La Ministra del Lavoro Fornero ha oggi dato una informativa urgente sulla questione "esodati". Dopo il suo intervento ho replicato alla Ministra a nome di Italia dei Valori. Nel breve video c'è la mia replica.

Di seguito riporto anche il testo integrale della mia dichiarazione che in parte ho dovuto omettere per questioni di tempo

 

Signora Ministra,
meno di un mese fa in quest’aula, rispondendo ad una mia interrogazione sugli esodati, Ella definì sgradevole il mio intervento poiché parlavo di “macelleria sociale”. Osservo che oggi di sgradevole nel senso di “non gradito” agli italiani e, udite le dichiarazioni dei Gruppi che mi hanno preceduto, anche a questo Parlamento, c’è proprio Lei, signora Ministra, mentre i numeri, da Lei costantemente negati anche al di là di ogni evidenza, appaiono sempre più quelli drammatici da me citati in quella occasione. E come definire diversamente la sua legge sull’aumento dell’età pensionabile, quando come in questo caso, provochi una situazione in cui un lavoratore vicino al momento del pensionamento, a seguito di un cambio improvviso e forzato delle regole del gioco, si trovasse a dover coprire a proprie spese sei o sette anni di contributi, privo di lavoro, privo di reddito, privo di pensione che riteneva di aver ormai conseguito. E non importa, signor Ministro, se ciò sia avvenuto per aver aderito ad una proposta contrattuale o per essersi trovato, a quasi sessant’anni, fuori dal mercato del lavoro a seguito del fallimento o di una crisi irreversibile dell’azienda in cui lavorava o per sua decisione di investire la sua liquidazione nella prosecuzione volontaria dei contributi. E 370 mila lavoratori spesso mono reddito significa famiglie intere che si trovano a vivere questa triste condizione: non meno di 6-700 mila persone. Come definire un atto del genere se non “macelleria sociale”.
Lei non è il consulente del Ministro del Lavoro. Lei è il Ministro del Lavoro e ne porta in pieno la responsabilità politica. Per questo noi di Italia dei Valori insieme ad altre forze politiche presenti in Parlamento abbiamo presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Lei non può con arroganza continuare a negare l’evidenza di un fenomeno di queste dimensioni reso noto sia dall’organizzazione che a Lei fa capo, poiché anche l’Inps è organo sotto la sua vigilanza, sia da forze esterne come i Consulenti del Lavoro che proprio ieri hanno confermato queste cifre.
Vede signor Ministro, il problema della salvaguardia delle persone vicine all’età pensionabile quando si cambiano le regole del gioco non è nuovo ed è ben presente nel nostro ordinamento tanto che è stato coniato il termine di “diritti soggettivi finanziariamente condizionati”, come avvenne per diecimila lavoratori all’epoca dello “scalone” della riforma Maroni. Se il dato sui 370 mila fosse stato noto al momento della sua proposta di riforma è evidente che di quel problema Lei avrebbe dovuto farsi carico fin dal momento della sua approvazione. E così Lei avrebbe il dovere morale di fare oggi: riconoscere l’errore e porvi rimedio.
Lei non può ora cavarsela scaricando le sue responsabilità sul Presidente dell’Inps o sulla sua organizzazione interna che Le avrebbe fornito dati non corrispondenti alla realtà. Lei non può dire oggi “Chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto” e sollevare problemi di copertura finanziaria: perché a quel tempo non avrebbe potuto fare ciò che ha fatto, se avesse avuto la consapevolezza che stava mettendo sulla strada 370mila persone con la loro famiglia. Lei non è il consulente del Ministro del Lavoro. Lei è il Ministro del Lavoro e deve assumere la responsabilità politica anche degli errori della sua organizzazione. Intervenendo ieri al Senato Lei parla ora di posizione non dogmatica e di soluzione che tenga conto dell’equità, ma quando la declina fa poi riferimento alle diverse situazioni dei 370mila, quasi che trovarsi privi di lavoro, privi di reddito e privi di pensione sia una condizione autonoma e il risultato del cambio da Lei voluto delle regole del gioco. Lei sta cercando una equità tecnica ma questi lavoratori hanno bisogno di equità sostanziale, non di una equità tra “sfigati”. L’equità vera sarebbe di fare pagare qualche cosa a tutti coloro che oggi hanno di più, come Lei, come me, come coloro che stanno in quest’aula, come coloro che stanno fuori di qui ma sono benestanti: basterebbe che ciascuno di essi pagasse un’inezia in più ed allora sì avremmo ottenuto una equità sostanziale rispetto a tutto il Paese e non una equità tecnica, interna a quei lavoratori, come Lei vorrebbe ricercare. Tagliate davvero i costi della politica (e ce ne sono di inutili), usate la spending review, usate l’accordo con la Svizzera per tassare i capitali esportati clandestinamente. E proprio oggi una delle tracce dei temi dati all’esame di maturità riguarda il concetto di bene individuale contrapposto a quello di bene comune in Tommaso D’Aquino e Rousseau: forse, signora Ministra, dovrebbe rileggerli e meditare. Per questo noi di Italia dei Valori rifiutiamo l’idea che si possa discutere in questo Parlamento la riforma del mercato del lavoro se prima non si risolve questo problema. Lei non è il consulente del Ministro del Lavoro. Lei è il Ministro del Lavoro e ne porta in pieno la responsabilità politica. Per questo noi di Italia dei Valori insieme ad altre forze politiche presenti in Parlamento abbiamo presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti. La dichiarazione di oggi di quasi tutti i gruppi politici (Pdl e Pd in testa) equivalgono ad un voto di sfiducia. E per questo la invitiamo a rimettere il suo mandato nelle mani del Presidente Monti!

