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PRESIDENTE. È iscritto a parlarel'onorevole Borghesi. Ne ha facoltà.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente,rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, prendo la parola dopo che già altri due miei colleghi sono intervenuti: mi riferisco all'onorevole Costantini questa mattina e all'onorevole Palomba nel pomeriggio, che hanno rappresentato l'insoddisfazione del gruppo dell'Italia dei Valori per la formulazione attuale del progetto di legge in esame. Ciò significa che noi lavoreremo per migliorarne il contenuto durante l'iter in Assemblea, anche se è evidente che quello che noi definiamo un miglioramento rappresenta un assoluto peggioramento per l'opposizione e per l'onorevole Bondi, che è intervenuto in precedenza.

Sono interessato alla questione del conflitto di interessi in quanto tale, non perché riguardi singole persone o singoli imprenditori, grandi o piccoli che siano. Personalmente, non nutro atteggiamenti né di ripugnanza verso la ricchezza, né di invidia verso chi è ricco e possiede ingenti patrimoni. Osservo però, quotidianamente, che il conflitto di interessi costituisce qualcosa di molto più vasto nella nostra vita sociale e politica.

La caduta di valori alla quale abbiamo assistito in questi anni, oltre asvariati esempi di impunibilità, hanno condotto ad una più ampia diffusione ditale fenomeno. Esso è riscontrabile anche nei comuni piccoli, dove sindaci eassessori, che nella vita sono imprenditori, professionisti o progettisti, hannointeressi più o meno diretti nei piani regolatori e nelle delibere cheassumono; per cui, al mattino deliberano e al pomeriggio utilizzano in qualchemodo, più o meno direttamente, quelle delibere per il loro lavoro.

Si tratta, pertanto, di una questione molto più ampia che va affrontata nellasua complessità. D'altronde, non si capisce perché la politica dovrebbe restareal di fuori di un tema che invece, sotto il profilo degli interessi privati, èregolamentato in vario modo anche nel nostro ordinamento. È inutile che io stiaqui a ricordare che le ipotesi di conflitto di interesse sono regolamentate neicampi del diritto societario e in quello del diritto di famiglia. Si possonocitare, ad esempio, l'articolo 320, sesto comma, del codice civile, l'articolo1394 del codice civile, che prevede l'annullabilità dei contratti indeterminate situazioni, nonché gli articoli 2373 e 2631 del codice civile, cheimpongono al socio di astenersi dal voto e prevedono l'annullabilità delladelibera assembleare nel caso in cui non sia osservato tale obbligo. Un esempioancora più eclatante è quello dell'articolo 2391 del codice civile che imponeall'amministratore di denunciare il suo stato di conflitto di interesse aglialtri amministratori e di astenersi dal partecipare alla delibera, prevedendo,in caso di inosservanza, addirittura una serie di sanzioni di natura penale.

Pertanto, non si capisce il motivo per cui, mentre nel campo del dirittoprivato il conflitto di interesse è regolamentato, nel campo della politica,invece, è assente oppure costituisce una parvenza, come nel caso dellacosiddetta legge Frattini, la quale certamente tutto fa fuorché affrontare ilproblema alla radice. Se la funzione del diritto è quella di prevenire, alloraanche la legge sul conflitto di interessi deve prevenire i conflitti.

Da tutto ciò deriva il motivo per cui, per il gruppo dell'Italia dei Valori,quella dell'ineleggibilità è una questione aperta. Essa è stata stralciata, mariteniamo che attraverso l'istituto della ineleggibilità sia possibilemigliorare la proposta di legge in esame. Non si comprende il motivo per cui,qualora si sia stati condannati per alcuni reati gravi contro la pubblicaamministrazione, come la corruzione, non si possa essere eletti consigliericomunali e provinciali, mentre nelle stesse ipotesi sia possibile l'elezione inParlamento. Per quale motivo l'amministratore di una società comunale èobbligato a dimettersi, se vuole candidarsi? Si tratta, evidentemente, diun'ipotesi di conflitto di interessi, poiché, mantenendo la sua posizione, vi èla possibilità che, in qualche modo, favorisca sé stesso!

Ecco anche dove sta il conflitto di interessi! Allora l'ineleggibilità ha unsenso perché non possiamo accettare che il «capo dei ladri» possa diventare il capodella polizia! Dobbiamo evitare che questo avvenga e non possiamo intervenire aposteriori. D'altronde, come ha rilevato anche il collega che mi ha preceduto,l'ineleggibilità è presente nel nostro ordinamento: la legge del 1957 disponeinfatti l'ineleggibilità di coloro che sono concessionari di un pubblicoservizio.

In verità, il problema è che non può esistere democrazia se non vi è un nucleodi garanzie che possa regolare e prevenire il conflitto di interessi ed èevidente che all'estero questa regolamentazione c'è dappertutto, salvo nelRegno Unito, dove esiste però un codice di deontologia che nessuno sisognerebbe di violare. La regolamentazione esiste negli Stati Uniti nonsoltanto con il blind trust, macon il qualified blind trust econ tutta una serie di misure che possono arrivare alla vendita. A talproposito, ricordo il caso di Bloomberg, attuale sindaco di New York, che èstato costretto a vendere una parte delle sue partecipazioni perché relative adun settore particolarmente sensibile come quello dell'informazione. Vi sonodiscipline di regolamentazione negli Stati Uniti, ma anche in Spagna, inFrancia, in Germania e spesso, peraltro, non è necessario ricorrereall'applicazione di tali atti normativi.

