Il voto che ha mandato in cantina la “soppressione delle Province” contenuta in una legge proposta da Italia dei Valori continua a far discutere. Il Pd, che con il suo voto di astensione ne ha impedita l’approvazione, è stato invaso dall proteste dei suoi elettori e non ha trovato di meglio che attaccare oggi sull’Unità Italia dei Valori, sostenendo che si trattava di una legge inutile. Abbiamo risposto oggi con una nota in cui diciamo che:
“Il tema della riduzione dei costi della politica e del ridisegno dell'architettura dello Stato è troppo importante per ridurlo ad una misera disputa estiva tra IdV e Pd. A favore dell'abolizione delle province si sono espressi, oltre all’IdV, mezzo Pd, l'intero Terzo polo, SeL, Confindustria, la Confesercenti, Cisl e Uil e non ci pare che possano essere liquidati tutti come imbroglioni. Ma veniamo al nodo. L'abbiamo detto e lo ripetiamo: le province sono un ente totalmente inutile e vanno abolite. Se ne parla da 40 anni e non lo si fa perché sono un grande strumento di potere per i partiti ed uno stipendificio per migliaia di persone di apparato.”
Dal Capitolo “Il costo delle province” di Andrea Giuricin (docente Università di Milano) e contenuto nel volume “Abolire le Province”, Rubettino Editore, 2010, si possono trarre i dati seguenti.
Le province hanno una spesa complessiva di circa 16 miliardi di euro (2005). Di essi il costo complessivo del personale ammonta a circa 2 miliardi di euro.
4 miliardi(compreso il personale dedicato) sono classificati nella funzione “Amministrazione, gestione e controllo”: si tratta in larga parte degli uffici di supporto al funzionamento della struttura politica (cioè Consiglio provinciale, Giunta e Presidente).
Le indennità e gettoni di presenza corrisposti a consiglieri, assessori e presidente costano tra 100-200 milioni di euro all’anno.
Tra le suddette indennità ed i costi degli uffici di supporto si possono prudenzialmente quantificare in 1,5-2 miliardi di euro all’anno i risparmi conseguibili con la soppressione delle province (secondo altri si arriverebbe a 3 miliardi mentre Confesercenti si spinge a parlare di 7).
La manovra 2012-2014 dell’Italia dei Valori ha previsto prudenzialmente un periodo di transizione con 0 risparmi nel 2012, 1,2 miliardi nel 2013 e 2 miliardi, a regime, a partire dal 2014.
Le competenze più significative attuali delle province sono:
1.       Gestione del territorio (strade provinciali) (3,5 miliardi nel 2005): in molte regioni sono state istuite società regionali, di cui sono socie le province, che di fatto non svolgono più direttamente il lavoro (es. Regione Veneto con Veneto Strade). Dunque non cambierebbe praticamente nulla.
2.       Trasporti. Molte province gestiscono il trasporto pubblico extra-urbano (1,2 miliardi di euro), ma lo fanno con società partecipate e dunque ancora non cambierebbe nulla
3.       Scuole superiori (2,5 miliardi), spesso in larga parte concentrate nei comuni capoluogo. Pertanto la loro gestione sarebbe facilmente trasferibile ai comuni (che già gestiscono scuole elementari e medie)
4.       Controlli e autorizzazioni in materia ecologica (circa 1 miliardo). Ma ogni regione ha già un organismo denominato ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambientale), al quale potrebbero essere affidate tutte le competenze già in capo alle province
5.       Approvazione Piani urbanistici comunali. Solo poche regioni ne hanno trasferito la competenza alle province. Potrebbero rifarsene carico
Per quanto riguarda il personale delle province, si tratta solo di riassorbire quella parte che oggi è di supporto all’apparato politico delle province, ciò che potrebbe avvenire nel giro di qualche anno attraverso il turnover.
Il vero imbroglio è proprio nella proposta del Pd ed è la soppressione delle province nelle Aree Metropolitane, cioè la sostituzione della provincia con un altro ente: cioè risparmio zero!
La capogruppo al Senato del Pd , Anna Finocchiaro ha parlato di “normetta di Idv del tutto inutile”. La mia risposta è nel video durante il dibattito a Sky Tg24.

