Ieri si è discussa ed approvata alla Camera la legge costituzionale che abbassa l’età per essere eletti alla Camera a 18 anni (da 25) ed al Senato a 25 (da 40). La modifica ha riguardato gli articoli 56 e 58 (che riporta al 57) che fissano, tra l’altro, il numero dei parlamentari da eleggere. Per questo motivo Italia dei Valori aveva presentato, a mia prima firma, un emendamento che proponeva il dimezzamento del numero dei parlamentari.

Nei giorni passati tutte le forze politiche avevano dichiarato la loro volontà di procedere ad una tale riduzione e persino il governo aveva annunciato la presentazione di un disegno di legge in tale senso.

Cosa di meglio, avevamo pensato noi di Idv, che sfruttare la discussione di questa legge per accelerare i tempi (come è noto le leggi di modifica della Costituzione richiedono un doppio passaggio parlamentare con un intervallo di almeno tre tra una approvazione e l’altra)? Se si vuole arrivare in tempo prima della scadenza della legislatura siamo ormai ai limiti.

Ebbene con una interpretazione restrittiva del regolamento la Presidenza della Camera ha dichiarato inammissibile l’emendamento che così non è stato neppure votato. Per questo ho protestato. Interessante anche l’intervento del rappresentante del Pd, per capire quello che succede in parlamento!

ANTONIO BORGHESI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, intendo intervenire sulle inammissibilità e, quindi, intervengo sull'ordine dei lavori. Chiedo alla Presidenza di riconsiderare la non ammissibilità dichiarata per estraneità di materia dell'articolo aggiuntivo a mia prima firma 1.010. Tale proposta emendativa propone il dimezzamento del numero dei parlamentari, questione sulla quale tutte le forze politiche hanno dichiarato piena adesione.
Credo che l'estraneità di materia debba essere giudicata non astrattamente in base al titolo della legge costituzionale che stiamo discutendo. Infatti, vorrei ricordare che in quest'Aula vi sono stati decreti-legge che, rispetto a come sono stati presentati, sono stati modificati a tal punto da costringere alla fine a cambiarne persino il titolo. Superando questa astrattezza, la verità è che stiamo intervenendo sugli articoli 56 e 58 della Costituzione, con il 58 che richiama necessariamente il 57. Stiamo intervenendo cioè sugli articoli della Costituzione che prevedono il numero dei deputati ed il numero dei senatori.
Quindi, temo che in realtà questa dichiarazione di inammissibilità stia a sottolineare ancora una volta che molte forze politiche stiano prendendo in giro il popolo italiano, dichiarando, da un lato, che vogliono conseguire il dimezzamento del numero dei parlamentari, ma in realtà fanno di tutto per non farlo. Se realmente vi fosse stata o vi fosse la volontà politica di dimezzare il numero dei parlamentari, quale occasione migliore di questo bus, di questo trenino che viaggia con questa discussione per poterlo fare e garantire così che vi siano poi i tempi tecnici per l'approvazione di quella misura che viene richiesta da tutti e principalmente dal Paese (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)?

ROBERTO GIACHETTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, anch'io faccio riferimento alle inammissibilità. La prego di ascoltarmi, se possibile. Però la pregherei, visto che credo lei risponderà alle considerazioni dell'onorevole Borghesi, anche di entrare nel merito. Infatti, credo che non sia più tollerabile - ovviamente è una mia valutazione - che qualcuno si alzi qui dentro legittimamente facendo la sua battaglia politica e attribuendo alle altre forze politiche la responsabilità di essere contraria a chissà quali principi di rinnovamento e di cambiamento (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Lo dico perché ciò accade su molte cose a cominciare dalla purezza attraverso la quale alcuni deputati dell'Italia dei Valori ci comunicano che sarebbe giusto rinunciare al finanziamento pubblico. Ho già avuto modo di spiegare che il gruppo e il partito dell'onorevole Di Pietro se vuole pulirsi le mani da questa cosa, che anch'io ritengo indegna perché c'è stato un referendum, essendo un rimborso, può semplicemente non chiederlo! Non chiederlo, ma non venire qui a fare demagogia (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico e di deputati dei gruppo Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)!
Allo stesso modo, signor Presidente, noi dobbiamo tutelare il fatto che l'ammissibilità è una scelta indipendente dalla politica affidata agli uffici che debbono essere elemento di garanzia per tutti (maggioranza e opposizione) e non è tollerabile che qualcuno si alzi qui dentro e pregiudichi l'autonomia e la difesa del Parlamento e delle istituzioni per tutti noi rappresentata dalle decisioni spettanti alla Presidenza, agli Uffici e non certo alla politica.
Per questa ragione la prego, signor Presidente, di prendere la parola e, ovviamente, rispondere, chiarendo che l'ammissibilità non è legata ad una scelta delle forze politiche, come ha surrettiziamente voluto far credere l'onorevole Borghesi, ma è una scelta autonoma della Presidenza, autonomia che tutti quelli che oggi sono all'opposizione e quelli che oggi sono la maggioranza non solo debbono rivendicare, ma anche difendere (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico e di deputati dei gruppo Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).