Commenti   

#1 silvestra 2012-06-20 19:33
Buonasera On.Borghesi, leggo con interesse il suo esposto alla Fornero. Tutto vero, per carità, ma mi sono fatta alcune riflessioni. Da mesi vedo tutta la classe politica particolarmente esagitata, siete ovunque, in ogni tipo di trasmissione e tutti, giustamente, dite la vostra. Più che dei politici siete delle showgirl, ovunque come il prezzemolo e tutti con la ricetta risolutiva in tasca. Io mi sono solo chiesta: perchè abbiamo un governo tecnico così antipatico ai politici ? Premetto che parlerò in generale della classe politica. Se voi politici eravate così bravi a governare, non dovevamo assolutamente arrivare ad un governo tecnico. Eppure la cosa vi rode e non riesco a capirne le motivazioni dal momento che i provvedimenti attuati dal governo Monti, si sono riversati solo sul popolino e non di certo sulla casta. Mi fa piacere vedere come tanti partiti ora hanno a cuore gli esodati, ma vi ricordo che sono il frutto della vs. pessima gestione. Sempre frutti della vs. esosità sono i tagli effettuati alle pensioni, l'allungamento del periodo per poterci arrivare e mille altre cose che dobbiamo pagare noi perchè voi avete utilizzato il denaro a vostro profitto e non per il bene pubblico.
Mi chiedo il perchè siete così esagitati, a parte il fatto che siete tutti palesemente in campagna elettorale, ma il perchè siete accaniti contro il governo tecnico rimane un mistero. Se eravate dei buoni politici, il governo tecnico non sarebbe mai arrivato. Dovremmo essere noi contro il governo Monti che ci ha penalizzato a non finire e che in autunno ci porterà altre tristi novità, non voi ai quali la vita è rimasta immutata. Io spero che gli italiani si sveglino dal torpore, spero che abbiano abbastanza senso critico ed obiettivo per chiedersi finalmente cosa volete e dove volete arrivare, che si chieda il perchè di questa frenetica campagna elettorale anticipata. Ogni partito vuole il potere, questa è la verità, a discapito di chi, sta a noi capirlo.
Se un governo tecnico riuscirà nell'arco del tempo, anche se a noi costa sacrificio, a dare una direttiva all'italia, voi a cosa servirete ?? Noti bene che non sto sbavando per Monti, anzi, ma la penso come Indro Montanelli: Quando non ci si riconosce in nessuno bisogna tapparsi il naso e andare a votare lo stesso per il meno peggio. Attualmente è il governo tecnico.
Le auguro comunque buon lavoro.

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