Commenti   

#14 scout 2011-07-12 01:33
Caro Bonaldi vedo che divaghi .... comunque ero un semplice impiegato pagato anche male mica un "grande capo". E se sapessi la guerra interna che ho fatto.... rifiutando il posto di capo ufficio visto che mi avevano detto di rifiutare la tessera sindacale.... Ma vedo che non conosci la mia storia anche all'interno di IDV ....
#13 Adolfo 2011-07-12 00:55
Le 107 Province presenti oggi in Italia (escluse Trento, Bolzano e Aosta) nel 2010, sul totale della spesa pubblica (circa 815 miliardi di euro) hanno inciso per circa l’1,5%. Piu’ precisamente, la spesa dello Stato e’ stata di 485 mld (di cui 309 da enti di previdenza), con un incremento del 9,48% fra il 2007 e il 2009; la spesa delle Regioni e’ stata di 174 mld, di cui 117 per la Sanita’, con un incremento percentuale dell’8,75.
Province e Comuni hanno comportato una spesa di 80 mld di euro, rimasta immutata nel triennio.
Quanto al 2010, sulla base dei dati di Cassa, la spesa e’ pari a 12 miliardi e 158 milioni di euro.
Le Province gestiscono 125 mila chilometri di strade (l’84% del totale della rete stradale nazionale); hanno la manutenzione di oltre 5000 edifici scolastici tra istituti tecnici e medie inferiori, per un totale di quasi 120 mila classi e oltre 2 milioni 500 mila allievi; gestiscono circa 2.660 palestre scolastiche sportive, impegnate per il 100% in attivita’ extrascolastica; gestiscono piu’ di 600 centri per l’impiego; si occupano di pianificazione territoriale, di ambiente, di sviluppo locale. Eppure nei tre anni fra il 2008 e il 2010 le spese correnti sono diminuite del 5,20%, le spese in capitale sono scese del 23,15% e quelle per il rimborso prestiti dell’1,17%. E la spesa per il personale e’ diminuita dell’11,10%.
Nello stesso periodo le entrate tributarie sono diminuite del 4,40%, quelle da contributi correnti dello 0,75%, le entrate extra-tributarie hanno fatto segnare un -3,45%, quelle da alienazione e trasferimenti capitale un -22,90%.
Ancora, segno fortemente negativo (-34,10%) per le entrate da accensione prestiti.
Infine, il capitolo addetti: il personale politico delle 107 Province ammonta a circa 4 mila amministratori provinciali , per un costo pari a 113 milioni di euro. Per contro, il costo complessivo della politica in Italia (organi costituzionali, a rilevanza costituzionale, Presidenza del Consiglio dei Ministri, uffici di diretta collaborazione, Regioni, Comuni e Province) e’ pari a 6 miliardi e 500 milioni di euro.
Vuol dire che con il costo della politica nazionale si coprono i costi della politica delle Province per 60 anni.

