valore-impresaMisure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese.

Questioni di fiducia

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlareper dichiarazione di voto il deputato Borghesi. Ne ha facoltà.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, signorirappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, il gruppo dell'Italia deiValori voterà la fiducia al Governo.
Voteremo a favore del provvedimento in sé perché riteniamo che leliberalizzazioni siano uno dei punti principali del programma di questoGoverno. Non mi soffermerò sullo specifico del provvedimento, salvo qualcherara puntualizzazione.

Ieri il centrodestra contestava la legittimità di alcune disposizioni,contenute nel provvedimento, riguardanti la scuola. Cercherò, spiegandone ancheil motivo, di fare comprendere ai colleghi del centrodestra come leliberalizzazioni interessino direttamente il settore scolastico. Tuttavia,quello che mi preme maggiormente porre in rilievo è il tema delleliberalizzazioni in sé.

Esiste un indice importante per comprendere lo stato della democrazia in unpaese. Tale indice è quello della mobilità sociale: dove c'è mobilità sociale,c'è democrazia; dove tale mobilità è impedita, ostacolata o rallentata, lademocrazia si riduce. Durante i cinque anni del Governo Berlusconi la mobilitàsociale si è fortemente ridotta e il passaggio da una classe sociale più bassaad una più alta è stato rallentato.

Al di là del fatto di chiamarsi Casa delle libertà e di dichiarare di essere ilGoverno delle liberalizzazioni, il precedente Esecutivo di liberalizzazioni nonne ha fatta neanche una.

GIACOMO BAIAMONTE. Bugie!

ANTONIO BORGHESI. Si è trattato di una pura esemplice dichiarazione demagogica. Dico ciò perché ho la sensazione che, inseno al gruppo di Forza Italia e, in generale, delle forze politiche facentiparte del centrodestra, non molti abbiano letto quanto ha scritto chi èconsiderato uno dei maestri del liberalismo, Tocqueville, e, conseguentemente,pochi abbiano compreso fino in fondo quali sono i principi della società edell'economia liberale.

In Europa, il gruppo dell'Italia dei Valori appartiene alla famiglia deiliberali e dei democratici, ed io personalmente sono di formazione liberale.Proprio per tale motivo, ritengo che anche le piccole liberalizzazioni - ciaspettiamo che il Governo proceda nel cammino intrapreso, realizzandone altre inaltri settori dell'economia - servano a realizzare il principio di pariopportunità, che è poi l'essenza del pensiero liberale.

Se riusciremo a realizzare tale principio, se cioè consentiremo a tutti dimuoversi liberamente nel contesto economico del paese e quindi consentiremo adognuno di modificare il proprio statussociale proiettandosi verso classi sociali più elevate presenti nellastratificazione della società, realizzeremo davvero il pensiero liberale. Talipari opportunità le realizzeremo se elimineremo o se ridurremo gli ostacoli cheimpediscono alle persone di svolgere le attività che corrispondono alle loroaspirazioni. Tutte le volte in cui invece vigono regimi autorizzatori si vacontro il principio delle pari opportunità. In particolare, quando si riponenelle mani di un solo soggetto la discrezionalità di decidere - magari con lascusa di verificare i requisiti di competenza professionale di una persona - sequalche altro soggetto può o meno fare qualcosa, si crea un meccanismo dove siannida la corruzione.

Inoltre, tale meccanismo non garantisce mai realmente il rispetto dei requisitidi competenza necessari, perché quel soggetto li ha acquisiti in un altrocontesto e sono già certificati. Per venire dall'aeroporto uso quasi sempre iltreno ed una mattina, mentre discutevamo in aula, qui davanti si è svolta unamanifestazione di protesta da parte dei rappresentanti delle autoscuole. Suquel treno c'erano parecchi di questi rappresentanti che stavano arrivando allamanifestazione e, naturalmente, chiacchieravano dei loro problemi. Laprincipale preoccupazione era che la loro autorizzazione, che prima potevavalere trecento, indipendentemente dal reale valore aziendale, dal contenuto edalla capacità dell'imprenditore, dopo la liberalizzazione probabilmentesarebbe valsa trenta. Invece, un'azienda deve valere per la sua capacità e perquella dell'imprenditore, non perché qualcuno, magari dietro pagamento, haconcesso l'autorizzazione anche se non c'erano i requisiti o se gli stessi nonerano molto validi. Quindi, questo è uno dei temi: togliere gli ostacoli epermettere al mercato di esplicarsi.

