L'altro giorno abbiamo celebrato, almeno speriamo, l'atto finale di un governo a guida Berlusconi. Per me, che l'ho combattuto da sempre, è stata l'occasione per rimarcare i danni che il suo modello di socetà ha fatto al nostro Paese.

Riporto di seguito il resoconto del mio intervento. Chi volesse una sintesi dei suoi passaggi più significativi potrà invece vedere ed ascoltare il breve video.

È iscritto a parlare l'onorevole Borghesi. Ne ha facoltà.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, questo atto, che è anche l'ultimo atto del Governo Berlusconi, è l'ultimo atto di un periodo negativo per la nostra storia che dura da 15 anni, nel quale l'idea che in questa società sia soltanto il denaro che conta, sia soltanto la visibilità, sia soltanto la mercificazione, delle cose e del proprio corpo una visione e un modello di vita, ci auguriamo che venga meno anche con questo atto, che è la fine di quel modello di società che Berlusconi aveva in mente, anche se i danni che sono stati provocati alle nostre generazioni - e soprattutto ai giovani - sono così gravi che ci vorranno anni per porvi rimedio. Non foss'altro che perché questo è l'ultimo atto di questo Governo dovremmo dire, o potremmo dire: passi e passi in fretta, in modo che con l'approvazione vi siano anche le immediate dimissioni di Berlusconi. Ma noi non ci sentiamo di affrontare questo tema semplicemente da questa prospettiva, perché dobbiamo anche dire che questo provvedimento, che ha qua e là alcune misure che sicuramente sono condivisibili, ha dentro di sé ancora la continuità e la continuazione di un modo di impostare le problematiche del nostro Paese che fa parte di quella famosa lettera, che Berlusconi ha mandato all'Unione europea e che viene contrabbandata come una risposta alle richieste che arrivano dall'Europa. Mi permetto di dire che non c'è niente di vero in questo. Ho qui le osservazioni, le richieste di chiarimento che il Commissario Rehn ha inviato basandosi su quella lettera, che dimostrano in più punti come in realtà l'Europa - cosa di cui noi abbiamo piena consapevolezza - è interessata ad un risultato, l'Europa è interessata ad un saldo che noi dobbiamo garantire: all'Europa non importa più o meno come noi andiamo a raggiungere quel saldo, l'importante è che garantiamo la salvezza dei conti pubblici e il quadro della finanza pubblica. Ciò è talmente chiaro che davvero leggendo quel documento sembra quasi che l'Europa, per la prima volta, senta parlare di determinate misure contenute in quella lettera. Altro che l'Europa che detta prescrizioni al nostro Paese su come intervenire!
Allora voglio dire - lo ripeto - che, accanto ad alcune misure assolutamente condivisibili, ce ne sono molte che ci lasciano perplessità, l'idea che si vada a tagliare e praticamente ad azzerare il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero che, per definizione, dovrebbe preoccuparsi di far crescere il nostro Paese vede azzerata, pressoché totalmente, la sua dotazione finanziaria. Vorrei capire se questo è uno strumento perché, d'ora in avanti, questo Paese cresca.
Qui dentro per la crescita del Paese non c'è pressoché nulla. Si è detto le liberalizzazioni delle professioni, ho sentito dire. Ma quale liberalizzazione? L'unica misura che c'è qui dentro è il venir meno dei minimi tariffari! Vi leggo cosa ha scritto il Commissario Rehn chiedendo i chiarimenti, dice «La lettera parla di misure atte a rafforzare l'apertura delle professioni e i servizi pubblici locali. Il Governo potrebbe fornire ulteriori dettagli sui contenuti di queste misure e sui settori che ne sarebbero interessati? Abbiamo compreso bene che c'è l'intenzione di rimuovere le barriere di ingresso alle professioni?» E mi pare che se questa era una delle prospettive richieste dell'Unione europea sicuramente su questo punto non c'è nulla, quindi di che parliamo? Di qualcosa di minimale?
