interni e il taglio delle aliquote IRPEF serve a contenere la pressione salariale e di fatto a diminuire in parte il costo del lavoro. Ma grava sempre e solo sulle fasce più deboli, dal momento che l'inflazione che così si genera è la prima tassa sui lavoratori a reddito fisso.
Quel tipo di manovra, così impostata, non è andata in porto; ma sento di dovere considerare almeno le criticità più significative.

 

La prima: questo Governo continua a fare il gioco delle tre carte, prende da una parte e sposta dall'altra, ma sempre dentro un perimetro, che è il perimetro di quelli che le tasse le pagano. Rigore, equità e sviluppo? Spostando sempre le carte, questi «mucchietti» all'interno del perimetro detto, il risultato finale sarà sempre l’impossibilità del sistema a generare le condizioni di uno sviluppo concreto, quando mai equo. Rimane il rigore.

Poi: rimane l’aumento dell'Iva dell’1%, dal 1o luglio 2013; le manovre di taglio delle tasse ci saranno, forse, ma a partire dal 2014.

Quel poco di riduzione del cuneo fiscale e di riduzione dell'IRAP -in parte alle imprese che occupano lavoratori e, in parte minore, ai professionisti ed ai lavoratori autonomi- e a partire dal 2014 non aiutano certo la ripresa.

L’ effetto recessivo è garantito però dall'aumento dei prezzi conseguente all'aumento dell'IVA.

Ancora: il dramma degli esodati risolto in un compromesso nel compromesso, con un ipotetica aggiunta di 10 mila persone a quante già stimate senza predisporre un transito sistematico per tutti; arrivando persino ad indicare nel reddito massimo di 7500 euro lordi annui la condizione di inclusione.

Attenzione quindi a chi campa con ben 650 euro al mese, perché non ha più titolo allo status di “esodato ulteriore”!

A seguire : la famiglia, oggetto di tanta millantata attenzione. Il provvedimento parrebbe avere aumentato le detrazioni per i carichi di famiglia.

A definire la misura reale del cosiddetto sconto, sono l'origine del reddito, che cambia a seconda che si tratti di lavoro dipendente e di lavoro autonomo, e la presenza del diritto ad altre detrazioni e deduzioni. E molti dei destinatari di quegli sconti teorici, cioè i contribuenti che dichiarano fino a 15 mila euro, rischiano di vedersi azzerato ogni beneficio perché, spesso, già oggi non pagano l'imposta perché hanno diritto ad altre detrazioni, soprattutto se è reddito da lavoro dipendente. Quelli sotto i 15 mila euro le imposte non le pagavano prima, dunque non avranno alcun vantaggio diretto.

Prendiamo una famiglia con un bambino, ed un reddito di 10 mila euro per entrambi i genitori; ad oggi, queste due persone, pagherebbero 200 euro di IRPEF a testa; basta una detrazione aggiuntiva ( spesa sanitaria per esempio) ad azzerare l'imposta e con questo l'aumento dello sconto per il figlio.

Infine: la riduzione della pressione fiscale . E’ stata rimandata al 2014 con un fondo legato al pareggio di bilancio e a tutta una serie di requisiti come la riduzione del rapporto tra debito e PIL, anziché cercare una sorta di automatismo legato al calcolo annuale del recupero di evasione fiscale, con immediata riduzione della pressione fiscale per quelli che le tasse le pagano.

Solo in virtù di questo sistema le imprese ( che oggi sono ferme non confidando nella certezza del vantaggio fiscale) potrebbero tornare ad investire e ad assumere, riducendo quel tragico tasso di disoccupazione oltre l'11%.

Da queste considerazioni l’esigenza per l’Italia dei Valori di una contro-legge di stabilità, a significare il nostro modo di confrontarci in maniera propositiva benché partito di opposizione.

