Come avevo promesso, ci ho provato. Ma ancora una volta Fini e la casta hanno detto "no". Lo hanno giustificato con possibili profili di incostituzionalità, dimenticando che solo qualche mese fa la Camera ha detto "si" alla riforma Fornero, che ha cambiato radicalamente le regole del gioco ai lavoratori. Per i lavoratori non hanno sollevato un problema di incostituzionalità, per la casta si. Ma non demordo e continuerò a provarci anche in futuro.

Riporto di seguito anche il testo del mio intervento.

(Esame degli ordini del giorno - Doc. VIII, n. 10)

PRESIDENTE. .... sono da considerare inammissibili i seguenti ordini del giorno: ordine del giorno Borghesi n. 9/Doc. VIII, n. 10/55, che riguarda la disciplina della diaria, atteso che tale istituto è regolato dalla legge n. 1261 del 1965 e può essere modificato, quindi, soltanto attraverso un intervento legislativo. Ricordo, peraltro, che la materia del trattamento economico dei parlamentari è attualmente all'esame della Commissione affari costituzionali e che, tra le proposte presentate, alcune intervengono proprio nella direzione indicata dall'ordine del giorno ed è, quindi, in quella sede che le questioni poste dall'ordine del giorno potranno essere valutate; ordine del giorno Borghesi n. 9/Doc. VIII, n. 10/56, che prevede la soppressione immediata del diritto al vitalizio, ponendosi in contrasto, come precisato anche lo scorso anno nel corso dell'esame del bilancio, con i principi generali fissati dalla giurisprudenza della Corte costituzionale in ordine al rispetto dei diritti quesiti.

ANTONIO BORGHESI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, intervengo per chiederle di rivedere il suo giudizio sul l'ultimo ordine del giorno dichiarato inammissibile, ossia l'ordine del giorno n. 9/Doc. VIII, n. 10/56, a mia prima firma: vorrei ricordare che si tratta della richiesta di abolizione del vitalizio anche per chi già lo percepisce, trasferendo le somme versate alla gestione separata dell'INPS. Vorrei ricordarle, signor Presidente, che il 21 settembre 2010 un ordine del giorno di contenuto identico a questo è stato votato da questa Assemblea, che lo ha respinto a grande maggioranza, salvo i deputati del gruppo dell'Italia dei Valori e vorrei ricordarle anche che quanto avvenuto in quella occasione è stato poi visto da oltre un milione di italiani. Vorrei, peraltro, ricordarle che lo scorso anno, a mio giudizio forzando il Regolamento, si è introdotto questo tipo di inammissibilità, ma vorrei - mi permetto di fare un'ultima considerazione - ricordare che, dall'anno scorso a quest'anno, è avvenuto un fatto nel mese di dicembre: quest'Aula ha discusso sulla costituzionalità delle pensioni dei normali cittadini, in quanto venne presentata una questione pregiudiziale che ricordava che l'articolo 24 del decreto Monti in tema di trattamento pensionistico, eliminando di fatto le pensioni di anzianità e incidendo sul requisito della contribuzione - che finora aveva rappresentato una garanzia insuperabile dell'accesso a quella prestazione previdenziale a prescindere dall'età - incideva su legittime aspettative dei lavoratori, che configuravano quei diritti acquisiti che la giurisprudenza della Corte ha riconosciuto come costituzionalmente garantiti.
Signor Presidente, quest'Aula ha stabilito che era costituzionale per i normali lavoratori incidere sui loro meccanismi della pensione. Non si prenda lei la responsabilità di non far votare quest'Aula, in modo che tutti i gruppi e i deputati 9assumano loro responsabilità in ordine ad un trattamento pensionistico dei parlamentari dopo soli cinque anni di attività (Commenti)!
Le chiedo, signor Presidente, di riconsiderare questa sua posizione e di far votare l'Aula su questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Onorevole Borghesi, quello che lei ha ricordato corrisponde certamente a verità, la Presidenza non ha comunque alcun timore nell'assumersi la responsabilità quest'anno di reiterare l'inammissibilità dell'ordine del giorno, al pari di quello che è stato fatto nel 2011 - come lei ricordava - semmai la Presidenza valutò in modo errato nel 2010, quando dichiarò ammissibile un ordine del giorno di analogo tenore, ma al di là dei precedenti, la ragione per la quale l'Ufficio di Presidenza quest'oggi ha convenuto la ragione per la quale non è ammissibile l'ordine del giorno è in ragione del fatto che si porrebbe in evidente contrasto con i principi generali posti dalla giurisprudenza della Corte costituzionale.
Lei ha citato una sentenza della Corte, mi permetto di ricordarle che, in ordine al rispetto dei cosiddetti diritti quesiti, le sentenze n. 349 del 1985, n. 822 del 1988, n. 416 del 1999 e n. 446 del 2002 sono tutte giuridicamente consolidate e hanno già dato luogo ad aspettative legittimamente maturate. Sono situazioni comprimibili solo per esigenze inderogabili e nel rispetto dei principi di ragionevolezza, proporzionalità e temporaneità. È di tutta evidenza che non può avvenire attraverso un ordine del giorno.

Commenti   

#1 Max 2012-10-02 23:25
Occorre spostare la lotta per riappropiarsi della sovranita' monetaria.La vera incostituzionalita' sta nell'aver delegato l'emissione della moneta ad un ente privato (BCE), nell'aver delegato il governo europeo ed italiano a non-eletti.Senza considerare che gran parte dei parlamentari italiani fanno parte di societa' segrete (non solo Monti, Berlusconi, Casini e Bersani).

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