Ieri alla Camera il Presidente del Consiglio Monti ha riferito sull'esito del vertice europeo di Bruxelles. Sono intervenuto a nome di Italia dei Valori ed ho detto che la "spending review" è un buon metodo a condizione che non serva per far pagare sempre i soliti.
Di seguito riporto anche il testo dell'intervento
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Signor Presidente Monti, noi prendiamo atto delle sue dichiarazioni. L'Italia dei Valori non gioca contro l'Italia e non gioca contro l'Europa, anzi è consapevole che da questa crisi si esce solo con più Europa. Prendiamo quindi atto anche del ruolo che, come lei dice, ha giocato il nostro Paese e lei personalmente e ovviamente ci auguriamo che i risultati siano conseguenti. Se posso sintetizzare, lei ci ha detto che i principali tra questi risultati sono i 120 miliardi destinati agli investimenti, una tabella di marcia anche di natura politica, l'uso del meccanismo europeo di stabilità per la Spagna e lo scudo per lo spread. Signor Presidente Monti, noi prendiamo atto delle sue dichiarazioni. L'Italia dei Valori non gioca contro l'Italia e non gioca contro l'Europa, anzi è consapevole che da questa crisi si esce solo con più Europa. Prendiamo quindi atto anche del ruolo che, come lei dice, ha giocato il nostro Paese e lei personalmente e ovviamente ci auguriamo che i risultati siano conseguenti. Se posso sintetizzare, lei ci ha detto che i principali tra questi risultati sono i 120 miliardi destinati agli investimenti, una tabella di marcia anche di natura politica, l'uso del meccanismo europeo di stabilità per la Spagna e lo scudo per lo spread. Sicuramente la sua figura ci ha ben rappresentati in quel quadro. Non oso pensare che cosa sarebbe successo se a quel vertice fosse andato il suo predecessore, ma preferisco non dilungarmi su questo (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). È certo però che i 120 miliardi di investimenti rischiano di arrivare al nostro Paese, dati i tempi europei, in limine mortis. Spero di no naturalmente, spero che ci risolleveremo prima, però certamente i tempi sono lunghi. Anche la tabella di marcia prevede tempi lunghi proprio per la parte politica, perché il vero risultato sarebbe dovuto essere un'Europa più politica, che invece è all'ultimo punto di questa tabella di marcia.Va bene l'uso del meccanismo europeo di stabilità per la Spagna, ma sullo spread, Presidente, qualcuno aveva detto che il solo annuncio di questo scudo avrebbe contribuito a calmierarlo. Non mi pare che stia avvenendo questo. Oggi di nuovo lo spread è in salita ed io non vorrei che dietro l'angolo ci fosse la speculazione internazionale, pronta comunque ad aggredirci. Quindi, non sarei così sicuro che la richiesta d'aiuto non sia, prima o poi, necessaria. Però, quello che dobbiamo chiederci è qual è l'effetto di queste misure sui nostri cittadini. Mi risulta che lei, finito questo incontro, andrà a prendere le decisioni finali per quanto riguarda la spending review. Stamattina leggevo comunicati delle agenzie - non so se sono veri - ma questa fase della spending review parte senza il taglio delle province, senza la sforbiciata agli enti pubblici e senza il riordino dei piccoli comuni (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). Allora, incomincio già a preoccuparmi, perché ho cercato di raccogliere in una tabella cosa ci doveva stare ed io trovo che, tra le misure rilevanti, ci sono i tagli, che per forza di cose sono lineari, agli enti locali - stiamo parlando di parecchi miliardi a regioni, comuni e province - i tagli alla sanità, che solo in parte sono dovuti ad un effetto della spending review e in parte sono anche questi tagli lineari, e soprattutto il taglio dei dipendenti pubblici. Allora, vede Presidente, ritorno indietro nel tempo, al momento in cui noi, da un orientamento alla fiducia verso il suo Governo, quando avevamo chiesto di incominciare a far pagare chi non ha mai pagato in questo Paese e poi abbiamo scoperto che invece a pagare sono stati soprattutto i pensionati e i lavoratori dipendenti, abbiamo tolto la fiducia al Governo. Noi vi