LA NOSTRA PROPOSTA:

Sul piano fiscale:

-eliminazione totale degli incrementi delle aliquote dell’Iva (lasciare l’aumento dal 21 al 22% dell’aliquota principale dell’imposta produrrà comunque un effetto inflattivo sull’insieme dei prezzi penalizzando i redditi più bassi ed i contribuenti incapienti all’Irpef);

- eliminazione della franchigia e del tetto per le detrazioni e della loro retroattività;

- incremento delle detrazioni per i lavoratori dipendenti e per i carichi familiari (vedi anche le misure per gli “incapienti”);

- riduzione dell’Irap lavoro e per le PMI;

- confluenza delle maggiori entrate derivanti, in termini permanenti, dall'attività di contrasto dell'evasione fiscale, nel Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale (di cui al comma 36 dell'articolo 2 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138). In questo fondo potrebbero confluire anche le risorse messe in bilancio per il pagamento degli interessi sul debito pubblico, che il CER ritiene sovrastimate (vedi più avanti), e non impiegate a tale scopo. L’insieme di tali risorse devono essere finalizzate, alla riduzione immediata (a partire dall’anno 2013) degli oneri fiscali e contributivi gravanti sulle famiglie e sulle imprese, tramite l'incremento delle detrazioni per carichi familiari e per il lavoro dipendente, e delle imposte che gravano sulle PMI.

Per quanto concerne gli investimenti:

- interventi per la sicurezza delle scuole;

- fondi per combattere il dissesto idro-geologico;

- il rinnovo delle detrazioni per l’efficientamento energetico degli immobili e l’adeguamento anti-sismico;

- la manutenzione dei beni culturali;

- politiche per il lavoro.

La formazione e la ricerca:

- più risorse all’università;

- più risorse alla ricerca;

- fondi maggiori per il diritto allo studio;

- soppressione dell’aumento delle ore di insegnamento.

Circa le politiche sociali:

- misure a favore degli “incapienti” (quattordicesima per i pensionati poveri e incrementi per gli assegni familiari);

- risoluzione del problema degli “esodati”. Per risolvere il problema seguiamo le indicazioni della Commissione Lavoro della Camera: far confluire nel Fondo apposito istituito dal Governo, le risorse già stanziate per gli “esodati” e che risultassero eccedenti (forse la metà della somma stanziata, circa 4 miliardi su 9), nonché 1.400 milioni annui aggiuntivi;

- No ai tagli alla sanità;

- incremento delle risorse ai Fondi sociali (non autosufficienze, politiche della famiglia, affitti, politiche sociali).

Per la sicurezza:

- no al blocco delle assunzioni per Vigili del fuoco e Forze di polizia.

LE RISORSE:

Minori spese:

- riduzione fondo per canoni locazione immobili PP.AA: per quanto concerne il Fondo affitti, si ricorda che lo scorso 25 ottobre, il Ministero dell'economia ha svolto un seminario sugli affitti di immobili pubblici nel quale dirigenti del Ministero hanno dichiarato che è prevista la vendita di immobili pubblici per un valore da 3 a 5 miliardi di euro, e che non sarebbero stati dismessi gli immobili strumentali delle PP.AA. Ma se il patrimonio venduto fosse comunque interamente derivante da quello oggi utilizzato a fini istituzionali (che è comunque un'ipotesi estrema), i canoni d'affitto da corrispondere sarebbero pari al 7 per cento di 3 miliardi, cioè 210 milioni di euro, ovvero al 7 per cento di 5 miliardi, quindi a 350 milioni di euro. Lo stanziamento previsto dalla legge di stabilità proposta dal Governo è pari a 500 e 900 milioni, rispettivamente per l’anno 2013 e per gli anni 2014 e 2015, e dunque in ogni caso del tutto eccessivo;

- soppressione della cd. “Legge mancia”;

- tagli alle spese dei ministeri;

- no alle erogazioni alle scuole non statali;

- soppressione del bonus per gli incrementi dei salari di produttività (la produttività si stimola soprattutto con l’innovazione e la ricerca);

