talia dei Valori ha presentato una interpellanza urgente al Ministro Profumo per invitarlo a desistere dalla sua intenzione di indire un concorso per il reclutamento di 22.000 insegnanti, il 50% dei quali da individuare attraverso le graduatorie ad esaurimento ed il 50% attraverso concorso libero aperto a chiunque abbia i requisiti.
Vi sono insegnanti precari ormai quarantenni che da dieci e più anni insegnano nella scuola attraverso incarichi annuali e non si capisce perchè non dovrebbero aver titolo ad essere immessi in ruolo.

Riporto di seguito anche il testo dell'intervento.

L'onorevole Borghesi ha facoltà di illustrare l'interpellanza Di Pietro ed altri n. 2-01642, concernente chiarimenti in merito all'annunciata indizione di un concorso per il personale docente della scuola in relazione alle problematiche del precariato scolastico (Vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti), di cui è cofirmatario.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, l'Italia dei Valori ha presentato al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Profumo, questa interpellanza poiché il Ministro ha annunciato l'imminente indizione di un bando di concorso per il 24 settembre prossimo per l'assegnazione dei ruoli del personale docente per l'anno scolastico 2013-2014 - circa 22 mila unità - attingendo per il 50 per cento dei posti dalle attuali graduatorie ad esaurimento e per il residuo 50 per cento dai vincitori di questo concorso.
Il Ministro ha dichiarato che l'indizione del concorso risponde alla necessità di rispettare la normativa vigente in materia di reclutamento scolastico. In realtà, a noi pare che così non sia, perché il Ministro sembra ignorare il fatto che le graduatorie permanenti sono state trasformate dalla legge n. 296 del 2006 in graduatorie ad esaurimento, e questo ai fini del contenimento della spesa e per la razionalizzazione dell'utilizzazione del personale selezionato.
Questo anche per favorire l'assorbimento del precariato che, come è noto, nella scuola è molto ampio. Per questo era stato varato, anche al tempo, un piano triennale che avrebbe dovuto permettere di assorbire circa 150 mila insegnanti precari in tre anni.
Il Ministro anche omette di ricordare che, nel frattempo, il precedente Governo ha scelto di togliere, di privare il sistema dell'istruzione pubblica italiano di circa 90 mila insegnanti. Questa scelta è stata confermata da questo Governo, anzi è stato impedita, a partire dal 2012-2013, un'integrazione degli organici rispetto all'anno scolastico precedente. Quindi, da un lato, si è bloccato l'organico dopo che sono state decurtate 90 mila unità rispetto al 2008. Queste decisioni, di fatto, hanno impedito di riassorbire quel personale precario che era in queste graduatorie ad esaurimento.
Vorrei ricordare che si tratta di personale che ha già conseguito l'abilitazione a seguito del superamento di prove concorsuali, quindi personale che ha già fatto il concorso e che ha permesso in questi anni di garantire il funzionamento della scuola, sempre a condizioni più svantaggiose rispetto al personale che stava in ruolo, addirittura anche in contrasto con la normativa europea contro gli abusi dei contratti a termine che prevede, appunto, che dopo tre anni una persona, impiegata per tre anni consecutivi, sia poi assunta a tempo indeterminato. Qui vi è del personale che si trova in queste condizioni da più di dieci anni, quindi ben oltre quei tre anni. È vero, come il Ministro afferma, che dal 1999 si è in attesa di un concorso e che i vecchi concorsi erano stati bloccati con l'idea di fare spazio a nuove procedure, ma vorrei ricordare che nel 1999 furono istituite le Scuole di specializzazione all'insegnamento superiore, le cosiddette SSIS, a numero chiuso proprio per evitare che si formasse poi questo precariato, con durata biennale e prevedendo al termine dei due anni una prova finale che, ai sensi di legge, la legge n. 306 del 2000, doveva avere, anzi ha, valore concorsuale.
Ecco, vorrei anche ricordare, tra l'altro, che la normativa vigente in materia di reclutamento prevede sì l'accesso per il 50 per cento attraverso concorsi, ma stabilisce anche, proprio per favorire il riassorbimento di quel personale che da decenni lavora nella scuola, che quando la graduatoria di un concorso per titoli ed esami sia esaurita e rimangano posti ad esso assegnati, questi vadano ad aggiungersi a quelli assegnati alla corrispondente graduatoria permanente, senza bisogno di ricorrere a nuove procedure.
Vorrei anche ricordare che le graduatorie ad esaurimento non sono casuali, ma la stessa Corte costituzionale, investita della questione, ne ha riconosciuto il principio del merito, cioè il fatto che si tratta di graduatorie basate sul merito e quindi, in qualche modo, pescando da quelle graduatorie si pesca secondo quello che è il criterio che poi dovrebbe uscire dai concorsi e cioè il criterio del merito.
Alla luce di tutto questo, noi chiediamo al Ministro se, preso atto dell'attuale precariato scolastico, quadro che appare particolarmente complicato, e delle penalizzazioni di chi per anni è stato ritenuto già idoneo all'insegnamento, proprio perché per anni ha ricevuto le supplenze annuali è entrato in questa graduatoria, si possa evitare, alla luce di questo quadro, di indire un concorso che finirebbe con il generare un'ulteriore instabilità. Chiediamo se il Ministro non intenda, invece, procedere al reclutamento attraverso lo scorrimento di quelle graduatorie ad esaurimento così come la legge, come abbiamo visto, consentirebbe.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, Marco Rossi Doria, ha facoltà di rispondere.

