Oggi la Camera approverà il Rendiconto Consuntivo 2011 e l'assestamento 2012, che indica le previsioni finali per quest'anno. Lo scenario su cui quest'ultimo è basato è completamente cambiato: basti dire che le previsioni sull'andamento del PIL considerate dal governo in aprile (Documento di Economia e Finanza) erano di una riduzione dello 0,4%. Ad agosto il governo la portata all'1,2%. Ma oggi sappiamo che sarà di almento il doppio: secondo qualche centro di ricerca potrebbe arrivare al 2,7%. Più si riduce il PIL meno tasse incasserà lo Stato. Secondo il CER (Centro Europa Ricerche) i "tecnici" avrebbero così sottostimato le entrate tributarie di una ventina di miliardi.

Il Ministro dell'Economia Grilli ed il Presidente del Consiglio Monti dicono che non ci saranno manovre aggiuntive. In realtà ci saranno anche se in silenzio. Ad esempio il gettito della lotta all'evasione fiscale anzichè andare a ridurre le tasse a lavoratori e imprese coprirà il buco. E se non basterà c'è sempre la previsione dell'aumento dell'Iva di due punti.

Non è più possibile andare avanti con manovre recessive che causano nuova disoccupazione e riduzione degli investimenti delle imprese. Manca del tutto la visione della crescita: si taglino i costi della politica e le spese inutili e si riducano le tasse!