- riduzione dei costi della politica (vedi tabella allegata): abolizione della diaria e dei vitalizi dei parlamentari, dei rimborsi elettorali ai partiti, abolizione di tutte le Province tramite legge costituzionale, riduzione ministri e loro indennità, soppressione di enti, blocco consulenze, drastica riduzione delle auto blu, ecc.. ;

- taglio delle spese per armamenti (eurofighter e Fremm);

Maggiori entrate (la pressione fiscale complessiva diminuirà ed il carico fiscale viene riequilibrato a favore dei ceti popolari):

- ripristino di norme per il contrasto all’evasione e nuove norme contro elusione/evasione da parte delle società (falso in bilancio; contrasto alle società di comodo,…);

- redditometro ad effetto immediato;

- riduzione delle agevolazioni fiscali (Vedi Allegato C-bis del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98), che appaiono, in tutto o in parte, ingiustificate o superate alla luce delle mutate esigenze sociali o economiche, ovvero che costituiscono una duplicazione con l’esclusione delle disposizioni a tutela dei redditi di lavoro dipendente e autonomo, dei redditi da pensione, della famiglia, della salute, delle persone economicamente o socialmente svantaggiate, del patrimonio artistico e culturale, della ricerca e dell'ambiente;

- incremento acconto su riserve tecniche assicurazioni;

- imposta sui redditi da capitale dal 20 al 23%;

- no alla riduzione delle aliquote Irpef per tutti;

- aliquote Irpef oltre i 100.000 (46%) ed i 150.000 euro (49%);

- incremento dell’aliquota della Tassa sulle transazioni finanziarie (Tobin tax).

Inoltre, a nostro avviso (vedi anche il documento del Centro Ricerche Europa), la spesa per interessi è stata sovrastimata.

Stando alle proiezioni elaborate dal Cer, la spesa per interessi il prossimo anno potrebbe essere inferiore di 4,1 miliardi a quanto previsto dal governo nella nota di aggiornamento al Def soltanto il mese scorso, differenza che sale a quasi 10 miliardi nel 2014. Allora, infatti, nonostante la decisione della Bce del 3 settembre di varare le nuove operazioni di intervento sui mercati Omt e il via libera della Corte costituzionale tedesca al fondo antispread Esm del 12 settembre, le stime del Def furono assai prudenti e valutarono la spesa per interessi in 89,2 miliardi per il 2013, mentre oggi il Cer stima le necessità finanziarie i 85,1 miliardi.

Stando alle proiezioni elaborate dal Cer, la spesa per interessi il prossimo anno potrebbe essere inferiore di 4,1 miliardi a quanto previsto dal governo nella nota di aggiornamento al Def soltanto il mese scorso, differenza che sale a quasi 10 miliardi nel 2014. Allora, infatti, nonostante la decisione della Bce del 3 settembre di varare le nuove operazioni di intervento sui mercati Omt e il via libera della Corte costituzionale tedesca al fondo antispread Esm del 12 settembre, le stime del Def furono assai prudenti e valutarono la spesa per interessi in 89,2 miliardi per il 2013, mentre oggi il Cer stima le necessità finanziarie i 85,1 miliardi.

Commenti   

#3 poetalc 2012-11-25 11:00
Da oltre 60 anni osservo sulla politica economica la politica degli onorevoli e dei partiti soprattutto per la firma a Roma e l' anno dopo per l' ingresso in Europa : la Spagna nel 2002per i suoi deputati europei chiese 32.000 euro annui mentre l'Italia per la concorrenza sul libero mercato 134 000 euro tanto da sollecitare nel 2005,l'Europa di dare a tutti 84.000 euro , ma per il peso del governo alla stabilità Europea sulla distanza da Bruxelles sembra abbia preteso la trasferta da Roma.