MARCO ROSSI DORIA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, con riferimento a quanto rappresentato dagli onorevoli interpellanti riguardo al bando per concorso a cattedre, che sarà a breve pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, si precisa quanto segue.
Le procedure di formazione e selezione del personale docente e la relativa immissione in ruolo scontano il fatto che negli anni si siano succedute diverse visioni da parte del legislatore, senza che questo portasse ad un definitivo superamento del sistema delle graduatorie, che ha alimentato il precariato del personale, con grave danno per la didattica, l'organizzazione scolastica, la carriera professionale degli stessi docenti e anche dei precari.
Tale situazione ha reso necessario, ancorché difficile, mettere mano alla questione, recuperando il meccanismo del doppio canale di reclutamento, previsto dalla legge n. 124 del 1999, al fine di indirizzare il sistema verso nuove e regolari procedure di selezione e formazione. Il doppio canale di reclutamento, che risponde al bilanciamento tra valorizzazione della preparazione degli abilitati più giovani ed esperienza professionale acquisita negli anni dai docenti precari, è un principio che non è mai stato messo in discussione dalla normativa dei vari Governi che si sono succeduti in questi anni, sia nel senso che le varie riforme sulla formazione universitaria con valore abilitante non hanno mai portato all'immissione in ruolo automatica - tipo corso-concorso - e quindi non costituiscono forme di reclutamento sostitutive del concorso, sia nel senso che le graduatorie permanenti sono state mantenute, ma trasformate in graduatorie ad esaurimento.
Permettetemi, anche a titolo personale, di sottolineare l'importanza del recupero del concorso ai fini dell'immissione in ruolo del personale docente. È bene ricordare come i soggetti di diritto del sistema istruzione siano, in via assolutamente preliminare, i discenti, gli studenti, i ragazzi, ragazzi che sono chiamati a crescere, imparare a vivere in un modo radicalmente diverso da quello che noi abbiamo conosciuto. Per fare questo hanno bisogno di insegnanti con una formazione appropriata, affiancati da docenti di esperienza, compresi certamente i docenti precari oggi. Di questa sinergia tra esperienza e freschezza hanno bisogno i ragazzi e ha bisogno il Paese. Per capire quanto sia urgente questa necessità, faccio notare come attualmente l'età media degli insegnanti sia intorno ai 50 anni, la più alta dei Paesi avanzati.
Venendo alla procedura di reclutamento, tramite l'emanando bando di concorso, questa è appunto coerente con la normativa vigente in materia del reclutamento del personale docente, perché all'articolo 1 della suddetta legge è stabilito, come riconosciuto, che l'accesso ai ruoli del personale docente della scuola ha luogo, per il 50 per cento dei posti a tal fine annualmente assegnabili mediante concorso per titoli ed esami e, per il restante 50 per cento, attingendo alle graduatorie permanenti.
Al riguardo si ricorda che negli ultimi anni, inoltre, questa norma ha finito per essere sostanzialmente disapplicata, perché l'ultimo concorso per l'immissione in ruolo di docenti per titoli ed esami è del 1999, tredici anni fa, ed addirittura per alcune classi di concorso risale a ventidue anni fa e che ad oggi le graduatorie di molte classi di concorso risultano esaurite da anni.
Si sottolinea per chiarezza che i vincitori dei predetti concorsi sono stati già tutti immessi in ruolo all'epoca e l'attuale scorrimento delle graduatorie dei concorsi fa riferimento agli idonei di quegli stessi concorsi.
Voglio ricordare, inoltre, che per il corrente anno scolastico il 100 per cento dei posti disponibili è stato coperto tramite scorrimento delle graduatorie e, infatti, i docenti provenienti dalle graduatorie ad esaurimento stanno prendendo possesso delle cattedre in questi giorni. Pertanto, a normativa vigente, il nuovo reclutamento porterà nei prossimi due anni scolastici, 2013-2014 e 2014-2015, al reclutamento di circa 12 mila docenti dalle graduatorie del concorso e altrettanti 12 mila dalle graduatorie ad esaurimento.
Considerato che i partecipanti al concorso devono essere abilitati ai sensi della normativa vigente e che potranno parteciparvi gli stessi iscritti nelle graduatorie ad esaurimento, si ha motivo di ritenere che le suddette graduatorie si ridurranno nei prossimi due anni in maniera rilevante e continueranno a ridursi durante i prossimi anni. Quanto al richiamo alla sentenza della Corte costituzionale, si segnala che il riferimento al merito della sentenza era limitato alle stesse graduatorie ad esaurimento per consentire l'inserimento cosiddetto a pettine agli aventi diritto a seguito di mobilità interprovinciale. Infine, vorrei ulteriormente ribadire come la volontà di contemperare le diverse legittime esigenze di discenti e docenti, di giovani aspiranti insegnanti e di docenti con esperienza sia stata la direttrice lungo la quale il nostro impegno si è mosso, coniugata al principio del merito nelle selezioni per il reclutamento nel pubblico impiego.