avevamo chiesto di partire dai tagli ai costi della politica, dai tagli alle spese inutili dello Stato e della pubblica amministrazione e dopo, caso mai, di andare a toccare le fasce deboli della popolazione, i pensionati e i lavoratori.Invece, il processo è partito, già con il primo decreto «salva Italia», esattamente al contrario.Allora, noi non vorremmo che la spending review si risolvesse esattamente e specularmente in una manovra simile a quella del decreto «salva Italia», dove, ancora una volta, ad essere colpiti sono i lavoratori, in questo caso i dipendenti pubblici, persino l'università, dove pure vi è un taglio lineare, e non si vanno, invece, a colpire i costi della politica, perché quelli - abbiamo letto, se è vero - saranno rinviati. Ma non vi erano solo quelli, signor Presidente del Consiglio: ve ne erano molti, noi glieli abbiamo ricordati.Lei non obietti che, siccome il Parlamento è un organo costituzionale, non può fare niente, perché, quando ha posto il Parlamento di fronte alle sue responsabilità, ha ottenuto cose che, magari, il Parlamento da solo non avrebbe fatto. Parlo dei vitalizi dei parlamentari, che sono ancora presenti (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori), parlo dei rimborsi elettorali ai partiti, che sono ancora presenti, parlo del dimezzamento dei parlamentari, di cui abbiamo sentito che non si parlerà più, parlo dell'abolizione delle province - l'ho appena detto - ancora rinviata, delle circoscrizioni comunali, ancora presenti, dei consorzi di bonifica, delle comunità montane, di tutte queste cose, che sono costi della politica inutili, eppure stanno ancora lì, stanno ancora lì, signor Presidente del Consiglio.Allora, vorrei ricordare che quasi sempre i tagli agli enti locali poi ricadono ancora sulle tasche dei cittadini. Vorrei ricordarle che tutte le città, a partire da Roma, hanno praticamente aumentato del 50 per cento il costo del biglietto dei trasporti e quel biglietto lo pagano i pendolari, i lavoratori, la gente comune e i cittadini, non lo paga chi gira nelle «auto blu» (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)!L'altro giorno, in questa città, vi era un'«auto blu» - non so con chi a bordo, ma vorrei capirlo - che sfrecciava a una velocità pazzesca, rischiando di investire persino le persone presenti. Credo che i cittadini non lo tollerino e non basta il dimezzamento futuro: ci voleva un'azione più forte.Per non parlare, poi, della razionalizzazione e della riduzione delle spese militari. Noi tagliamo i dipendenti pubblici e non tocchiamo le spese militari. Continuiamo a investire un miliardo all'anno nel programma dei cacciabombardieri e non andiamo a toccarlo. Questo è quello che a noi risulta (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).Allora, signor Presidente del Consiglio, questo è il rischio. Vi è un suo collega spagnolo che ha stabilito che tutte le banche che chiedono aiuti di Stato non possano pagare gli amministratori delegati più di 600 mila euro all'anno. Lei prenda e - la prego - confronti questi dati con ciò che percepiscono gli amministratori delegati delle nostre banche, che in parte hanno aiutato a causare il disastro nel quale noi oggi ci troviamo (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). Sono sempre gli stessi, non cambiano mai! Escono dalla porta e rientrano dalla finestra.Il suo collega francese Hollande, tanto per dare il buon esempio, alla prima riunione del Consiglio dei ministri ha ridotto a se stesso e ai Ministri lo stipendio del 30 per cento e lo ha fatto anche per i grandi dirigenti dello Stato. In questi giorni, per far quadrare i conti, sa dove sta prendendo qualche miliardo di euro? Lo sta prendendo ai titolari dei grandi patrimoni superiori ad un milione e 200 mila euro. Lì va a prenderli!Presidente Monti, la differenza tra lei e il suo collega francese è che lui va a farsi dare i soldi dai ricchi, noi andiamo, purtroppo, a colpire, ancora una volta, e a tagliare i dipendenti pubblici e rinviamo - a quando non si sa - i tagli ai costi della politica (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)