Ma a non credere che tutti volessero volare come avvoltoi alla carne dei moribondi almeno uno dei firmatari ho creduto volesse fare l'interesse per cui l'avevano o si era chiamato per farci entrare in Europa : Difendere il potere di acquisto dei salari sui prezzi al consumo ed ogni governo aveva e ha competenza esclusiva sulla politica sociale e dei redditi e deve rispondere al proprio elettorato.

Invece nel 2001 raddoppiarono i prezzi per i mercanti più furbi anche prima del 11 settembre 2001 che puntavano alla guerra umanitaria e ai problemi democratici dei popoli invasi e alle televisioni di Berlusconi ai partiti da finanziare e alle poltrone da distribuire al licenziamento del Governatore della banca d'Italia Fazio al buco dei derivati Parmalat alla Telecom alla moglie di Berlusconi a Prodi e al Ministro Mastella della giustizia , in associazione a delinquere oggi deputato europeo a Bossi e famiglia sul federalismo fiscale, allo Yacht di Dalema al appartamento di Fini a Montecarlo alla mondezza di Napoli ed altro di fantasioso , ultimo a 2 euro la benzina per aumentare l'inflazione e i tagli e tasse ai disagiati , per calmierare lo spread obbligazionario a 80 miliardi al giorno e l' evasione sulla paura di pagare maggiormente le tasse al Europa. E per questo questo motivo decido di votare Grillo perché poco o nulla cambierà a quei milioni già colpititi dalla calamità economica politica se non sperare di divertirsi maggiormente sulle televisioni di Stato e private col Re dei comici Grillo , sfidare al ultima risata , i primi e ultimi eletti pagliacci –

Esempio la media bassa degli stipendi ai deputati , senatori e manager circa 300.000 euro altri a più di 600,000 euro annui più del doppio del Presidente d' America quando il I° ministro Cinese THUAN L. avendo abbassato l'inflazione in agosto 1,8% riceve lo stipendio 8000 yuan pari a 998 euro mensili + il premio 7% per l'aumento del cibo più importante del inflazione dopo l' oro della Cina !

Così si potrebbe chiedere al Presidente Monti e al suo entourage che per il viaggio in Cina ammirarono la bellezza dei templi e la potenza economia invitando la Cina ad investire in Italia , ma a quale salario netto dopo aver pagato tasse e spese calcolerebbero di assumere i nostri e i loro , per non farli morire di fame in Italia?

Anche perché il contributo minimo giornaliero come fu calcolato nel 1949 in Inghilterra , non è stato ancora calcolato dal governo sul ISTAT con quale salario minimo mensile si può vivere , decorosamente in Italia ?

AntonioBorghesi.it - Una diversa Legge di stabiità è possibile

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3 giorni fa – eliminazione della franchigia e del tetto per le detrazioni e della loro .... E ricordo che , nel 1949 in Inghilterra fu stabilito di dare a tutti anche agli ... E suggerisco di calcolare anche in America un contributo minimo a tutti per la ...
#2 Dilling 2012-11-21 19:35
- imposta sui redditi da capitale dal 20 al 23%;

Cioè un conto di risparmio? prima era da 27 e andato a 20 e ora vuole prendere il 23 dell'interessi delle persone? ma lo sa che la svalutazione e più dell'interesse? Vuole prendere il 23% di quel 150€ (34,5+34 bollo) di quei 10.000 in conto risparmio nella posta? Ma scherza o no?

Piuttosto che dice la proposta di Hollande sulle tasse al 75 di oltre in milione?

Ma di questa cosa che dice?
http://www.cnms.it/campagna_congelamento_debito
#1 poetalc 2012-11-21 16:12
Così ho scritto

