Ed ora seppelliamolo sotto una valanga di SI, affoghiamolo in un mare di SI, copriamolo con una montagna di SI. Il popolo italiano scriva la parola “Fine” al “berlusconismo” come modello di gestione del potere e come modello di vita del nostro Paese.

Dopo la botta del “primo turno”, dopo il colpo dei “ballottaggi”, assestiamo il colpo di grazia ad un governo “morituro” e ad un Presidente del Consiglio sul quale finalmente gli Italiani hanno aperto gli occhi.

Berlusconi non potrà reggere ad una “tripletta” del genere e meno che meno potranno reggere personaggi squallidi come i cosiddetti “Responsabili”, a partire da “tutti gli Scilipoti del mondo” di cui quel gruppo è pieno. La maggioranza si sfalderà come neve al sole.
Ed ora lavoriamo tutti affinché si raggiunga il quorum!

La Cassazione ha accolto la tesi di Italia dei Valori, che era assistita da Alessandro Pace, noto costituzionalista ed in particolare studioso del tema specifico.


NUCLEARE: CASSAZIONE; AVV. PACE, ACCOLTA ISTANZA IDV


NON QUELLA DEL PD (ANSA) - ROMA, 1 GIU - 'E' stata accolta la tesi difensiva dell'Italia dei Valori da me rappresentata'. Lo ha detto l'avvocato Alessandro Pace, a proposito della decisione della Cassazione sul referendum sul nucleare.
Il legale sottolinea di aver concluso l'istanza chiedendo 'il trasferimento della richiesta referendaria sull'art. 5, commi 1 e 8 della legge n. 75 del 2011, come la Cassazione oggi ha deciso, e non sull'art. 5, commi 1 e 5, lettere B e Q, come invece sostenuto nell'istanza del Pd'. (ANSA).

Y84-SV 01-GIU-11 12:56 NNNN


Come ha dichiarato Di Pietro la prova regina è venuta anche dagli ordini del giorno che avevamo proposto in sede di discussione del Decreto Legge “Omnibus”, che conteneva la norma del governo sul nucleare.

REFERENDUM: DI PIETRO, PROVA REGINA NO GOVERNO A ODG DL OMNIBUS =


(AGI) - Roma, 1 giu. - E' stata l'Italia di valori a fornire alla Corte di Cassazione la "prova regina" sulla reale volonta' del governo di andare avanti con il programma nucleare in futuro e a spingere i giudici a confermare il referendum. Ad assicurarlo e' stato Antonio Di Pietro nel corso di una conferenza stampa alla Camera.
"La prova regina e' arrivata da due passaggi fondamentali del decreto omnibus (con la moratoria sul nucleare, ndr) al Senato e alla Camera", ha riferito. A palazzo Madama "avevamo presentato un emendamento specifico in cui si chiedeva che nel piano energetico nazionale fosse esplicitamente esclusa la costruzione di centrali nucleari", ha spiegato, "il testo pero' e' stato bocciato dopo parere contrario del governo".
Stessa tattica l'
Idv ha usato alla Camera: Visto che l'esecutivo ha posto la fiducia, si e' scelto di depositare quattro ordini del giorno che ricalcavano l'emendamento bocciato. "Il governo scioccamente ci ha chiesto di modificarli scrivendo che la costruzione di centrali non era esclusa, noi abbiamo detto no e l'esecutivo ha dato parere contrario", ha proseguito Di Pietro
.
Cosi' "la maggioranza si e' data la zappa sui piedi perche' gli ordini del giorno hanno un valore istituzionale, a differenza delle parole pronunciate da Berlusconi davanti a Sarkozy", ha insistito
Di Pietro, "e noi abbiamo tirato fuori il nostro asso nella manica. Questo perche' l'arroganza del governo e' pari alla sua ignoranza". (AGI) Sab 011257 GIU 11

