prodiDiscussione sulle comunicazioni del Governo

È iscritto a parlare l'onorevole Borghesi. Ne ha facoltà.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, colleghee colleghi, mi rivolgo comunque al Presidente del Consiglio anche se in questomomento non è presente in aula.

Presidente Prodi, ho letto con molta attenzione le dichiarazioni da lei resel'altro giorno al Senato, ho anche riletto le dichiarazioni da lei rese aquesta Camera quando si presentò nove mesi fa e ho riflettuto su quantoavvenuto in questo scorcio di legislatura.

Come allora, il gruppo dell'Italia dei Valori le rinnova il pieno appoggio, neltentativo di andare avanti per affrontare i bisogni del paese. Siamoconsapevoli che si è trattato di una crisi politica, che potrebbe ripresentarsise per il futuro non dovesse prevalere il senso di maturità e diresponsabilità, che non tutti i componenti della coalizione fin qui hannosempre dimostrato di avere.

Mi riferisco a quei membri del Governo e a quei parlamentari che hanno ritenutodi scendere in piazza contro il Governo del quale facevano parte o chesostenevano, realizzando così un paradosso unico al mondo nei paesidemocratici. È un vero peccato, perché le pillole più amare, necessarie permettere in carreggiata il paese dopo cinque anni di una politica che hagravemente deteriorato tutti gli indicatori economici, sono state somministrateed il quadro economico generale, grazie anche a quegli interventi, sta volgendoverso migliori prospettive.

Tuttavia, vi sono elementi di criticità che lei, signor Presidente delConsiglio, ha ritenuto di individuare nei dodici punti prioritari e nonnegoziabili per il rilancio dell'azione di Governo. Solo alcuni di essi hannoavuto una sottolineatura nel suo intervento, mentre su altri - che per noidell'Italia dei Valori rappresentano punti irrinunciabili - non si è dettonulla, salvo qualcosa in sede di replica, mi auguro solo per questioni dibrevità.

Mi riferisco in primo luogo ai temi della tutela dei consumatori e delleliberalizzazioni. Tali questioni si riallacciano in realtà a quella piùgenerale della risoluzione del conflitto di interessi, sulla quale siamo fermi. È un vero e proprio tarlo, che «mangia» il sistema adogni livello, anche a quello locale. Infatti, è nel conflitto di interessi chealligna la corruzione, la concorrenza sleale, il prevalere dell'interesseparticolare su quello generale, della raccomandazione sul merito.

Quasi il 50 per cento delle nostre banche quotate ha imprenditori nonfinanziari come azionisti di riferimento. Tale fatto è alla base di incrociproprietari tra banche e industria, moltiplica presenze oligarchiche neiconsigli di amministrazione, accentua le operazioni bancarie verso particorrelate.

Non possiamo accettare che banchieri con gravi condanne per bancarottafraudolenta e preferenziale, ancorché non definitive, possano con semplici deliberedi assemblea tornare in sella come se niente fosse, alla faccia della tuteladei consumatori.

Non possiamo accettare che non esistano regole per incompatibilità eincandidabilità anche e soprattutto per gli eletti in Parlamento, inparticolare per quelli condannati con sentenza passata in giudicato.

Noi dell'Italia dei Valori abbiamo presentato una proposta di legge che dàrisposta a qualcuno di questi problemi: ci aspettiamo che lei la faccia sua el'appoggi.

Anche le liberalizzazioni vanno portate avanti rapidamente in campo energeticoe, in generale, nei servizi pubblici; devono comunque essere vereliberalizzazioni, nell'ambito delle quali non si ceda al corporativismo, aiprivilegi e alle minacce di azioni di piazza alimentate da ben individuatisettori politici.

Infine, a proposito della riduzione dei costi della politica, non possiamosottacere che non siamo soddisfatti di come le cose siano andate sin qui. Nonpuò esistere equazione tra costi della politica e costi della democrazia. Èvero che un tema come questo non può essere affrontato in modo demagogico, manon possiamo pensare di chiedere sacrifici ai cittadini e nessun sacrificio aiparlamentari.

Italia dei Valori ha presentato una proposta di legge per sospendere fino al 2011 il meccanismo di adeguamento automatico delle nostre indennità: signorPresidente, faccia sua questa proposta e si spenda per l'approvazione.

Non possono essere ascritti ai costi della democrazia i 600 milioni di euro dicontributi che lo Stato paga ogni anno alla stampa di partito, compreso il mio:noi siamo pronti a rinunciarvi subito. Non possiamo accettare che gli entilocali moltiplichino le società a partecipazione mista, prive di controllo sulnumero dei consiglieri e sulla loro remunerazione; che consiglieri comunali eprovinciali abbiano trasformato surrettiziamente i gettoni di presenza in veree proprie indennità sostitutive di un normale lavoro e che sindaci ed assessorimoltiplichino incarichi e relative indennità. Anche su questi temi avevamotrovato un accordo di maggioranza in sede di esame della legge finanziaria, manon si sa come e perché queste misure non sono state riprodotte nelmaxiemendamento del Governo.

Non possiamo accettare che si intervenga sul sistema pensionistico e non sullepensioni dei parlamentari; recenti inchieste sono state impietose nelrappresentare la situazione, così come è vergognoso che ex parlamentari, condannati in via definitiva o conpatteggiamento per reati di corruzione, concussione, appropriazione indebita ereati contro la pubblica amministrazione, percepiscano da più di dieci annilaute pensioni, anziché essere espulsi per indegnità dalla comunità politica.

Sarà anche demagogia ma chi, come me, non vive nel mondo dorato del Palazzo eha sempre vissuto e continua a vivere in mezzo alla gente sa bene quanto icittadini siano sensibili anche a semplici misure come queste ed alla realeriduzione di auto blu e scorte.

Signor Presidente del Consiglio, mi auguro che nella replica ella vorrà darcirassicurazioni in merito essendo comunque evidente che con lealtà - la stessadimostrata in questi mesi - l'Italia dei Valori continuerà a darle un appoggiopieno e convinto, consapevole che in questo momento, al di là di questoGoverno, c'è solo il baratro, specie per i soggetti più deboli [Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori e UDC (Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro)].

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