PRESIDENTE. Venendo al quesito proposto, desidero sottolineare che esiste certamente sempre lo spazio dell'interpretazione, ma, se vogliamo vivere in una società governata dal diritto, l'interpretazione deve avere una sua base nella lettera della norma. Non si può saltare la lettera della norma. Quando facevo un altro mestiere ho anche cercato di richiamare l'attenzione sul fatto che sarebbe bene che anche in Italia vi fosse un movimento di ritorno alla certezza del diritto e alla lettera della norma, come è avvenuto, per esempio, negli Stati Uniti con il movimento dell'originalismo giuridico, il cui principale rappresentante è il mio amico professor Scalia che siede nella Corte Suprema degli Stati Uniti.
In questo caso credo che vadano fatte alcune osservazioni. In primo luogo, la connessione da istituire è una connessione che non ha alcun fondamento nel testo che siamo chiamati a discutere e approvare. In secondo luogo, questo emendamento è praticamente identico agli emendamenti Vassallo 1.01 e 2.01 e già dichiarati inammissibili in Commissione. È la Commissione stessa che ha delimitato il thema decidendum e, beninteso, lo ha fatto non arbitrariamente ma esercitando una responsabilità politica sulla base e all'interno dei limiti di ciò che è dato dalla legge, perché solo all'interno di questi limiti possiamo esercitare il nostro diritto-dovere di rappresentanza.
Vorrei, infine, leggere, per ravvivare la mia memoria personale, l'articolo 86, comma 1, del Regolamento: «Gli articoli aggiuntivi e gli emendamenti sono, di regola, presentati e svolti nelle Commissioni. Possono comunque essere presentati in Assemblea nuovi articoli aggiuntivi ed emendamenti, e quelli respinti in Commissione, purché nell'ambito degli argomenti già considerati nel testo o negli emendamenti presentati e giudicati ammissibili in Commissione (...)». Mi sembra chiaro che in questo caso siamo fuori della previsione del Regolamento. Questo nuovo emendamento è stato dichiarato inammissibile in Commissione e, chiaramente, non può essere considerato come contenuto all'interno dell'ambito degli argomenti già considerati nel testo o negli emendamenti presentati e giudicati ammissibili in Commissione.
Un'ultima considerazione. Esiste una certa tendenza, all'interno del dibattito italiano, a esaltare la sovranità del popolo in termini simili a quelli della visione giacobina del 1793-1794. Quando il popolo scende in piazza o quando il popolo chiede, riassume in sé tutti i poteri e diventa legislatore, giudice ed esecutore. Tutto lo sviluppo del moderno Stato Pag. 37liberal-democratico si è svolto contro quella concezione. Il popolo esiste all'interno della legge. La sovranità del popolo si esercita nelle modalità stabilite dalla legge e credo che tutti noi dovremmo sentirci vincolati dalla legge in tutte le sue forme compresa quella, non secondaria, del Regolamento della Camera dei deputati.

ANTONIO BORGHESI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, la ringrazio e prendo atto, in particolare, dell'ultima precisazione e cioè che la Commissione avrebbe votato contro e, quindi, negando la sua approvazione ad un emendamento similare. Questo fa cadere tutte le obiezioni dell'onorevole Giachetti sul fatto che non vi sia una votazione politica sulla questione che riguarda il dimezzamento del numero dei parlamentari (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Onorevole Borghesi, mi corre l'obbligo di correggerla. Non è questo quello che ho detto. Non ha votato contro ma lo ha dichiarato inammissibile, che è cosa diversa. La inammissibilità viene enunciata sulla base di una valutazione tecnico-giuridica e si vota contro un emendamento che è ammissibile ma che la Commissione non vuole presentare. In questo caso, la Commissione non ha espresso una valutazione politica dell'emendamento ma una valutazione tecnico-giuridica sull'ammissibilità dell'emendamento.

