La Lega Nord che oggi si presenta come opposizione radicale al governo Monti ha dato battaglia sulla legge che introduce la cosiddetta “tenuità del fatto”, dichiarando la quale il giudice, nella sua discrezionalità, può procedere all’archiviazione del procedimento. Italia dei valori, in Commissione, si è astenuta, poiché la norma può astrattamente essere applicata a qualsiasi tipo di reato, anziché solo a quelli di minore gravità.
La Lega Nord ha iscritto quasi tutti i suoi deputati nella discussione sul complesso degli emendamenti, attaccando la norma ed il governo come se avesse proposto un provvedimento di amnistia.
Non ci sto. Nel mio intervento in aula, che riporto di seguito, ho voluto ricordare alla Lega Nord tutte le leggi nefande sulla giustizia che, proposte dai governi Berlusconi negli ultimi dieci anni, sono state da loro appoggiate e votate.
 
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’onorevole Borghesi. Ne ha facoltà.
ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, confesso che questa mattina, venendo qui, quando sono arrivato in piazza, ho avuto una visione: non c’era più scritto: Camera dei deputati, ma c’era scritto: il Paese delle meraviglie. Ero un po’ inquieto e inquietato ma sono comunque entrato e quando sono arrivato in questa aula mi si è materializzata Alice che era vestita di verde ed aveva un nome sopra: c’era scritto Lega Nord. Il mio gruppo ha espresso molte riserve sul provvedimento in esame perché pensiamo che un provvedimento del genere avrebbe dovuto porre dei vincoli superiori ai magistrati, senza lasciare una così forte discrezionalità nella sua applicazione e, per tale motivo, abbiamo presentato una serie di emendamenti. Ma oggi la Lega Nord, per tutto il pomeriggio, ha affermato che si tratta di un provvedimento che distruggerà la giustizia in Italia e che assomiglia ad un’amnistia – non so come voteremo noi perché dipenderà da come saranno valutati i nostri emendamenti –, e ciò viene detto da un partito che ha approvato la legge 5 ottobre 2001, n. 367 (Rogatorie internazionali), che limita l’utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una rogatoria,
impedendo e coprendo i movimenti illeciti su conti svizzeri effettuati da personaggi che qui non sto a ripetere; la legge 7 novembre 2002, n. 248, legittimo sospetto sull’imparzialità del giudice quale causa di ricusazione e trasferimento del processo sistematicamente invocata da una serie di avvocati che qui non sto a precisare; la legge 20 giugno 2003, n. 140, cosiddetto lodo Schifani, primo tentativo per rendere immune le cinque più alte cariche dello Stato; la legge 5 dicembre 2005, n. 251, modifiche al codice penale, cosiddetta ex Cirielli, che introduce una riduzione dei termini di prescrizione e che consente l’estinzione della prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio in svariati processi e non li nomino perché non è quello che mi interessa qui; la legge 20 febbraio 2006, n. 46, modifiche al codice di procedura penale in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento, cosiddetta legge Pecorella, anche se poi la Corte costituzionale si è pronunciata con riferimento ad alcune suoi parti, ma resta il fatto che questa legge è stata varata; la legge 23 luglio 2008, n. 124, il secondo lodo che questa volta si chiamava Alfano, per le alte cariche dello Stato; la legge 7 aprile 2010, n. 51, disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza anche qui va bene è intervenuta la Corte costituzionale. E ve ne sono altre, non è finita così, e penso al cosiddetto processo breve – che è in seconda lettura in Commissione alla Camera dal 28 gennaio 2010, dopo essere stato approvato al Senato in prima lettura –, che introduce e applica il nuovo meccanismo di estinzione del processo anche ai processi penali. Vi è il cosiddetto processo lungo che, invece, fa l’esatto contrario: permette, a chi vuole, di rinviare il
processo all’infinito, chiedendo una lunghissima lista di testimoni nel processo, e che stabilisce che non si può più considerare come prova definitiva in un processo la sentenza passata in giudicato in altro procedimento. Vogliamo andare avanti ? Ma chi prendete in giro ? Avete detto « sì » a tutte le nefandezze che dal 2000 in avanti sono state fatte contro la giustizia, per impedire che la giustizia sia fatta, per impedire che vi sia certezza della pena, e oggi vi mettete qui a fare una battaglia su questa norma che, rispetto a tutto il resto che avete approvato in questi anni, è « bagatellare » (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori – Commenti dei deputati del gruppo
Lega Nord Padania) ? Ma vergognatevi, per piacere. Intervenite in altro modo !

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