Da oggi in aula si discute il vergognoso provvedimento su ciò che io chiamo “illegittimo impedimento”, ennesima legge ad personam per Berlusconi. Trascrivo di seguito il mio intervento:
Ha chiesto di parlare sul complesso delle proposte emendative l'onorevole Borghesi. Ne ha facoltà.
ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, se dovessi dare un titolo a questo mio intervento, lo chiamerei «la legalizzazione dell'illegalità» (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Infatti, il provvedimento in esame, che concerne il legittimo impedimento, rappresenta un'altro dei vari tentativi, dei vari provvedimenti, che hanno costellato la vita politica dell'onorevole Berlusconi, allo scopo di rendere legittimo ciò che è illegittimo, e di rendere legale ciò che è illegale. Farò una panoramica di alcuni degli interventi, che sono stati destinati - come se si trattasse di un punto di riferimento o di una stella polare dell'azione politica di Berlusconi - a rendere legittimo ciò che è illegittimo, e a rendere legale ciò che è illegale. Il Presidente del Consiglio Berlusconi ha fatto ciò non solo quando è sceso in politica, ma anche quando era imprenditore, ed altri hanno agito in politica per suo conto. Vorrei ricordare un provvedimento: il cosiddetto decreto Berlusconi. Esso non è stato realizzato da un Governo Berlusconi, ma da un Governo Craxi, che rese legittimo - sia pure temporaneamente - attraverso un decreto-legge, ciò che la Corte costituzionale aveva dichiarato illegale. Mi riferisco all'irradiazione su scala nazionale di trasmissioni televisive. Il Presidente del Consiglio Berlusconi era, in realtà, dietro a quel politico e a quel Governo che realizzarono quel decreto-legge per rendere legittimo ciò che era illegittimo, e per rendere legale ciò che era illegale. A tale proposito, vorrei ricordare cosa scrisse allora il Presidente Berlusconi al Presidente Craxi. Egli scrisse: caro Bettino, grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità, spero di avere il modo di contraccambiarti. Ho trovato giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei titoli televisivi prima della ripresa, per non esporti oltremisura. Troveremo insieme, al più presto, il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora grazie dal profondo del cuore. Con amicizia, tuo Silvio.
ANTONIO BORGHESI. Ricordo che, in quell'occasione, Craxi non scrisse un'altra letterina, dicendo: caro Silvio non dovevi disturbarti. Tuttavia - come a tutti è noto, e come è stato provato in modo inoppugnabile - dopo quel decreto-legge, dai conti esteri Fininvest, partirono miliardi di lire che finirono su conti esteri riferibili a Bettino Craxi. Questo per aver trasformato in legittimo ciò che era illegittimo e per aver trasformato in legale ciò che era illegale. Infatti, successivamente, la Corte costituzionale dichiarò illegale il citato decreto-legge. Ma non importa.
Intanto si era creato un meccanismo che permetteva a Berlusconi di continuare a comportarsi in modo illegale. Credo che questo sia, in realtà, un file rouge che ha costellato la vita di Berlusconi anche dopo la sua entrata in politica. Che dire del fatto che è stato eletto nonostante una norma del nostro ordinamento lo impedisse? Voglio ricordare la legge dello Stato - la n. 361 del 1957 - che prevede la ineleggibilità in Parlamento dei titolari di concessioni pubbliche di rilevante interesse economico. Ebbene, anche in tale occasione vi fu un giudizio politico con il quale si rese legale ciò che era illegale e legittimo ciò che era illegittimo.
MAURIZIO DEL TENNO. Gli appartamenti!
ANTONIO BORGHESI. Questo è il percorso che costantemente hanno fatto i Governi del Presidente Berlusconi. Ma voglio dire di più. Pensiamo alla cosiddetta legge sul conflitto di interessi, la legge 20 luglio 2004, n. 215, che di fatto ha reso legale il conflitto di interessi che di per sé è illegale. Pensate che se in una società commerciale un amministratore delibera in situazione di conflitto di interesse è passibile di essere penalmente giudicato e colpito. Abbiamo, invece, un Presidente del Consiglio che è in pieno e costante conflitto di interesse, come dimostrano tutte le leggi a cui abbiamo assistito in questi anni. Eppure - e nonostante questo - il conflitto di interessi, secondo questa legge, non esiste. Questo vuol dire che il conflitto di interessi da illegittimo è diventato legittimo, da illegale è diventato legale. Pertanto, siamo davvero in presenza di una situazione strana. Ma che dire del lodo Schifani? Il lodo Schifani fu un'altra legge che mirava, come questo provvedimento, a rendere legittimo ciò che era illegittimo e legale ciò che era illegale. Questo è tanto vero che la Corte costituzionale lo dichiarò illegittimo. Che dire del lodo Alfano? Ancora una volta anche questo provvedimento fu varato con l'idea di rendere legittimo ciò che era illegittimo e legale ciò che era illegale e anche in questo caso la Corte costituzionale lo dichiarò illegittimo. Oggi siamo di nuovo di fronte a un provvedimento sull'illegittimo impedimento, perché anche questo è un provvedimento volto a stabilire un principio contrario alla nostra Costituzione, vale a dire che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Per questo motivo, signor Presidente, noi dell'Italia dei Valori non possiamo che fare un'opposizione dura, completa e totale contro un provvedimento che è contro i cittadini italiani e a favore di qualcuno di potente e della casta. Signor Presidente, voteremo convintamente contro questo provvedimento.