Commenti   

#7 belluco.s 2011-09-24 00:00
Purtroppo vale lo stesso commento che ho fatto qualche tempo fa. La destra fa la destra ed è coerente. E la sinistra? Fa la destra anch'essa!
#6 Dilling 2011-09-23 22:58
Dott Carlo Mascarino,
Dilling è il mio nickname che uso in rete ma parecchi sanno che nella realtà sono Luigi Di Liberto amministratore della Comunità di filesharing tntvillage.org e coordinatore del Movimento ScambioEtico, ed approfitto per ringraziare l'On. Borghesi per aver a suo tempo trasformato una mia lettera aperta sul tema ACTA in una interrogazione parlamentare a risposta scritta, inviai quella lettera a tutti i parlamentari italiani e nessun'altro si degnò neppure di rispondermi.

Per tornare nel merito della questione del dimezzamento dei parlamentari capisco le motivazioni portate da Antonio ma essendo un convinto sostenitore di un sistema elettorale di tipo anglosassone mi sembra che portare un parlamentare ogni 150 mila elettori potrebbe anche andare per per le grandi città ma non non per zone rurali e di montagna, per questi collegi già sarebbe difficile rappresentare 50 mila elettori. Comprendo la volontà e necessità di risparmio ma ci sono molti altri settori su cui intervenire, nel post precedente ne ho citati alcuni ma potrei aggiungerne tanti altri, per esempio quanto ci costa AGCom all'anno per poi lasciare il sistema di informazione nelle vergognose condizioni in cui si trova?

Altro cosa che si potrebbe abolire è l'8 per mille e qua uscirebbe molto di più di 1 miliardo di euro.
#5 Antonio Borghesi 2011-09-23 10:17
Dimezzare le indennità significa risparmiare circa 120 milioni di euro all'anno. Dimezzare i parlamentari significa ridurre il personale, gli spazi, gli uffici, le mense, le biblioteche e tutti i servizii disupporto e, a regime, potrebbe far risparmiare 800 milioni/1 miliardo. Come si vede cambia tutto!
#4 carliar 2011-09-23 02:59
Egregio On. Borghesi, mi risulta attraente l’opinione di “Dilling” (peccato che sia anonimo), su dimezzare gli stipendi e togliere i privilegi, mi piacerebbe sapere che cosa ne pensa lei.
Circa i due interventi del presidente della Camera, non credo di aver capito il di lui “politichese”, mi ci sarebbe voluta una sua replica.
L’intervento astioso dell’On. Giachetti illustra alla perfezione il pensiero di quei deputati del PD che non hanno capito ciò che invece ha capito l’On. Bersani, vale a dire che hanno bisogno dell’IDV.
Nondimeno dire pubblicamente in Aula che “molte forze politiche” stanno prendendo in giro gli italiani significa dimenticare che anche l’IDV ha bisogno di loro, almeno stando agli inviti ed ai misurati accordi dell’On. Di Pietro a Vasto.
Cordiali saluti.
Carlo Mascarino, referente IDV per l’Argentina.
DillingpresidenteGiachettiBersaniforze politiche
#3 scout 2011-09-22 14:37
Ma allora in Regione Veneto Zaia propone 30 consiglieri (oggi sono 60) ma PD e IDV si accordano sui 50 ???? Forse per difendere la propria casta ?
#2 scout 2011-09-22 14:36
E allora perchè in Regione Veneto che ha 60 consiglieri la proposta di Zaia è 30 consiglieri ma PD e IDV si accordano sui 50 ??? Forse per difendere nla propria casta ???
#1 Dilling 2011-09-22 11:45
...che il dimezzamento del numero dei parlamentari sia migliore la strada politica per risparmiare? Personalmente sono per un sistema elettorale interamente a collegi uninominali (basta che per presentare candidati non sia richiesta una enormità di firme, o altre schifezze simili tipo essere presenti con lo stesso simbolo in chissaà quanti altri collegi, che impedirebbe la presentazione di candidati autonomi qualora un partito voglia imporre un candidato non gradito al territorio), quindi dimezzarli vorrebbe dire aumentare il numero dei cittadini che l'eletto dovrebbe rappresentare e non mi sembra questa una cosa positiva.

Si possono avere gli stessi risultati economici dimezzandogli gli stipendi e togliendo i benefit.

Piuttosto perché tra tutti referendum che avete ultimamente proposto non è stato inserito anche quello per abolire il finanziamento pubblico ai partiti, già abrogato a furor di popolo e ripristinato quintuplicato con la nuova dizione di rimborso elettorale! Potreste anche riprendere quello di Grillo contro il finanziamento pubblico all'editoria, in particolare quella degli organo di partito, andrebbe abolita.

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il login o registrati.