finanziariaPRESIDENTE. Constato l'assenza del deputato Pertoldi, iscritto a parlare; si intende che vi abbia rinunziato. È iscritto a parlare il deputato Borghesi. Ne ha facoltà.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, colleghe e colleghi, si sta concludendo l'iter del disegno di legge finanziaria iniziato nel mese di settembre, circa un mese fa, e nel corso del medesimo qualche forza politica, anche tra i nostri alleati, ha quasi disconosciuto la paternità di questo provvedimento. Noi dell'Italia dei Valori ci sentiamo pienamente genitori del disegno di legge per il suo impianto e perché, naturalmente, a nostro avviso, questa legge finanziaria non rappresenta un intervento a sé stante, rientrando in un quadro più complessivo tratteggiato nel programma dell'Unione per i prossimi cinque anni.


Siamo convinti che il disegno di legge in esame presenti dei difetti ma, in generale, anche alcuni pregi di fondo che consentiranno al nostro paese di riprendere la strada dello sviluppo e, quindi, di affrontare più facilmente negli anni futuri alcune problematiche, come ad esempio quelle relative alle prossime leggi finanziarie, permettendo di recuperare anche quel lieve maggior carico fiscale previsto dalla manovra finanziaria al nostro esame.

Con l'approvazione di questa legge, ci ritroveremo di nuovo a generare quasi un 3 per cento di avanzo primario; avanzo che il Governo precedente aveva totalmente «mangiato», facendo di nuovo aumentare il debito pubblico e, con esso, gli oneri finanziari che paghiamo, inibendo la possibilità di imprimere uno sviluppo al nostro paese.

Il nostro paese si sviluppa se è virtuoso e per essere tale deve, come ogni buona famiglia che vuole pagare i suoi debiti, spendere meno di quanto incassa. Questo è il primo merito di cui avvertiremo gli effetti positivi anche sul piano della credibilità internazionale nei prossimi mesi e nei prossimi anni.

Per l'Italia dei Valori è importante riprendere la lotta all'evasione fiscale, dopo cinque anni di collusione con gli evasori fiscali, perché i provvedimenti che il Governo precedente ha varato in tema di condoni, continui e reiterati, sono stati di fatto interventi collusivi con l'evasione fiscale, con gli evasori fiscali e con quella «non imprenditoria», come io la definisco, che vive nel lavoro nero, nell'economia sommersa e nell'economia nascosta.

La lotta all'evasione fiscale non ha nulla a che fare con il regime poliziesco di cui Berlusconi in quest'aula ha parlato, perché allora dovrebbe egli per primo accusare gli Stati Uniti, da sempre considerati suoi amici, di essere un regime poliziesco. Da trent'anni gli Stati Uniti usano l'informatica e la telematica come strumento per tracciare i redditi, gli incassi delle attività imprenditoriali, per poi colpire duramente alla fine dell'anno: in quel paese, infatti, per evasione fiscale si va in galera, ci si resta e si espia la pena completamente.

Stiamo, pertanto, solo cercando di prendere da quel paese quello che c'è di buono, ad esempio in tema di lotta all'evasione fiscale. Quindi, si tratta di un altro dei pilastri che convince il gruppo dell'Italia dei Valori.

Vi è un terzo pilastro molto importante che adesso, con alcuni emendamenti, sta per essere messo in forse. Per questo, noi chiediamo con forza al Governo di ripensarci, perché alcuni emendamenti, approvati in Commissione, non impediscono l'avvio di quell'azione volta alla riduzione dei costi della politica che noi consideriamo sia un dovere nei confronti dei nostri elettori e che rientra pienamente nel programma di Governo dell'Unione.

Concludo dicendo che a questa finanziaria dovranno seguire immediatamente, a mio giudizio, gli interventi sulle pensioni, sulle liberalizzazioni, ma in modo più sicuro e più forte di quanto non sia avvenuto con il decreto del ministro Bersani.
Preannunzio, pertanto, l'espressione del voto favorevole da parte del gruppo dell'Italia dei Valori sui disegni di legge finanziaria e di bilancio.

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