Sentivo un collega, ieri, in una trasmissione televisiva, che dava le percentuali. Diceva: «(...) C'è il 55 per cento del contenuto della lettera di Berlusconi (...)». Io non so dare i numeri perché non so realmente come si possa dire... il suddetto collega ha sostenuto più volte che c'è il 55 per cento della lettera. Allora voglio dire, non c'è nulla realmente per lo sviluppo, ma ci sono dei tagli significativi, che sono in qualche modo davvero inaccettabili per un Paese civile. Penso, ad esempio, alla riduzione del contributo al Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, estorsioni e usura. In una situazione nella quale, grazie alla crisi economica, l'unica impresa che va e continua ad andare meglio è la mafia, sono le attività mafiose, la criminalità organizzata, noi tagliamo un fondo che serve per contrastare quel tipo di attività. Ma vi sembra possibile, vi sembra accettabile che questo venga contrabbandato come un provvedimento che serve per favorire lo sviluppo? C'è la riduzione dei trattamenti economici per la DIA, la Direzione investigativa antimafia, ma qui si vogliono invece forse aiutare la mafia e la criminalità organizzata togliendo spazio e risorse a chi è preposto a combatterla?
Ed ancora, un nuovo regalo, senza condizioni, di assistenzialismo al settore dell'autotrasporto. Da dieci anni questo Governo lo fa continuamente, ed è noto che c'è un parlamentare che guida sindacalmente quella categoria, che è una delle categorie che, stando a quello che il probabile futuro Primo Ministro Monti ha dichiarato recentemente sulla necessità di fare una lotta ai privilegi e alle corporazioni, qui siamo in presenza di assistenza e, invece di destinare quei fondi a creare condizioni di competitività e di liberalizzazione in quel settore per rendere le imprese forti, si continua a fare dell'assistenzialismo.
Non voglio farla lunga, ma ce ne sono anche altre di misure. Ci sono quelle, per esempio, che riducono e sottraggono risorse all'attività relativa al controllo delle ferrovie dal punto di vista dei possibili pericoli e rischi legati al trasporto ferroviario, e dopo che abbiamo avuto quello che è successo nel nostro Paese, le stragi, alcune stragi capitate proprio forse anche per omissione di attività di controllo, noi togliamo fondi anche lì.
Ma poi, mi permetta e concludo con questo, signor Presidente, c'è una misura davvero vergognosa, che è stata introdotta non otto mesi fa, ma l'altro giorno: 150 milioni di euro alla «legge mancia», cioè una legge che serve per permettere degli interventi di natura clientelare su indicazione dei singoli deputati. È una cosa vergognosa, contro la quale noi di Italia dei Valori ci siamo sempre battuti, tant'è che abbiamo rifiutato di partecipare a questo banchetto, che consideriamo immondo, e in una situazione grave come questa, dove non si trovano i soldi per garantire ai danneggiati da sangue infetto la rivalutazione delle loro indennità di risarcimento, questo Parlamento ha messo, due giorni fa, 150 milioni di euro da buttare in questo modo vergognoso. Solo questo sarebbe sufficiente. Solo una cosa come questa è sufficiente per dire che noi non possiamo che essere assolutamente contrari a un provvedimento come questo, che non dà niente allo sviluppo, toglie risorse a ciò che serve, e assolutamente non sarà certo questo lo strumento che permetterà di contrastare, come qualcuno dice, la crisi dei mercati finanziari (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

Commenti   

#2 Kammamuri 2011-11-15 13:30
Spero di prendere un granchio grande come una petroliera ma io la vedo così: siamo in un cul-de-sac!
Infatti, se da un lato era giusto mandare un segnale forte all'Europa, dall'altro è facile prevedere che le iniziative di Monti non saranno indolori e pertanto tra pochi mesi (o settimane, o giorni) gli italiani, la cui memoria è notoriamente piuttosto corta, saranno incazzati di brutto e invocheranno il ritorno del Caimano, il quale verrà ricondotto a Palazzo Chigi "sugli scudi".
A quel punto l'Italia sarà nuovamente in un mare di guai (ammesso che il governo Monti ce la faccia a tirarcene fuori). Come dire "ritorna al punto di partenza" in un angoscioso gioco dell'oca che finirà quando...
Lo champagne è in frigo, ma non l'ho aperto.
#1 scout 2011-11-15 10:35
Rispetto agli interventi di natura elettorale non dimentichi i 750 mila euro per la Torre di Montenero di Bisaccia da parte del ministero delle Infrastrutture del Governo Prodi.....Poi sulla eliminazione degli sprechi elettorali da parte di tutti (IDV compresa) siamo d'accordo.

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