Proprio uno di questi ordini del giorno, a prima firma Di Pietro, e di cui ero cofirmatario, era stato da me presentato in aula. Vi propongo il resoconto stenografico di quel mio intervento:
L'onorevole Borghesi ha facoltà di illustrare l'ordine del giorno Di Pietro n. 9/4307/181, di cui è cofirmatario.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, anche quest'ordine del giorno attiene alla materia del nucleare, che è ben contenuta in questo decreto omnibus e che a noi ha destato e desta tantissima preoccupazione, in quanto promotori di un referendum che è fissato, come è noto, per i prossimi 12 e 13 giugno.
L'intervento contenuto in questo decreto-legge finge di dare una risposta definitiva alla questione della costruzione di impianti di produzione elettrica attraverso il nucleare e dico «finge» perché contiene una risposta formale e non sostanziale. Non sostanziale anche per le dichiarazioni di chi la propone, che afferma candidamente ed espressamente che si tratta in realtà di una moratoria, e anche perché si introducono degli elementi estremamente gravi, come la norma che di fatto permette al Presidente del Consiglio, fra un anno o poi, di intervenire su questo tema, decidendo persino di reintrodurre nel piano energetico nazionale il nucleare. Ciò in barba alla possibilità che il popolo italiano decida democraticamente e dopo la richiesta di una consultazione, per svolgere la quale è stato necessario raccogliere, come è noto, almeno 500 mila firme, ma noi ne abbiamo raccolte circa 1 milione, su questo tema.
Inoltre, cosa assolutamente rilevante, in Sardegna nelle ultime votazioni amministrative è stato indetto anche un referendum regionale che ha visto la partecipazione di quasi un milione di cittadini, che per il 97 per cento ha detto di non volere il nucleare. È evidente che questa percentuale è prevedibilmente la stessa che si raggiungerebbe interpellando i cittadini con il nostro referendum, per cui è chiara l'idea di una «mascherata», di un meccanismo di pura forma. Peraltro, non è detto che gli organismi preposti a valutarne l'efficacia ne possano riconoscere l'efficacia stessa ai fini di una interruzione della procedura referendaria. Infatti, la Corte costituzionale si è già pronunciata in passato, statuendo in modo preciso che vi deve essere una perfetta collimazione tra la volontà del comitato referendario e la decisione assunta attraverso una legge, mentre in questo caso tale collimazione non c'è. Ciò per due motivi: il primo è che si dice chiaramente che lo si fa in attesa di nuove evidenze scientifiche in tema di sicurezza. Quindi, se uno non vuole più fare il nucleare, non può prevedere che sia «in attesa di qualche cosa», ma non lo fa e basta. Per questo crediamo che la Corte di cassazione non possa non rilevare un dato che non è semplicemente semantico, bensì una dichiarazione di sospensione e non di cessazione di un programma di investimento di impianti di centrali nucleari in Italia.
Poi, come dicevamo, c'è l'altro aspetto, ossia quello relativo al comma che è rimasto che demanda al Presidente del Consiglio un intervento tra un anno e sostanzialmente senza più passare da una decisione del Parlamento. Siamo dunque di fronte a quella che definiamo una truffa ai danni della democrazia, perché fatta a gioco già iniziato. Lo scorso fine settimana sono stato a Londra - concludo, signor Presidente - a incontrare gli italiani all'estero per sollecitare il loro voto. È infatti noto che nel
quorum
entrano anche gli italiani all'estero, che sono circa 3 milioni, ma dei quali un milione e mezzo sono di fatto fantasmi, nel senso che le nostre comunicazioni non riescono nemmeno a raggiungerli. Ebbene, gli italiani all'estero stanno già votando per questi quesiti referendari perché, votando per posta, molti di loro hanno già ricevuto la comunicazione e hanno già spedito la loro partecipazione a questo voto.Pertanto, il motivo dell'ordine del giorno che sto illustrando è quello di chiedere che il Governo si impegni a cessare definitivamente ogni programma di impianto di centrali nucleari (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

Prendo atto che i presentatori non accettano la riformulazione proposta dal Governo ed insistono per la votazione dell'ordine del giorno Di Pietro n. 9/4307/181.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Di Pietro n. 9/4307/181, non accettato dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge
(Vedi votazioni).
(Presenti 563
Votanti 548
Astenuti 15
Maggioranza 275
Hanno votato
230
Hanno votato
no 318).

Sul fatto che il gruppo dei cosiddetti “Responsabili” non reggerà ad una nuova valanga di voti contro il governo ne è testimonianza quanto avvenuto la scorsa settimana, con le dimissioni della Sottosegreteria Melchiorre, nominate da Berlusconi solo la settimana prima. Al riguardo il 28 maggio avevo rilasciato il seguente comunicato stampa:

GOVERNO: BORGHESI (IDV), QUANDO BARCA AFFONDA TOPI SCAPPANO


(ANSA) - ROMA, 28 MAG - 'Le dimissioni del sottosegretario Melchiorre sono la prova che quanto la barca affonda i topi scappano. D'altronde, sono i rischi che si corrono quando la compravendita parlamentare e' il modello di riferimento per la propria azione politica. Ci auguriamo, davvero, che questi ballottaggi siano l'occasione per scrivere la parola fine al berlusconismo come modello di gestione politica'. Cosi' Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera, commenta le dimissioni del sottosegretario Melchiorre.
'Quanto al sottosegretario Melchiorre, di cui il Paese non sentira' certo la mancanza, ognuno ha la coerenza che si da': certo e' che il ravvedimento dell'ultima ora, non la salvera' dall'accusa di opportunismo,anzi, in un certo senso la rafforza' conclude
Borghesi.(ANSA).

Commenti   

#2 carliar 2011-06-01 21:47
L’arroganza del governo è pari alla sua ignoranza, ha affermato il nostro presidente, l’On. Di Pietro,
E in questo al governo possiamo accumulare il Partito Democratico, dove si attribuiscono la vittoria alle amministrative, senza nenche menzionare l'IDV, né la geniale strategia dell'Ordine del Giorno di Di Pietro e Borghesi. Li rode l’invidia !
Carlo Mascarino, da La Plata.
#1 moromimm 2011-06-01 17:52
e' tempo di pensare ai referendum!
Vivo in UK da un po' di tempo, ma conosco molto bene anche la situazione italiana.
In Italia la distribuzione dell'acqua oggi non e' privatizzata e costa tra 1 euro e 1.5 al metro cubo. Qui in UK (DOVE PIOVE SEMPRE!) la distribuzione dell'acqua e' privatizzata e' costa circa 3 euro al metro cubo.....considerando che ogni individuo consuma circa 40 metri cubi di acqua all'anno...fatevi un attimo i conti di quanto puo' costarci non andare a votare al referendum!

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