Il Ministro Tremonti, a nome del governo, è intervenuto in aula sulla situazione in Grecia e su come fronteggiarla. Sono intervenuto sottolineando che quanto argomentato dal Ministro era tuttavia insoddisfacente, particolarmente con riferimento alla conseguenze poer l'Italia. Ecco il testo:

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’onorevole Borghesi. Ne ha facoltà.
ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, signor Ministro, colleghe e colleghi, se il Presidente Buttiglione non mi interrompe, affermando che vado fuori tema, mi verrebbe da iniziare così: « Cantami, o Diva,del Pelide Achille l’ira funesta, che infiniti addusse lutti agli Achei ». Credo infatti che i lutti di ieri siano probabilmente solo l’inizio di lutti ben maggiori che dovremo contare alla fine di questa vicenda. Signor Ministro, vi è un’agenzia Reuters di qualche ora fa, che riporta che i CDS a cinque anni sui titoli del tesoro greco sono saliti a 873 punti base, da 844, dal che si deduce che viene scontata una probabilità implicita di default del 50 per cento. Sono tre le considerazioni che mi vengono da fare sul suo intervento, che giudico peraltro insufficiente, perché mi aspettavo qualche cosa di più anche con
riguardo al nostro Paese e le dirò che cosa mi aspettavo che lei ci dicesse. La prima è che, benché il mio gruppo abbia deciso comunque di appoggiare questi aiuti, mai come in questo caso ho avuto delle forti riserve, perché l’aiuto in questo caso potrebbe risolversi in un premio alla speculazione. Gli speculatori (gli hedge fund), che si sono riuniti, come è noto, all’inizio dell’anno proprio per preordinare un attacco combinato all’euro attraverso i CDS e i future sui titoli di Stato e probabilmente anche contro le obbligazioni del debito pubblico dei Paesi europei più rischio, rischiano a loro volta di essere premiati per la loro attività speculativa. Mi chiedevo allora se un default, in qualche modo controllato, della Grecia non avesse avuto effetti tutto sommato non diversi sul piano interno per quanto riguarda la popolazione, che certamente subirà comunque effetti devastanti, ma magari avrebbe avuto effetti maggiormente positivi per un ritorno più esteso e più rapido della Grecia ad una situazione migliore. Voglio ricordare che l’Argentina oggi ha un debito pubblico che è il 40 per cento del PIL ed ha incrementato fortemente, quadruplicandole, le sue riserve auree dopo il default. Certo vi è anche chi nel default ha pagato e vengo ora al secondo punto che mi preme sottolineare, perché fondamentalmente tra coloro che, se la Grecia andasse in default, pagherebbero vi sarebbe naturalmente una serie di banche, e non tanto quelle italiane che, come noto, hanno una esposizione che è intorno ai 5 miliardi nei confronti della Grecia, ma soprattutto le banche francesi e tedesche che, come sappiamo, si muovono su ordini di grandezza ben maggiori (parliamo di 45-50 miliardi per la Francia e di 35-40 miliardi per la Germania). Ecco allora il secondo punto: davvero abbiamo fatto qualcosa in questo anno di crisi per imporre alle banche dei paletti ed impedire che diventino gli strumenti per attaccare via via i Paesi più a rischio, quelli più deboli ? In Italia abbiamo fatto abbastanza ? Non credo, signor Ministro, che lei abbia fatto abbastanza per controllare la gestione delle banche, che sono i veri poteri forti della nostra economia in questo momento, al punto che talune misure, che a volte anche l’opposizione ha suggerito (misure piccole, come un semplice indicatore che permette di confrontare i prestiti in modo reale e di non lasciare il mercato così opaco), sono state rifiutate dal Governo in termini di applicazione. Credo che il sistema bancario e finanziario sia realmente il secondo punto su cui l’Europa – e, se non opera insieme ad essa, l’Italia per quanto ci riguarda – renderà più agevole il fatto che quella speculazione, che oggi attacca la Grecia, poi attaccherà anche noi. Vi è poi un terzo punto, e le chiedo qualche secondo ancora per poterlo illustrare. Lei, quando si sono tenuti gli incontri tra Fondo monetario e Banca mondiale, è apparso contento circa il fatto che tutto sommato il nostro avanzo primario dovrebbe essere del 4 per cento nei prossimi anni, più o meno come quello della Germania. Ma poiché nella storia degli ultimi venti anni esso è stato attorno al 2 per cento, la differenza del 2 per cento equivale a 20-25 miliardi all’anno in più: mi sarebbe pertanto piaciuto che lei ci avesse detto come immaginava di recuperare tali risorse nel nostro Paese, posto che i consumi intermedi anche quest’anno sono aumentati di ben 6 miliardi anziché essere ridotti come lei ci aveva promesso un anno fa (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). PRESIDENTE. Onorevole Borghesi, voglio rassicurarla che raramente Omero è fuori tema.

Commenti   

#3 adriana zanese 2010-05-12 13:59
Condivido il tuo intervento che ho ascoltato in diretta a radio radicale.
Un caro saluto. Adriana Zanese
#2 Raffaella Manzo 2010-05-11 14:54
Articolo molto interessante. Ora occorrerebbe sapere che cosa i cittadini possono fare, dire chi sono i csd (cosiddetti) speculatori (gli hedge fund), svelare i meccanismi opachi delle banche! Grazie! :sad:
#1 gianluca 2010-05-11 13:12
Questa e´la prima volta che scrivo sul blog! Abito in Germania da circa 5 anni per lavoro ma sono un iscritto IDV da 10!
Qui in Germania si ha l´impressione infatti che l´aiuto che la Merkel vuole concedere alla Grecia nasca piu´dall´esigenza di tutelare quelle banche coinvolte nella crisi greca che non quella di difendere la nostra moneta unica , cioe´l´euro!
L´hanno sicuramente capito gli elettori della Nordrhein Westfalen che domenica hanno perentoriamente bocciato il percorso politico effettuato negli ultimi tempi dal governo Merkel, teso piu´a tutelare gli interessi delle banche tedesche che quello dei cittadini!
Ciao da Düsseldorf

Gianluca Mugnai

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