Avevo scritto questo commento questa mattina prima che l’aula inziasse.
Tutti i nostri parlamentari sono iscritti a parlare sul decreto “Salvaliste” ed utilizzeremo anche l’ultimo secondo concesso per ritardarne l’approvazione. Sappiamo che alla fine il decreto sarà approvato
ma la nostra vuole essere una testimonianza contro coloro che barano, contro coloro che convalidano i gol fatti con la mano o dopo che l’arbitro ha fischiato la fine della partita. Ha detto mons. Mogavero, responsabile della Conferenza episcopale italiana per gli affari giuridici, ai microfoni della Radio Vaticana: ''La democrazia è una realtà fragile che ha bisogno di essere sostenuta e accompagnata da norme, da regole, altrimenti non riusciamo più a orientarci'', se invece ''dovesse essere diretta dall'arbitrio di qualcuno o se dovesse essere improvvisata ogni giorno mancherebbe la certezza del diritto, dei rapporti e delle prospettive''. Ha scritto il costituzionalista Michele Ainis spiega così la norma interpretativa: “il legislatore detta una nuova regola sostenendo che fosse già racchiusa in una regola più vecchia”. In pratica “una frode”. Mario Bertolissi, pure lui costituzionalista, ha argomentato che “A nome di questa moltitudine di senza voce, di tartassati e umiliati, ai sensi del combinato disposto dell’articolo 1, secondo comma («La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione»), e dell’articolo 21, primo comma («Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero...») della Costituzione, dichiaro il mio disprezzo per chi fa strame delle regole fondamentali della convivenza.
E invece “NO”. Il nostro ostruzionismo (unica forza di opposizione a farlo) ha “lavorato ai fianchi” la maggioranza e così, quando è stato il momento di votare il primo emendamento, che sopprimeva il decreto, è andata sotto di 8 voti. Il decreto “salva liste” non c’è più. Al di là degli effetti pratici ciò dimostra che quella maggioranza è molto meno coesa di quanto voglia far apparire. Noi dobbiamo continuamente incalzarla non considerando mai il voto in aula come un fatto scontato.
Poco prima che si facesse il voto determinante per la soppressione del decreto ero così intervenuto nella discussione:
.
ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, Italia dei Valori oggi compie qui una testimonianza (che viene interrotta con la prevaricazione della maggioranza) contro una nuova e più forte coltellata ai principi della nostra Costituzione. È una mortificazione che in quest'Aula si debba discutere, e purtroppo approvare, un provvedimento che cambia le regole del gioco e che ha cambiato le regole del gioco dopo che il gioco era iniziato. Nel dizionario italiano colui che opera scorrettezze al fine di assicurarsi un migliore risultato intenzionalmente, al di fuori o contro le regole, viene definito un baro. Siete dei bari. State giocando con carte truccate. State giocando con i jolly nascosti dentro la manica per truffare tutti coloro che si sono attenuti alle regole (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Io vi chiedo quale mortificazione dia al Parlamento un atto di questo genere.
ANTONIO BORGHESI. Lo chiedo a nome delle centinaia o forse migliaia di famiglie danneggiate dalle trasfusioni di sangue infetto a causa della negligenza dello Stato, e che sono state escluse dal risarcimento dei danni perché hanno presentato la domanda in ritardo, signor Presidente (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Voi state uccidendo quelli che credono nelle regole e che pensano che le regole...
PRESIDENTE. Onorevole Borghesi, il tema che lei sta toccando è molto importante - e lei lo sa bene - però forse sa anche che, per rispetto dello stesso tema, deve attenersi all'argomento per il quale sta intervenendo.
ANTONIO BORGHESI. Presidente, sommessamente accetto le sue argomentazioni, ma io credo che c'entri assolutamente ciò che stavo dicendo, perché è vero che questa è un'altra dimostrazione del fatto che, quando qualcosa serve alla casta della politica e dei politici, allora le regole non valgono più, si possono cambiare, e si possono cambiare dopo che le procedure sono iniziate. Questo è intollerabile perché mina la credibilità della politica (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
Posso parlare, Presidente? (Dai banchi del gruppo Popolo della Libertà si grida: No!).
PRESIDENTE. Scusate colleghi, abbiate pazienza. Non mi sembra proprio un comportamento adeguato. Prego onorevole Borghesi.
ANTONIO BORGHESI. Un atto come questo mina alle radici la credibilità della politica, mina alle radici l'idea che il principio costituzionale di uguaglianza davanti alla legge sia qualche cosa di scritto e scolpito nella nostra Costituzione, e rende in modo assolutamente diseducativo al Paese l'idea che chi è più forte e chi ha le leve del potere in mano possa cambiare le regole a suo piacimento. Signor Presidente, credo che la gente capirà. Noi vogliamo fare questa testimonianza per aiutare la gente a capire che siamo di fronte ad un sopruso, perché quando il Presidente del Consiglio dice che il Governo non ha potere, questo è il potere che vuole: quello di cambiare le regole del gioco a suo piacimento. Noi continueremo a batterci affinché questo non avvenga (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il login o registrati.