Ieri ennesima presa in giro degli Italiani da parte di un insieme trasversale e bipartisan di parlamentari (compreso purtroppo anche il Pd). Abbiamo riportato in aula per la terza volta la nostra proposta di "abolizione delle province". Solo il Terzo Polo, questa volta, ci ha sostenuto. Durante la seduta, nel corso della quale si sono espressi contro la nostra proposta rappresentanti del Pdl, del Pd, degli (Ir)Responsabili, della Lega Nord, il Ministro Calderoli, al quale evidentemente interessa poco il risparmio di 2.000.000.000 di euro dei contribuenti, invece di argomentare il motivo della sua contrarietà, non ha trovato di meglio che sferrare un attacco personale a me, reo di essere stato Presidente di provincia oltre 15 anni fa. Riporto di seguito il resoconto del mio intervento e il passaggio di quello di Calderoli che mi attacca.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’onorevole Borghesi. Ne ha facoltà.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, populismo e demagogia, qualcuno ha detto. Ma vogliamo scherzare ? Abbiamo portato in quest’Aula, per la prima volta, questo testo oltre un anno fa e ci sarebbe stato tutto il tempo per fare tuttociò che si voleva. Non diamo la colpa al fatto che oggi vogliamo che si discuta e che si pronunci una parola chiara su questo tema perché siamo stufi di essere presi in giro. Ci avete presi in giro la prima volta che abbiamo presentato questo provvedimento, quando avete sostenuto che non si poteva discuterne perché dovevamo discutere del codice delle autonomie e che quella sarebbe stata la sede nella quale discutere anche dell’abolizione delle province. Quando siamo arrivati a discutere del codice delle autonomie vi siete alzati ed avete detto che non se ne doveva discutere insieme al codice delle autonomie, ma si sarebbe dovuto farlo con una proposta di legge costituzionale e l’abbiamo fatto. Quando però l’abbiamo ripresentata l’avete rinviata in Commissione e adesso, dopo anno e mezzo che noi tiriamo avanti e indietro questo provvedimento, parlate di populismo e demagogia ? La verità è che state prendendo in giro gli italiani (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). Ieri il Ministro Tremonti ha detto che per fare la riforma fiscale bisogna cercare del denaro, parecchi miliardi, e ha detto che bisognerà porre mano anche ai costi e alle spese della politica. Allora, ci prendiamo ancora una volta in giro ? È da tanto tempo che noi vi proponiamo un progetto di legge, come abbiamo fatto per altri livelli istituzionali, perché in questo Paese ci sono nove livelli istituzionali protetti che vivono, in qualche modo, legati alla politica, a partire dalle comunità montane, dai consorzi di bonifica, dalle circoscrizioni e via dicendo. Al tempo del Governo Prodi siamo riusciti, in occasione di una legge finanziaria, a non chiedere aumenti di tasse, ma interventi sui costi della politica. In quell’occasione siamo riusciti ad intervenire – non eliminandole, come noi avremmo voluto, ma comunque riducendone fortemente il numero – sulle comunità montane, che oggi sono circa dimezzate, sui consorzi di bonifica, per i quali siamo intervenuti quantomeno sul numero degli amministratori, che era spropositato. Siamo intervenuti poi sulle circoscrizioni, che oggi sono dimezzate, ma è evidente che questi sono interventi modesti. Il vero intervento serio che avrebbe dovuto essere fatto quando vennero istituite le regioni è che non ha senso che restino comuni e province e regioni e che pertanto uno di questi livelli va definitivamente eliminato. Abbiamo fatto fare degli studi ad alcuni docenti proprio per poter convalidare anche l’entità del risparmio, perché il Ministro Tremonti inizialmente diceva che non si sarebbe risparmiato nulla, ma poi ha capito che in realtà non era vero. Infatti, certamente non si risparmia il costo dei ritrasferimenti che oggi tra trasferimenti dello Stato e autonomia impositiva delle province, ammontano a circa dodici miliardi. Non è che si risparmieranno dodici miliardi, questo è pacifico. Abbiamo chiesto ad un docente dell’università statale di Milano, un economista, di ragionare intorno ai costi della struttura politica, che vuol dire costi legati ai consigli, alle giunte e costi di sostegno a queste strutture politiche. Ne è emerso che parliamo di qualcosa che va da 1,7 a 2 miliardi di euro all’anno. Vi sembra poco nel momento in cui vi è una crisi economica che tutti conosciamo, nel momento in cui anche ieri – rispetto ad un anno fa – viene raggiunto un debito pubblico di 1.980 miliardi di euro e stiamo qui a discutere se si deve o non si deve abolire le province ? È il primo mattone per una riforma istituzionale che faccia pesare sui cittadini minori costi della politica, ma in questo caso ha poco senso perché le province sono state via via svuotate di contenuto e ve lo dice uno che ha fatto il presidente di provincia (Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania) e che immagina di conoscere un pochino che cosa c’è nell’ambito dell’attività delle province. Oggi quell’attività si è ulteriormente ridotta e sta accadendo che, a fronte del taglio dei trasferimenti operati anche per il rispetto del patto di stabilità, ciò che viene eliminato dalle province sono i pochi servizi che davano ai cittadini. Ormai le province servono in larga parte semplicemente per mantenere se stesse e l’apparato burocratico, i consiglieri, gli assessori e questo è assurdo in un momento di grave difficoltà come questo ! Quindi, per piacere, svolgete una riflessione ulteriore prima di andare ad approvare il primo emendamento che cancellerà una cosa richiesta dai cittadini. Forse non vi siete accorti che voi tutti avete fatto promesse e i cittadini si stanno stufando ! In Veneto il 50 per cento degli elettori della Lega ha detto « no » alla richiesta di Bossi di non andare a votare il referendum: vi dice niente questo ? Non vi dice che si sono stufati di promesse non mantenute, di un federalismo che non ha dato alcun risultato e noi siamo qui ancora a chiedervi di votare per l’abolizione delle province ? Signor Presidente, credo che qualche cittadino ci starà ascoltando in questo momento. Desidero che quei cittadini e quegli elettori sappiano che, da quando è iniziata questa legislatura, così come già avevamo fatto nella precedente, abbiamo agito realmente perché si arrivasse ad una legge che procedesse all’abolizione delle province e non abbiamo fatto come quelli che sono andati a parlare di abolizione delle province in campagna elettorale per poi bloccare, invece, tutti i tentativi fatti perché si arrivi ad un risultato necessario per risparmiare 2 miliardi di euro e destinarli – questi sì – alla riduzione del debito o delle tasse ai cittadini (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