Di seguito il testo del mio intervento in discussione generale.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Borghesi. Ne ha facoltà.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, il rendiconto 2011 e l'assestamento del bilancio possono a grandi linee rispettivamente rappresentare, il primo, la conclusione, l'ultimo anno di Governo Berlusconi, mentre la parte di assestamento può in qualche modo rappresentare l'attività del Governo Monti. Devo dire che, per entrambi, siamo di fronte a conclusioni che, dal nostro punto di vista, non possono che essere negative. C'è intanto uno scenario largamente sbagliato - per carità, nel fare i conti si sbaglia - ma nel momento in cui ci si rende conto che c'è stato un errore, si dovrebbe immediatamente capire come correggerlo. Ora è indubbio che i nostri Governi hanno da un lato inizialmente considerato, al momento della presentazione del bilancio di previsione, che quest'anno ci sarebbe stata una riduzione del PIL dello 0,4 per cento; ad aprile l'hanno corretta all'1,2 per cento ma ad agosto il dato drammatico dell'ISTAT è che siamo al 2,5 per cento e probabilmente finiremo addirittura al di sopra di questa cifra. Questo fatto, come è evidente, implica, rispetto ai conti così come sono stati fatti, tanto per quanto riguarda il consuntivo, anzi il bilancio di previsione, quanto per quanto attiene il successivo assestamento, che siamo di fronte a dei conti che non possono più tornare, considerando che ogni punto di PIL significa 18-20 miliardi in meno e significa anche da 8 a 10 miliardi di tasse e quindi di entrate dello Stato in meno. Evidentemente, questo crea dei buchi che devono essere colmati. E allora su questo io credo che sia necessario fare una riflessione.
Devo anche dire, riguardo alla questione del bilancio di Berlusconi, che dal rendiconto emerge che si è trattato di 145 miliardi di tasse. Qui è il punto: chi le ha pagate queste tasse? È evidente che, contrariamente a quanto noi suggeriamo da tempo, a pagarle sono stati sempre i soliti, sono stati i lavoratori, sono state le famiglie, sono stati i pensionati e realmente non abbiamo visto toccare evasori fiscali, non abbiamo visto toccare corruttori, non abbiamo visto toccare speculatori, non abbiamo visto toccare chi ha di più, quindi chi è proprietario di grandi patrimoni. E allora in ciò sta il nostro giudizio negativo che si è consolidato anche con Monti, perché Monti ha aggiunto altri 63 miliardi di tasse - perché questo ha fatto - non invertendo l'ordine del fattori, che era ciò che noi gli abbiamo chiesto all'inizio, dandogli persino fiducia, e cioè facendo pagare a ritroso, rispetto a quello che dicevo prima, i proprietari di grandi patrimoni, facendo pagare gli speculatori, facendo pagare i corruttori, facendo pagare gli evasori fiscali e poi eventualmente andando a chiedere ancora qualcosa a pensionati, lavoratori e famiglie.
No, l'ordine dei fattori è rimasto quello, e da qui anche il nostro giudizio negativo sulla parte di Governo, che incide qui, fatta dal Presidente Monti. C'è anche da dire che, secondo studi abbastanza significativi, in particolare il CER che usa un modello macroeconomico che spesso o quasi sempre si è rivelato molto efficace, sappiamo che comunque i tecnici hanno sovrastimato le entrate fiscali di una ventina di miliardi e quindi ci sarà un problema di come colmare questi 20 miliardi. Pag. 12Siamo di fronte ad una situazione che è difficile. Lo stesso Monti alla fine ha dovuto riconoscere che la dimensione della recessione è stata causata anche dal suo intervento, e questo perché lo spread di cui tanto si parla in realtà ha inciso negativamente sulla crescita solo dello 0,4 per cento, quindi molto meno di quel 2,6 per cento che probabilmente ci troveremo alla fine. In più ci vorranno una trentina di miliardi l'anno prossimo per poter raggiungere l'obiettivo del pareggio di bilancio, e poi non dimentichiamo che, nel momento in cui entra in vigore il fiscal compact e bisogna anche recuperare il debito pubblico, parliamo di altri 40 miliardi all'anno. E qui nessuno ci dice come e dove; siamo di fronte ad una situazione con riferimento alla quale stiamo registrando i peggiori risultati e mi riferisco ai consumi delle famiglie (sono negativi) e ad un'inflazione (tutti dicono che la recessione impedisce che si formi l'inflazione) del 3,2 per cento annua (quindi un disastro da questo punto di vista). Vorrei poi richiamare l'attenzione sul fatto che, guardando il Governo Berlusconi e quindi il rendiconto, ci troviamo di fronte all'evidenziazione di ciò che abbiamo sempre detto sui tagli, tagli assolutamente lineari che hanno colpito prevalentemente l'università, la ricerca scientifica, la scuola e che hanno colpito gli enti locali (è veramente gigantesco il prelievo di 5 miliardi agli enti locali).
D'altronde c'è un altro dato sconfortante, per me sconvolgente, che è quello dei residui attivi. Mentre i residui passivi sostanzialmente sono rimasti invariati nel tempo, i residui attivi negli ultimi anni sono pressoché raddoppiati: sono passati da 100 miliardi a 215 miliardi nel giro di cinque o sei anni. Vorrei ricordare che i residui attivi sono entrate non incassate; si tratta cioè prevalentemente di tasse che il Governo non è stato in grado di incassare, ed è questo un dato realmente drammatico perché vuol dire che c'è un punto di domanda gravissimo, perché è possibile che una larga parte di questi residui attivi non si riuscirà mai ad incassarla, con il risultato, alla fine, poiché quelle tasse non sono certo quelle che pagano i lavoratori dipendenti, i lavoratori a reddito fisso a cui vengono detratte immediatamente, che si tratta ancora una volta di tasse che vanno ad alimentare quelle del circuito dell'evasione.
Questo vuol dire ancora di più che il peso fiscale sarà ancora più forte (ed è ancora più forte) sempre sui soliti. Non vorrei aggiungere altro a quello che ho detto. È implicito in ciò che abbiamo affermato il giudizio negativo, che nasce anche dalla qualità, dalla composizione delle entrate, perché, se bene andiamo a vedere, le entrate sul reddito calano, l'IVA cala, e ciò che va ad aumentare sono le tasse nuove come l'IMU, ma soprattutto (questo è un altro dato drammatico per i consumatori e per i cittadini) sono le entrate derivanti dalle accise sui carburanti e sugli oli minerali che sono passate - pensate - nel giro di quattro anni da 20 miliardi a 25 miliardi: una crescita di un quarto dovuta alle accise. Questo è un modo sbagliato, perché colpisce tutti i cittadini, ed è il motivo principale per il quale noi - lo preannunzio già fin d'ora - voteremo sia contro il rendiconto dello Stato sia contro l'assestamento (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).