Egregio Presidente Barach Obama, ringrazio David Poufle
ma prima devo congratularmi con lei e tutti i suoi collaboratori per la sua rielezione a Presidente d'America per sottolineare anche un piccolo contributo che le ho dato dal mio computer a Verona Italia, a scriverle in email su questo Blog e su Facebook il discorso da fare al mondo , ma sopratutto agli americani sulla percentuale che pagano le tasse bassi e medi salari ,98% per coinvolgere i ricchi sul programma 2009.
Ma a leggere da Davide Poufle che il calcolo è stato eseguito su una famiglia di 4 persone per applicargli la tassa in più 2000 euro al anno , mi preoccupa di più il reddito di questa
Vale a dire se una famiglia ha un reddito medio netto 20.000 dollari annui e la percentuale è del 10% a togliere 2000 dollari rimangono 18.000 dollari , diviso 4 persone= 4.500 dollari ma se rimane questa cifra a ciascuno membro in famiglia credo che pure in campagna dove si spende di meno dopo aver pagato la bolletta della luce, acqua, gas, petrolio o gas di riscaldamento, ammortamento auto e riparazioni, carburante, vestiario, igiene personale, farmaci di necessità e altre spese ordinarie e straordinarie neppure in America si può vivere bene.
E ricordo che , nel 1949 in Inghilterra fu stabilito di dare a tutti anche agli studenti un contributo giornaliero in sterline , per la sopravvivenza dignitosa
E suggerisco di calcolare anche in America un contributo minimo a tutti per la sopravvivenza o meglio quanto denaro necessita per vivere tutti i giorni , più dignitosamente in America .

Anche perché su 242 milioni abitanti quanti hanno il salario inferiore e quanti superiore a 20.000 dollari? Ma il problema si risolve subito a calcolare quanti sono a reddito unico o a mono reddito e quanti a plurireddito per l'aumento delle tasse esempio se sono 10.000.000 i milionari a capitale e denaro ( immobile e mobile) la tassa 1% su un milione = 10.000 dollari , due milioni 1% = 20.000 dollari , 3 milioni ...1 % = 30.000 dollari. Totale 60.000 dollari diviso 3 (in media)= 20.000 dollari annui per 10.000.000 = 200 miliardi USD minimo
Ma da questa prima media è ncessario calcolare altre tasse Esempio: Una percentuale x sulle transazioni di borsa azionarie e obbligazionarie al acquisto da 50.000 dollari a... e un'altra % alla vendita se hanno avuto un guadagno minimo netto 6 %.
Rimangono da tassare gli alti stipendi che lei promuove da 230.000 dollari a …? Se fossero 3 milioni al 5% 11.500 dollari = 34.5 miliardi se un 1 milione e 1/2 , 1 milione a 260 e 500 mila a 300 mila dollari 10% (26 miliardi + 15 miliardi) = 41 miliardi Tot 75,5 miliardi minimo
Ma per tutti i ricchi che devono avere la tassa superiore sui redditi maggiori anche da concordare privatamente per essere garantita da pagare , è assolutamente necessario come più volte ripetuto sui miei messaggi essi devono avere un premio di onoranza sui benefici fiscali collegato alla attività di maggiore reddito + card gratis a spettacoli, treni, autobus ecc., sè e famiglia.
Rimangono altri due MIEI progetti in sospeso che presenterò sulla mia petizione Tramite AVaaz per avere oltre dal Europa anche da Voi risposta se fattibile o no, il progetto
1- FINANZIARE DIRETTAMENTE GLI ONERI ASSICURATIVI DEI SALARI CON OBBLIGAZIONI SPECIALI DEL Governo USA TRAMITE PICCOLE E MEDIE IMPRESE PER AUMENTARE SALARI E OCCUPPAZIONE
2- RADDOPPIARE AL MUTUATARIO CON L'AMMORTAMENTO FRANCESE IL VALORE DELLE CASE IN ENNE ANNI CON OBBLIGAZIONI SPECIALI A RISPARMIO DELLE BANCHE CONVENZONATE
IN attesa di risposta dal aprile 2011
Un saluto da Verona ricordandola a passeggio sulla sua prima elezione in America
Luigi Crocco
Verona, 19 novembre 2012 0re 24,40
Via Marin Faliero (doge di Venezia) no.43 (Quartiere SAVAL)
+39 328762812 (parlo solo italiano)

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