Commenti   

#3 Fagone 2012-07-07 13:03
Caro Onorevole,
l'ormai famosissimo "Salva Italia" si è dimostrato, per chi vuol vedere obiettvamente le cose, come "Affossa Italia". Infatti, da quando è stato "lanciato" la recessione si è fatta maggiormente sentire, le tasse pure, lo spread è ieri risalito a 470 pb ed il lavoro manca ancora. Io credo che le chiacchiere, i discorsi, i buoni propositi fatti a iosa dal "caro Monti" si scontrano con l'evidenza e solamente un cieco, un sordo e chi non vuole nè vedere nè sentire, può non accorgersene. Anche i tagli annunciati con la spending review vedranno la luce chissà quando e poi, a mio avviso, forse portano aria fresca e nuova, ma con l'abbattimento del debito pubblico veloce, che è quello che chiedono i mercati, cosa c'entra? Prima eravamo nella padella? Bene, ora siamo nella brace: siamo alle solite, non se ne esce. Serve maggior coraggio, obiettività, coerenza, equità e finchè il "caro(nel senso che ci costa)Monti" non le acquisterà, andremo sempre male. Tempo fa concludevo i miei post con l'allocuzione " ad majora"; adesso non oso più nemmeno avere ottimismo nel futuro, perchè, se continuiamo così, il futuro non esiste. ossequi e stima.
#2 filidoro 2012-07-07 11:39
I PARTITI ALLA PROVA DEI FATTI
Riporto quanto affermato da un referente di un comitato cugino del nostro CACV:
"Ieri sera ho parlato con l'On. Gatti, la quale ha ribadito quello che ormai dicono tutti quelli del PD. L'impressione è che la partita si chiuda qui, rimandando il tutto a dopo le elezioni." Noi esclusi dai 10250+7400, invece, rimanderemo alle elezioni negando il voto a un partito che sta con un piede in due staffe. Da una parte fa finta di prestar ascolto a chi protesta per i diritti previdenziali calpestati e dall'altra vota e approva tutto quello che questo governo gli propina.
Compreso il decreto legge SpendingReview+55000 che contiene la polpetta avvelenata degli intollerabili paletti (in primis quello dell'aver rilavorato, discriminatorio e fuori dalle norme della contribuzione volontaria)resi legali ope legis tramite parlamento che dovrebbe approvare questo abominio giuridico?

Abbiamo il pdf dalla Gazzetta Ufficiale. Il decreto è uscito ieri serra lle 23,45 in G.U.
E' con i documenti nel reparto "FILE", leggetelo e vedete che conferma le nefandezze giuridiche della bozza.

Vedremo se il PD avrà il coraggio degli emendamenti, vedremo se sarà posta la fiducia dal governo che li spazzerà via come da copioni precedenti di questa infinita tragedia che ha aspetti di farsa.

Ricordiamoci che questo, appena uscito un G.U. è un decreto legge, non ha immediato valore di legge.

"Un decreto-legge è un provvedimento provvisorio avente forza di legge, adottato in casi straordinari di necessità e urgenza dal Governo, ai sensi dell'art. 77 della Costituzione della Repubblica Italiana. È inoltre regolato ai sensi dell'art. 15 della legge n. 400/1988.
Entra in vigore immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma gli effetti prodotti sono provvisori, perché i decreti-legge perdono efficacia sin dall'inizio se il Parlamento non li converte in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione."

Vedremo il PD E TUTTI I PARTITI alla prova dei fatti parlamentare su questo decreto scandaloso che trasforma in norma primaria le illegittimità del decreto attuativo Fornero, peraltro ancora in Corte dei Conti e non arivato in G.U.

Per ora l'unico contento (dentro di sè) suppongo sia Damiano che porterebbe a casa quello che voleva, per la seconda volta(dopo il milleproroghe) a spese dei contributori volontari.
Dei CV passa il 15%, 100.000 e piu' sono fuori.
Damiano è contento? Bersani è felice? Dice: votate per noi e vi "ristoriamo"(HA DETTO COSI'!!!)quando saremo al governo.
Nel frattempo i CV continuano a pagare(chi può) e quando saranno "ristorati" da Bersani avranno finito i soldi oppure saranno direttamente alla Caritas.
Se il PD fa così è perchè pensa che tanto voti non ne perde:quelli che escono da una parte gli entrano dai fuoriusciti dalle lega e dal centro. Sarà vero?
Intanto li vedremo alla prova degli emendamenti sul decreto legge.

E li vedremo anche alla prova dei fatti sull'altro capitolo: la proposta di legge unitaria alla Commissione lavoro della Camera; non scordiamoci che c'è anche quella e noi come rete dei Comitati abbiamo presentato proposte di migliorie per allargare la salvaguardia a tutti. Proposte già acquisite dal comitato ristretto che si occupa di redigere il testo unitario della prop.di legge.

Non vogliamo essere "ristorati" quando ormai non serve piu', ma subito. Siamo già in ritardo. Il Salvaitalia è di 7 mesi fa.

No non ci stiamo a tutto cio',i forconi sono pronti per fare piazza pulita di questi vergognosi politici e partiti(il PD in particolare)vergogna,ci ritroveremo a ROMA e questa casta schifosa sara' spazzata via.saluti
#1 Max 2012-07-06 18:57
Occorre la sovranita' monetaria.Altro che spending review!

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