incidente

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Borghesi 13.200 e Valducci 13.203.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Borghesi.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, colleghi, vorrei invitarvi a riflettere sul contenuto di questo articolo e delle modifiche che sono state introdotte. Infatti, il principio che stava e che sta alla base dell'indennizzo diretto, in campo assicurativo, intende agire per abbassare i costi dei risarcimenti, quindi le liquidazioni dei sinistri; il che obbligherebbe, per effetto di una legge di mercato, le compagnie assicuratriciad abbassare le tariffe e i premi delle assicurazioni. Tale è appunto l'effetto che si vorrebbe ottenere attraverso la normativa dell'indennizzo diretto.

Va osservato che in questi anni abbiamo assistito generalmente a una riduzione della sinistralità, cioè del numero degli incidenti, ma ad un incremento del risarcimento medio del sinistro, e questa è la motivazione che le compagnie bene o male adducono per negare l'effetto di riduzione sulle tariffe.


Cos'è che va tagliato? Nel nostro Paese, come in tutti i Paesi industrializzatio comunque evoluti, il problema non è tanto l'entità del danno emergente in sé, quanto il fatto che la lunghezza della procedura di liquidazione e le spese che si sommano all'entità del danno emergente per effetto della procedura diliquidazione sono di un'entità tale che spesso risulta veramente molto altarispetto al danno in sé. Si tratta principalmente di spese di natura legale, che spesso comportano anche l'allungamento dei tempi necessari per ottenere laliquidazione, con un effetto estremamente negativo per l'assicurato, che non trova ristoro per il suo danno, e con un effetto moltiplicatore sia in termini di spese sia in termini, quando il procedimento giunge alla fine, di interessi,rivalutazioni, e quant'altro.

Vorrei, inoltre, precisare che l'indennizzo diretto si applica a casi limitati, che sono però numericamente la parte prevalente dei sinistri: ai soli casi, cioè, in cui siano coinvolti due autoveicoli e in cui vi sia un danno fisicomolto limitato, che dia luogo ad una invalidità non superiore al 9 per cento. Nel caso di lesioni personali, posso anche accettare l'idea che si ammetta una procedura simile alla procedura precedente, che scatta anche in casi diversi daquello che ho citato, con un aumento quindi delle spese legali e ilriconoscimento delle stesse; però, inviterei il relatore a valutare se non siapossibile una riformulazione del mio emendamento, nel senso di ammettere tale ristoro, tale rimborso, tale estensione della copertura alle spese legali ealle spese accessorie a quelle legali al solo caso delle lesioni personali, mentre invece si mantenga ferma l'idea che il risarcimento...

PRESIDENTE. La invito a concludere.

ANTONIO BORGHESI. Quanto tempo ho, Signor Presidente? Proporrei che si lascino invariate le norme sull'indennizzo diretto in base alla legge precedente... Non credo di aver finito il tempo, SignorPresidente.

PRESIDENTE. Sì, aveva a disposizione cinque minuti.

ANTONIO BORGHESI. Mi permetta solo di concludere. La questione riguarda poi le autofficine, perché nel momento in cui una compagnia stipula delle convenzioni con le autofficine, che non danno luogo ad alcun aggravio per il danneggiato, ammettere che si possa andare da un'altra parte, dovendo pagare tariffe superiori a quelle convenzionate dalla compagniami sembra che alla fine si riveli un danno per essa che non abbasserà mai le tariffe e quindi i premi, come si voleva ottenere.

PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Borghesi se acceda all'invito al ritiro del suo emendamento 13.200 testé formulato dal relatore.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, premesso che evidentemente non mi ero reso conto, ma che mi fido assolutamente di quel che dice il relatore, ritiro il mio emendamento.

PRESIDENTE. Sta bene.

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