Voglio ricordare proprio gli Stati Uniti che vengono citati spesso - asproposito in qualche caso - dove ad esempio Paul O'Neil, Segretario di Statodell'amministrazione Bush, prima ancora che qualcuno glielo chiedesse, havenduto il suo pacchetto di azioni e opzioni dell'Alcoa, la più grandeindustria dell'alluminio nel mondo di cui era stato presidente dal 1987 al2000; non ha aspettato che qualcuno glielo imponesse, ha sentito il dovere difarlo prima e ha detto che avrebbe investito il ricavato in fondi indicizzatiche non costituiranno un problema per nessuno.

È certo che esiste un diritto anche dei ricchi di fare politica ma, dato chenon è il medico che ha ordinato ad un imprenditore ricco di fare politica, deveessere una scelta consapevole, e se è tale deve sapere di dover rinunciare aqualcosa se vuole perseguire nella sua vita il desiderio di svolgere attivitàpolitica. Penso a Colin Powell, che è stato Segretario di Stato e pare abbiaperso metà del suo patrimonio nel momento in cui ha deciso di entrare inpolitica; penso a Donald Rumsfeld, Segretario alla difesa, che pure ha conclusola sua attività politica con una perdita patrimoniale che aveva messo in contoe si dice che lo stesso George Bush abbia avuto un risultato simile.

Di fronte a questa situazione faccio fatica ad accettare i richiami che sonovenuti dall'onorevole Bocchino il quale afferma che c'è solo un giudice:l'elettore. No, signori! Forse l'elettore americano è meno importante, haminore capacità critica dell'elettore italiano o forse quest'ultimo ha piùcapacità critica di quello francese, tedesco o inglese? No! Siamo noi chedobbiamo regolamentare il conflitto di interessi. E mi preme ricordare che ilParlamento europeo definisce il conflitto di interessi come una violazionegrave del Trattato costitutivo dell'Unione europea proprio perché è unattentato all'esistenza stessa dell'Europa e alle ragioni che sono a fondamentotanto del mercato comune che della stessa Costituzione europea.

Vorrei, inoltre, ricordare che il decalogo presentato dall'Italia dei Valori,che leggo rapidamente, stabilisce: definizione del conflitto di interessi comesituazione nella quale un soggetto può favorire i propri interessi privati;portata costituzionale del conflitto di interessi italiano come lesione gravedei principi fondamentali dei primi 11 articoli della Carta costituzionale;incostituzionalità manifesta delle leggi in cui il soggetto titolare difunzioni di governo autoregoli le proprie situazioni di conflitto; presunzionedi incostituzionalità dei provvedimenti normativi approvati in conflitto diinteressi; sanzioni di invalidità delle nomine dei provvedimenti in conflittodi interessi; ineleggibilità.

Ricordo, a tale proposito, che il conflitto di interessi nel programma dellacoalizione - è un richiamo ai colleghi della maggioranza - è regolamentato inmodo molto dettagliato, distinguendo tra partecipazioni rilevanti e nonrilevanti, prevedendo solo per queste ultime il ricorso al blindtrust. È evidente, infatti, che se siaffidano dei titoli o delle azioni a un blind trust non sorge alcun problema, ma se si è in presenza dipartecipazioni rilevanti, tali da non poter «scomparire» né in un blindtrust né in un blind trust «mondiale», è necessario agire in modo diverso.
Il programma dell'Unione, di conseguenza, ha previsto in modo specifico edisciplinato tale ipotesi e non possiamo rispettare il programma solo quando ciconviene.

In conclusione, gli ultimi tre punti del decalogo presentato dall'Italia deiValori sono: sanzione del conflitto di interessi anche come freno allo sviluppodei mercati internazionali; consapevolezza della dimensione transnazionale delconflitto di interessi e, infine, altri due elementi che proponevano ilpotenziamento delle Autorità antitrust ed altro.

Sono consapevole che in una coalizione è necessario, comunque, giungere ad unamediazione, quindi non mi aspetto che tutti questi elementi possano essereaccettati. Credo, tuttavia, che si possa migliorare. A tal proposito abbiamopresentato una serie di emendamenti, proprio perché non possiamo trascurare ilfatto che il conflitto di interessi è presente anche nei piccoli comuni.

Una proposta emendativa, ad esempio, è di estendere l'articolo 2391 del codicecivile anche agli amministratori pubblici affinchè dichiarino, in modotrasparente, il loro stato di conflitto di interessi, si astengano dalpartecipare a quelle delibere e, in caso di inadempienza, scattino anche perloro delle sanzioni penali. Nell'ordinamento sono presenti queste ed altrenorme.

In merito a quanto ho detto sull'ineleggibilità, ribadisco che non possiamochiedere ai consiglieri comunali e a quelli provinciali di non candidarsi sesono stati condannati, mentre accettiamo che ciò avvenga per i parlamentari. Èun problema di etica molto più generale, ma è un problema concreto.

Mi auguro che, prima di giungere al voto finale, molte delle proposte delgruppo dell'Italia dei Valori, presentate attraverso emendamenti, possanoessere accolte dall'Assemblea affinché il conflitto di interessi sia risoltoalla radice e non sia «rincorso» quando gli atti e i danni si sono già compiuti(Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

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