(Un Amico Iscritto IDV del Fermano)
#12 angelo bonaldi 2011-07-11 21:30
e bravo danilo rosan. vedo che ha concluso la sua parentesi lavorativa come dipendente delle poste. complimenti! da un addeto ai lavori, cosa ne dice del monopolio delle poste con tutti i problemi connessi e per ultiumo cosa ne pensa della sovratassa che ci ha imposto l'accordo postew-trasporti di dover pagare 0.70 centesi di euro in più ad ogni bollettino postale che viene pagato a favore della motorizzazione?
da un addetto del settore, ha combattuto il monopolio?
ed ancora, conoscendo il settore poste, le sembra giusto che un comune cittadino debba fare la fila dietro ai correntisti postali? se lei andando in banca, le facessere fare la coda dietro ai clienti della stesso, cosa direbbe?
auguri !
si impegni e risponda.
angelo bonaldi
#11 scout 2011-07-11 21:03
Perchè esprimere la propria opinione e le proprie esperienze viene interpretato come una offesa. Vuole confropntarsi com me il sig, Bonaldi rispetto all'impegno sociale mio e suo ? Quando vuole sono disponibile.
#10 scout 2011-07-11 20:58
Caro Bonaldi a quell'ora stavo studiando i progetti della nuova legge speciale per Venezia. Personalmente la politica cerco di "studiarla" non da tifoso e gratuitamente visto che dal 1985 sono nelle Istituzioni e sempre rieletto dalla gente (non nominato dalle segreterie dei partiti).
Vuoi sapere il mio nome? Danilo Rosan non mi nascondo nell'anonimato e l'on. Borghesi mi conosce visto che sono stato 3 anni in IDV. e conosco bene le new entry e la loro storia che in parte è ancher la mia.
#9 angelo bonaldi 2011-07-11 18:41
Egregio Onorevole,
Lei, domenica 10 luglio alle ore 22.36 ha speso del Suo tempo per rispondere ad una persona? che non osa mettere il suo nome la quale, dietro l'anonimato, imsulta e provoca chi, come Lei, con coraggio e determinazione, rende partecipe il cittadino di quanto fa, dimostrando, tra l'altro, di guadagnarsi degnamente lo stipendio. ci dica l'anonimo scaut, cosa faceva a quell'ora mentre Lei perdeva tempo a rispondergli?
ed anche, cosa fa nella vita per portare avanti il suo pensiero, oltre che a scrivere con uno pseudonimo?
buon lavoro
angelo bonaldi
#8 scout 2011-07-11 05:18
On Borghesi, non sono iscritto al PD nè sono elettore. Sono nel centrosinistra e voglio battere il Centrodestra. Sono convinto che le opposizioni devono unirsi e che senza il PD l'alternativa non si può fare. Conosco bene IDV e lei lo sa. Come sa che le mie osservazioni non sono stupidaggini.
#7 Mazzoccoli 2011-07-11 02:32
Non sono d'accordo su una proposta che richiede comunque una variazione della COSTITUZIONE.. In più la effettiva dimensione della riduzione mi sembra sovrastimato.. Se il livello politico (consigli provinciali e giunte con relativo sottobosco burocratico e clientelare) può essere ridotto e/o falciato, le attribuzioni operative no. Esse dovrebbero infatti o essere ribaltate sui comuni, o essere appaltate all'esterno..
In presenza dei Referendum appena passati, sappiamo che non è possibile una privatizzazione delle competenze operative delle province..

Penso quindi che una proposta sensata sarebbe stata non il taglio "tout-court", bensì la ottimizzazione, riducendo le province, creando comprensori ed aree metropolitane.

La mia sensazione è che, attribuendo ai comuni le funzioni operative, si aprirebbe la via ad una selvaggia assunzione, clientelare al piu'.. che porterebbe non ad una riduzione, ma ad un aumento dei costi...

Se riduzione vi può essere, stiamo parlando di 1-2 MILIARDI di EURO AL MASSIMO... A PATTO DI CAMBIARE LA COSTITUZIONE !!!!!!

Sappiamo che, per fortuna, gli Italiani sono molto scettici quando viene detto loro che si può migliorare qualcosa "A PATTO DI CAMBIARE LA COSTITUZIONE".

Caro Onorevole, sarà perchè in tantissimi abbiamo avuto un partigiano morto in casa, ma quella di pensare ad ogni piè sospinto ad una modifica della Costituzione, comincia ad essere una litania che non piace agli Italiani.

A nome di "ARTICOLO 53", Associazione che la Società Civile comincia a conoscere (1), devo ricordare che, numeri alla mano, la ATTUAZIONE DELLA COSTITUZIONE PRODUCE EFFETTI BEN PIU' GRANDI E DURATURI.

Qui leggo di 2 MILIARDI DI EURO AL MASSIMO..
EBBENE, non è un mistero che NELLA NOSTRA PROPOSTA DI RIFORMA TRIBUTARIA in 11 PUNTI NOI STIMIAMO IN 27-30 MILIARDI DI EURO L'ANNO DI MAGGIORI ENTRATE PER LE CASSE DELLO STATO... (ALMENO....)