Commenti   

#2 decolle 2010-02-03 10:07
Non riesco a capacitarmi del fatto che non si possa fare nulla, difronte al reiterato, palese tentativo, per altro in diversi casi riuscito, di smantellamento dei principi costituzionali e del corretto vivere civile, denunciato dall on. Borghesi. Gli atti denunciati dall on. Borghesi si dovrebbero configurare in un attentato alla Repubblica Italiana, ed al sistema "democratico" su cui si regge.
Che dire poi della presunzione nell affermare il "diritto" a governare, come se fosse una vincita alla lotteria di stato, quando governare è semmai un "dovere", che va espletato in costante difesa dell interesse generale, ed in particolare delle classi sociali più deboli e comunque finchè i cittadini lo vogliono. Sarebbe aberrante e disastrosa, come in effetti in molti casi lo è, l applicazione del principio per cui il governo, ancorchè scaturito da una forte maggioranza, possa fare ciò che vuole, a dispetto dei principi costituzionali e delle regole comportamentali di un corretto vivere civile e tutto questo per ben cinque anni, avendo quindi tutto il tempo di promulgare e/o modificare leggi che lo renderanno immune dall accusa di qualsivoglia reato commesso durante il suo mandato e che magari avranno contribuito all indebito arricchimento di uno o più dei suoi rappresentanti (ultimo atto, ad oggi, la riduzione delle quote pubblicitarie su reti televisive a pagamento di Sky , a vantaggio di Mediaset e il perdurare del pagamento, da parte della comunità, di diverse decine di migliaia di euro al giorno di sanzione all Europa, per consentire il proseguimento dell attività di rete 4, i cui proventi pubblicitari non vanno certo nella "cassa comune").
#1 zvani37 2010-02-03 09:59
Donadi, De Magistris, Orlando, Borghesi e via, via tutti gli Altri
..................................
sono il futuro dell'I.D.V.-
Ora Di Pietro deve guardare oltre .................
e oltre c'è L 'EUROPA che più che mai ha bisogno di Lui-
Come più volte promesso in TV. dovrebbe togliere il suo nome e lasciare proseguire l'I.D.V. su quel solco da Lui così ben tracciato in questi ultimi anni.
Darebbe più impulso, più stimolo,
e più slancio a Tutti noi e a TUTTI i giovani dell'I.D.V.
non credi?-

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