Si è avviata oggi la discussione su un provvedimento di legge che prevede che gli ordini professionali possano elevare sino al 5% il contributo a carico del cliente, destinato a rimpinguare le casse esangui delle Casse di Previdenza degli Ordini professionali. Il motivo è che le Casse non ce la fanno più a sostenere le pensioni dei professionisti percipienti, che in passato hanno versato poco o nulla ed oggi pretendono pensioni che non hanno più nessun legame con i contributi versati. Maggioranza e opposizione(tranne Idv) hanno avuto una bella pensata: “Invece di aumentare i contributi ai professionisti facciamoli pagare ai clienti”.
Detto fatto. Ecco il testo del mio intervento:
Vi sono svariati modi per mettere le mani nelle tasche dei cittadini e anche questo è un modo. Che gli enti di previdenza dei professionisti avessero problemi è cosa risaputa. D'altronde, scorrendo la presentazione del collega Lo Presti alla sua proposta di legge si ritrova più volte il fatto che «non è in grado, in termini di rapporto pensione-reddito professionale, di garantire un'apprezzabile continuità con il reddito professionale percepito al momento della cessazione dell'esercizio della professione» e che «quindi, bisogna prevedere interventi anche legislativi che consentano un incremento della base del calcolo del trattamento pensionistico espresso dai montanti contributivi». Ora non voglio farla eccessivamente lunga e giustamente il collega relatore è entrato in particolari anche molto tecnici di tipo giuridico e delle leggi che hanno interessato le Casse di previdenza, però è evidente che la situazione di queste Casse era una situazione che generava problemi, soprattutto sul futuro. Pertanto, l'idea fra l'altro che il problema finisca nelle tasche dei cittadini è anche richiamato in qualche modo dal collega Lo Presti, quando al termine del suo intervento afferma che l'intervento non avrebbe l'impatto inflattivo, in quanto le prestazioni rese dai professionisti non sono inserite nell'elenco considerato dall'ISTAT, cioè il paniere. In altre parole vuol dire: aumentiamo a carico dei cittadini - in questo caso dei clienti dei professionisti - gli importi da pagare, però non preoccupiamoci perché non genereranno inflazione. Tuttavia, ciò non toglie che per quei cittadini l'intervento si traduca in un aumento di ciò che essi devono pagare agli avvocati, come a tutti gli altri professionisti. Dunque a me pare che, tanto più in un momento come quello attuale, sia inaccettabile l'idea di far pagare ai cittadini e ai clienti la sistemazione delle posizioni pensionistiche dei professionisti, perché le loro Casse non ce la fanno. È vero che alcuni hanno cambiato già il sistema e sono passati da quello retributivo a quello contributivo, alcuni anche con la capitalizzazione, però se l'intervento si doveva fare, e posto che si tratta di un intervento che serve a dare beneficio ai professionisti, è evidente che ci si doveva preoccupare di far sì che fossero essi stessi ad essere i protagonisti della sistemazione del loro sistema pensionistico aumentando i contributi a loro carico. Ciò soprattutto in un'area che - per carità - varia da categoria a categoria ma, nella quale, come è noto, l'evasione fiscale non è che sia proprio assente. Quindi ci sono casi, e non sono pochi, di professionisti che percepiscono trattamenti pensionistici che poco hanno attinenza con il reddito dichiarato ma, forse, perché quel reddito dichiarato non è stato in molti casi neppure un reddito veritiero con riferimento gli aspetti fiscali. Pertanto a me pare che sia sbagliato un intervento di questo genere. Sono anni che questo problema si pone. Posso ricordare un intervento: allora l'onorevole Maroni non era a capo del Ministero dell'interno ma si trovava al Ministero competente in questa materia, e ricordo che dichiarava di temere che le Casse non facessero quanto necessario confidando che nel momento del bisogno sarebbe stato lo Stato a salvare la previdenza obbligatoria. Tuttavia, il Ministro del welfare - si legge nei testi - assicurava che ciò non sarebbe accaduto. In effetti ciò non succederà nel senso che non è lo Stato ad intervenire. Tuttavia per particolari categorie, come quelle dei giornalisti, è sufficiente ricordare anche interventi che si sono verificati in quest'ultima legislatura con circa 10 milioni di euro di contributi buttati là sui prepensionamenti. Quindi non è vero che lo Stato non interviene: anche lo Stato è intervenuto, ma la dimostrazione è che, alla fine, da anni, ci sono interventi, ad esempio da parte di soggetti che si occupano di bilanci, che evidenziano l'opacità che presentano molti bilanci delle Casse di previdenza dei professionisti. Tali interventi spingono, o vorrebbero spingere - e di questo avrei voluto vedere qualche effetto all'interno del provvedimento in oggetto - per rendere quei bilanci leggibili, per far capire realmente come sono stati utilizzati quei denari. Ci sono Casse che hanno investito male perché hanno investito in titoli che sono poi crollati con la crisi finanziaria; ora non noi, ma i clienti di questi professionisti, vengono chiamati a pagare gli errori compiuti da chi ha gestito quelle Casse. Forse era necessario intervenire con maggiori controlli, più direttamente per far sì che fossero gli stessi beneficiari ad intervenire in modo più diretto e più completo, visto che si tratta delle pensioni del futuro. Vorrei anche leggere qualcuno che diceva: ben vengano gli inviti alle Casse dei liberi professionisti ad attuare rigorose revisioni normative e ad impostare politiche di bilancio tali da mettere al riparo le categorie dagli effetti di maturazione dei regimi, l'implacabile virus a causa del quale, riducendosi il numero dei contribuenti e aumentando quello delle pensioni, vanno in crisi irreversibile i modelli di solidarietà fondata sulla ripartizione. Ho letto questo passo, perché era contenuto in un articolo scritto nel 2003 dal nostro relatore, l'onorevole Cazzola, che ora peraltro ha un po' cambiato parere. Infatti egli ha dato la disponibilità ad un intervento che, anziché ricadere su coloro sui quali dovrebbe ricadere, è volto a prelevare direttamente i quattrini dalle tasche dei cittadini. Per questi motivi, l'Italia dei Valori, non sarà favorevole e voterà contro il provvedimento in oggetto.

Commenti   

#1 Vincenzo Chiusolo 2010-05-04 02:14
Come consuetudine questo articolo lo pubblicheremo sul forum IDV.

http://italiadeivalori-forum.it/board/showthread.php?248-Avvocati-e-pensioni&p=596#post596

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