PRESIDENTE. L'onorevole Borghesi ha facoltà di replicare.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, signor sottosegretario, noi non possiamo che dichiararci insoddisfatti di una risposta che è largamente burocratica, che in larga parte ripete le motivazioni sulle quali ho e abbiamo argomentato nella nostra interpellanza. Noi chiedevamo risposte su quelle argomentazioni che noi abbiamo svolto. L'ho vista commosso a parlare del fatto che ci siano tanti giovani in cerca di lavoro, ma mi verrebbe da dire che sono lacrime che da questo Governo suonano un po' come lacrime di coccodrillo. Infatti, il Governo ha approvato una riforma delle pensioni che porta gli insegnanti a dover lavorare sei anni in più e, quindi, a non liberare i posti per i giovani e poi mi si dice che i giovani li recuperiamo attraverso il concorso, danneggiando altre persone che forse sono nella mezza età, magari non più giovanissime, ma che hanno 30-35 anni e che da dieci anni svolgono, in modo evidentemente soddisfacente per il nostro sistema le funzioni per le quali oggi dovrebbero magari trovarsi e casa, come se un qualunque concorso in qualunque modo lo si voglia fare non richieda comunque che anche l'attività pregressa e quindi l'esperienza maturata riceva una valutazione che, probabilmente, precluderà ad un giovane che non ha nessuna esperienza poi di poter risultare vincitore di quel concorso.
La conclusione, quindi, è questa: se il Ministro non riterrà di cambiare orientamento, noi abbiamo graduatorie che comunque sia sono state redatte secondo il principio del merito, avremo dei megaconcorsi che probabilmente porteranno alla fine in larga parte alla conferma delle persone che stanno già dentro alle medesime graduatorie e avremo un costo che si dice sarà non inferiore a 150 milioni di euro.
Signor sottosegretario, le pare che nel nostro Paese, in una situazione come questa, così grave dal punto di vista economico, con tanti bisogni di carattere sociale e con tanti bisogni da parte di lavoratori Pag. 62che quotidianamente perdono il posto di lavoro, noi ci si possa permettere e sopportare l'idea, per il solo vezzo di consentire ad un Ministro di poter dire che dal 1999 ha bandito un primo concorso per il reclutamento del personale insegnante, di spendere per tutto questo 150 milioni di euro? Invito ancora una volta il Ministro a ripensarci perché, come ripeto, noi rischiamo di fare questo concorso per avere alla fine quello stesso risultato, salvo forse qualche caso limitato, ma con costi enormi e con dispendio anche da parte di coloro che dovrebbero partecipare a questi concorsi. Infatti, essi evidentemente dovranno essere riuniti in sedi diverse, il che comporterà disagi e costi anche da parte loro, in aggiunta al costo da parte della pubblica amministrazione.