NOI PARLIAMO DI UN RECUPERO DI EVASIONE FISCALE E DI SOMMERSO PARI ALMENO A 90 MILIARDI DI EURO L'ANNO.
Se la matematica non mi inganna, si tratta di un rapporto 45 ad 1 ....
E TUTTO QUESTO, SI BADI BENE, SENZA TORCERE UN CAPELLO ALLA COSTITUZIONE.. SOLO ATTUANDO l'ARTICOLO 53 e dando corso alla LEGGE DELEGA 825/71 di attuazione del medesimo, legge che giace inattuata ma tuttora valida ..... in attesa che qualche partito sappia con coraggio presentare agli Italiani ll PATTO CHE nel 1973 produsse l'attuale sistema tributario INIQUO quanto ANTI-COSTITUZIONALE, venendo meno esso al rispetto degli articolo 2, 3 e 23 della Costituzione.

Per chi vuole approfondire il tema della Riforma Fiscale che è in grado di abbattere la Evasione Fiscale attuando pienamente il Dettato dei Padri Costituenti, abbiamo pubblicato tutti gli studi sul sito della Associazione ASSOCIAZIONE ARTICOLO 53 (https://sites.google.com/site/articolo53).
Consiglio a tutti la lettura dello studio Considerazioni per una Riforma Tributaria in senso Costituzionale (https://sites.google.com/site/articolo53/Considerazioni-Riforma-Tributaria), in distribuzione a forze politiche, sindacati, movimenti ed associazioni.
__________________________________________________ ______________

(1) Il tema della Riforma Tributaria su base Costituzionale sta prepotentemente venendo fuori oggi, grazie alle inchieste de "L'Espresso" ed agli editoriali del dott. Bruno Tinti su "Il Fatto Quotidiano", grazie al Convegno di Firenze "Fisco, Evasione Fiscale e Debito Pubblico: Torniamo alla Costituzione"
Bruno Tinti - UN BANCOMAT ANTI EVASIONE (https://sites.google.com/site/articolo53/home/editoriali/2011-06-22-bruno-tinti---un-bancomat-anti-evasione)
Bruno Tinti - PERCHÈ GLI EVASORI HANNO LA GARANZIA DELL'INPUNITÀ (https://sites.google.com/site/articolo53/home/editoriali/bufale-2)

L'Espresso: I DANNATI DELL'IRPEF (https://sites.google.com/site/articolo53/home/editoriali/i-dannati-dell-irpef)
L'Espresso: LIBERI DI EVADERE (https://sites.google.com/site/articolo53/home/editoriali/liberi-di-evadere)

La Costituzione: Stato della attuazione nell'ambito del Sistema Tributario (https://sites.google.com/site/articolo53/home/editoriali/La-CostituzioneLa-sua-ATTUAZIONE-nellambito-della-RIFORMA-TRIBUTARIA)
#6 Antonio Borghesi 2011-07-11 01:36
Non ho mai visto tante stupidaggini quanto quelle che Lei scrive nei suoi commenti.
Io mi sono stufato di smentirla e non lo farò più.
Lei sta facendo affermazioni del tutto gratuite e principalmente false, in particolare in difesa del Pd, di cui immagino sia elettore se non iscritto. Comunque se le fa piacere continui pure.
#5 scout 2011-07-10 23:45
Infatti IDV ha votato a favore del federalismo targato Lega. Il PD si è astenuto perchè prima bisognava accorpare i comuni piccoli e poi rivedere il tema Federalismo che è più complesso. Gli errori di PD e IDV fanno sì che non si accordino per un progetto comune che colpisca i costi della politica senza colpire i servizi al cittadino. Per far questo non basta uno slogan ma bisogna avere un progetto complessivo che non può essere quello semplicistico illustrato da IDV. E' chiaramente il mio pensiero da NON TIFOSO.

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il login o registrati.