Credo, invece, che il passato Governo abbia difeso i potentati economici, lesituazioni di oligopolio o di monopolio; ma, d'altronde, quando il Presidentedi quel Governo è il primo oligopolista di questo paese, penso che non siadifficile immaginare che ciò sia avvenuto. Quel Governo aveva difeso leconcessioni dei servizi pubblici perché in quel caso non c'era mercato. Anchein questo decreto abbiamo degli interventi che avranno degli effetti profondisui costi dei servizi che i cittadini utilizzano, così come avviene già ogginel calcolo dei pedaggi dei concessionari autostradali e ancor più nellarealizzazione di un servizio così rilevante, necessario e importante per ilnostro sviluppo economico come l'alta velocità. Infatti, l'aver attuato questointervento permetterà di realizzare...

PRESIDENTE. Le chiedo scusa,onorevole Borghesi. Chiedo ai colleghi al telefono di parlare a voce bassa,perché si sente tutto e si disturba perfino l'oratore.

ANTONIO BORGHESI. È così, ma comunque io vadoavanti, Presidente.

Voglio ricordare che, con il metodo della difesa dei potentati economici e diquei concessionari di servizi che sfuggivano e sfuggono al mercato, il costoera passato dalla media europea di 8-10 milioni di euro a chilometro a 40-45milioni di euro, cioè era aumentato di quattro volte. Di conseguenza, seriusciremo ad avere - grazie a questo intervento, anch'esso di liberalizzazione- tratte ad alta velocità a costi più bassi, vuol dire che pagheranno di menoquelli che utilizzeranno quel servizio ed anche i trasportatori. In futurooccorrerà fare un calcolo anche di quanto costeranno meno i pedaggi autostradalirispetto alla generosità del passato perché - non dimentichiamolo mai - il 70per cento del trasporto delle merci in questo paese avviene sulla strada e,quindi, anche a carico delle imprese. Voglio terminare chiedendo al ministroBersani, che è presente in aula, non solo di andare avanti in modo poderoso suquesto piano, ma anche di essere meno indulgente rispetto a movimenti di piazzache sono fomentati da alcune parti politiche e che ci riportano alla vicendadei taxi.

Le poche volte che utilizzo mezzi diversi da quelli pubblici - ad esempio, perandare all'aeroporto - non prendo il taxi perché costa di più di prima e,soprattutto, costa molto di più delle auto di noleggio pubblico. Ciò adimostrazione del fatto che, laddove ci sono meno vincoli autorizzatori esistemi di autorizzazioni amministrative, come nel noleggio con conducente, icosti possono essere più bassi. Difatti, la lobby dei tassisti fa pressione contro la liberalizzazione del mercato, cheè contenuta anche in questi decreti.

Come ultima considerazione, per quale motivo le liberalizzazioni riguardanoanche la scuola? In questo modo si pone rimedio, attraverso l'interventoprevisto dall'articolo 13, ad un sistema che impediva la mobilità sociale.Imporre ad un ragazzo di dodici anni di decidere del proprio futuro costituisceun modo per ostacolare la mobilità sociale, perché è evidente che non sarà luia decidere, ma i suoi genitori, che, a seconda della condizione economica,saranno costretti a fare determinate scelte.

Come risultato, lo «scemo ricco» potrà continuare a seguire il proprio percorsodi studi, mentre il «povero intelligente» sarà costretto a scegliere un lavorodi minore significato e valore sociale.

Per tutti questi motivi, signor Presidente, l'Italia dei Valori voterà lafiducia al Governo e a questo provvedimento (Applausi dei deputatidel gruppo Italia dei Valori).

Esame ordini del giorno

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlaresull'ordine dei lavori il deputato Borghesi. Ne ha facoltà.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, vorreisoltanto riproporre un'osservazione da me già svolta in passato, ma non ancorarecepita. Vorrei cortesemente chiederle di dare disposizioni affinché gliuffici incaricati di redigere il testo delle dichiarazioni di inammissibilitàpossano indicare prima del numero dell'emendamento (in questo caso lasituazione è peggiore) o dell'ordine del giorno la pagina del fascicolo in cuisono pubblicati. Ciò permetterebbe a noi deputati di seguire meglio le sueindicazioni. La ringrazio.

PRESIDENTE. Grazie a lei. Sebbenegli ordini del giorno siano riportati nel fascicolo secondo il loro ordinenumerico, accoglieremo il suo suggerimento.

 

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