Commenti   

#1 Tobias 2012-09-08 15:30
Onorevole Borghesi, dice benissimo. Si tratta di un concorso che alla fine non premierà i giovani, i quali continueranno a rimanere fuori, ma quei docenti, abilitati, che da anni portano avanti un\'istituzione così importante qual è quella della Scuola Pubblica italiana. Ricordo a tutti che il concorso è per titoli ed esami: i docenti presenti in graduatoria ad esaurimento (ex permanenti) sono plurititolati, con pluriesperienza ed ora plurincavolati, perché per l\'ennesima volta bistrattati! Peraltro, come ha detto bene, on. Borghesi, i precari insegnanti delle scuole secondarie, ad esempio, inseriti in queste graduatorie, sono per lo più abilitati attraverso le SSIS, scuole di specializzazioni all\'insegnamento secondario, abolite dal ministro Gelmini, che avevano durata biennale con tirocinio nelle scuole pubbliche, con tanto di tutor (insegnante di ruolo della scuola) che affiancava il tirocinante. Dice anche un\'altra cosa esatta; queste scuole di specializzazione, a numero chiuso proprio per non incrementare altro precariato, hanno valore concorsuale: al termine del biennio, dopo aver sostenuto parecchi esami, tra cui inglese ed informatica, si svolgeva l\'esame finale, scritto, orale e pratico. Altro che concorso! Quest\'ultimo ne rappresenta la strada più facile per accedere nell\'insegnamento,ma proprio per questo non è assolutamente un valido strumento per selezionare gli insegnanti. Le SSIS, oltre a formare, erano in grado anche di selezionare i migliori insegnanti. Quindi, al concorso parteciperanno questa tipologia d'insegnanti, i quali rimescolandosi, avranno la possibilità di vincere, a tutto discapito di quelli che sono i "giovani", se con questo termine intendiamo under 30. In ogni caso, a mio avviso, un insegnante che oggi ha 40 anni non può essere considerato vecchio; infatti, se la pensione si raggiunge a 70 anni, o quasi, visto che tra laurea e abilitazione ci si ritrova a quasi 30 anni, un quarantenne è un insegnante giovane. Mi sbaglio, onorevole Borghesi?

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