ROBERTO CALDEROLI, Ministro per la semplificazione normativa.

………………….”Mi ha fatto veramente specie sentire degli interventi duri, in quest’Aula, proprio da parte di chi è stato presidente della provincia. È una cosa che mi ha dato fastidio (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania) ! Tutti sono liberissimi di dire ciò che si vuole, però è inaccettabile che, fino a quando si occupa la « cadrega », la provincia va bene, mentre quando non si è più presidenti, la provincia va abolita………..”

Commenti   

#4 carliar 2011-06-19 04:51
La mozione dell'On. Borghesi è stata spiegata alla perfezione e abbondantemente. Forse i deputati del PD non erano in aula, che non hanno applaudito ??
Carlo Mascarino, da La Plata.
#3 Winstonblu 2011-06-17 21:55
In un periodo in cui tutti i politici tolgono la speranza di una italia migliore sembra finalmente che uno con ardore parli senza peli sulla lingua. spero il tuo non sia un fuoco fatuo, o che si spenga appena tocchi una sedia rossa troppo importante. se continuerai a lottare ti auguro tutta la fortuna e il bene di questo mondo per tutti noi italiani e il bene di tutti.
Se fai il pirla però :sigh:
#2 moromimm 2011-06-16 19:27
Caro maset la tua proposta di accorpare le provincie più piccole richiede essenzialmte la definizione di un criterio discrezionale di accorpamento del tipo: quale e’ la dimensione minina per l’accorpamento ? e con chi la provincia “piccola” si accorpa? ....ovviamnte se governa il centro destra le provincie piccole saranno quelle governate del centrosinistra e si accorperanno con quelle grandi quelle governate dal centro destra.......o viceversa
Questo tipo di riforme stutturali (per altro necessarie in Italia) si possono portare a compimento solo se si fanno sullo schema o tutti o nessuno.......
Comunque non ci facciamo illusioni Tremonti non tagliera’ mai la spesa pubblica che ha un ritorno clientelare ..... Tremonti ci ha abituato a tenere in ordine i conti (anche se poi il debito/pil continua a crescere) con tagli che colpiscono piu’ la spesa ad alta potenzialita’ di crescita (scuola e universita’) piuttosto che la spesa pubblica clientelare (provincie, consulenze, etc).
#1 maset 2011-06-16 17:28
egregio Onorevole,
sono Matteo di Padova, volevo innanzitutto complimentarmi con lei per il suo impegno concreto e l'attenzione che presta nel rendere pubblico ciò che fa.
Condivido appieno con lei che c'è bisogno di eliminare almeno uno dei livelli anche se lo ritengo un passo veramente più lungo della gamba. Non sarebbe meglio cominciare ad accorpare le provincie più piccole ?
Inoltre le vorrei inoltrare un articolo che ho scritto sul sito della mia associazione http://www.padova104.com/idee-a-opinioni/907-politica/112-la-carica-dei-104 a proposito della fusione dei piccoli comuni a padova.
Le sarei grato se mi potesse dare la sua opinione .
Distinti saluti.

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