Ieri, per la 34ma volta, il governo Monti ha posto la fiducia. Lo ha fatto alla Camera sul decreto legge che riguarda la cosiddetta spending review. Sono intervenuto a nome del Gruppo Idv per protestare contro questa ennesima prevaricazione, che impedisce al Parlamento di svolgere il lavoro che la Costituzione gli assegna.

Riporto di seguito anche il testo dell'intervento:

Signor Presidente, anche se apparirà rituale, il mio gruppo protesta per questa ennesima richiesta di fiducia da parte del Governo. Vorrei anche ricordare che oggi è assente - credo colpevolmente, salvo che non sia malato - il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Giarda, che in occasione - non credo di rivelare qualcosa di segreto - dell'ultima Conferenza dei presidenti di gruppo dichiarò e ribadì che il Governo si riservava la possibilità di porre la questione di fiducia in relazione al numero degli emendamenti presentati.
Allora, vorrei ricordare a quest'Aula che le opposizioni, Lega Nord e Italia dei Valori, hanno presentato in tutto tre emendamenti, che mi sembra non giustifichino minimamente la posizione della questione di fiducia. È vero che vi è un fascicolo un po' più grande, con 150 emendamenti. Evidentemente, 147 sono stati presentati dalla maggioranza. Quindi, mi verrebbe da dire che se vi sono emendamenti che comportano la richiesta di fiducia, evidentemente sono contro il Governo da parte della stessa maggioranza.
Ma il fatto più grave, signor Presidente, ed è questo che vorrei dire, è che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il 21 febbraio del 2011 ha mandato un messaggio al Presidente della Camera nel quale ricordava un passaggio oltre le condizioni ai sensi dell'articolo 77 della Costituzione che giustificano il ricorso al decreto-legge e che già non ci sarebbero. Egli ha fatto un'aggiunta di tre righe in cui ha detto che particolarmente grave è la posizione della questione di fiducia quando riguardi decreti-legge, perché viene per due motivi in questo modo compressa in modo assolutamente grave la possibilità di intervento e di discussione del Parlamento.
Quindi, il Governo sta comportandosi in modo esattamente contrario a quello richiesto soltanto un anno fa dal Presidente della Repubblica, il che giustifica che noi chiediamo, ai sensi di questo messaggio del Presidente della Repubblica, che il Presidente della Repubblica quando dovrà poi procedere alla promulgazione dell'articolo 1 di conversione si ricordi di quello che ha scritto un anno fa.
Ma è ancora più grave la questione perché - vorrei concludere con questo - anche questi 147 emendamenti della maggioranza in larga parte non sono stati presentati in Commissione, dove avrebbero dovuto essere discussi e votati, ma trovo emendamenti molto interessanti che riguardano questioni sul tappeto molto importanti e che sono stati presentati da importanti e autorevoli esponenti del PD solo qui in Aula, quando sapevano già che non sarebbero mai stati discussi. Erano emendamenti che probabilmente, discussi in Commissione e votati, potevano portare ad una modifica in senso migliorativo del decreto sulla spending review che, ribadisco - ma lo dirò poi quando sarà il momento - comporta ancora più tasse a carico dei cittadini.
Allora, signor Presidente, anche questo modo di procedere è un modo di procedere che qualcuno deve spiegare al Paese, deve spiegare ai cittadini, e per questo motivo noi ribadiamo la nostra protesta contro questo comportamento da parte del Governo, con questa ennesima questione di fiducia (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

Commenti   

#1 wittenberg 2012-08-07 19:09
Ragionevole il discorso sulla fiducia. Lo stesso che forse ha fatto la NaziLega. Però. I vostri attacchi al Presidente della Repubblica sono intollerabili. La vostra rincorsa di Grillo è patetica. La vostra caccia alla conquista dell'ultimo elettore nel pieno di una guerra finanziaria contro l'Italia e contro l'Euro è penosa.

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