Oggi il Ministro Maroni ha "informato" la Camera sulla bomba di Reggio Calabria e sui fatti di Rosarno. Ecco il testo del mio intervento, a nome di Idv, nella successiva discussione:

Signor Presidente, signor Ministro, Lei ha esordito dicendo che la migliore risposta dello Stato è stata quella dei 17 arresti di ieri e dei 27 in corso oggi: signor Ministro, la migliore risposta dello Stato è prima, non dopo; la migliore risposta dello Stato è quella di impedire che fatti come quelli di Rosarno si verifichino, non di intervenire dopo!
Per tre giorni, vi è stata a Rosarno la sospensione dello Stato di diritto e della legalità,

e Lei non può togliersi il problema e fare lo scaricabarile, e darne la colpa a qualche centinaia di poveracci disgraziati che stavano in quel posto nelle condizioni in cui stavano, o alla regione, perché Lei deve assumersi per primo la responsabilità politica! La verità è che i successi di cui si parla, e del cui merito lei cerca di appropriarsi, vanno principalmente ascritti alle forze dell'ordine che sono su quel territorio, che stanno in trincea e in prima linea insieme ai magistrati, e non a caso sono loro che sono stati i primi ad essere colpiti; e non è merito di chi siede nel Ministero qui a Roma. Ed allora vorrei dire che vi sono dati drammatici che vanno ricordati. Va ricordato un rapporto terrificante, se volete, di Medici senza frontiere, che dice: il 72 per cento degli immigrati impiegati in agricoltura in quelle zone è privo di permesso di soggiorno; il 65 per cento degli immigrati stagionali vive in strutture abbandonante; il 55 per cento dorme per terra, e il massimo che percepisce sono 25 euro al giorno quando va bene. Il 64 per 100 di essi non ha accesso all'acqua potabile, il 62 per cento non ha accesso ai servizi igienici, e nella più totale mancanza di igiene contraggono infezioni all'apparato respiratorio (13 per cento), che portano a gravi complicazioni polmonari, a malattie osteomuscolari (22 per cento), a pesanti gastriti, ed in molti casi a scabbia e tubercolosi. Il 75 per 100 di quei poveracci non accede ai servizi sanitari di base; il 71 per cento non ha tessera sanitaria, e non va a cercare l'assistenza, perché la paura di essere denunciati e l'assenza di ambulatori che applichino il codice STP in molte regioni impedisce loro di ricorrere ai servizi pubblici.
Signor ministro, la verità allora è che in Italia vi sono tante discariche di rifiuti urbani abusive, ma vi sono purtroppo tante discariche di esseri umani; e voi avete trattato meglio le discariche di rifiuti urbani di quanto non abbiate saputo fare con le discariche di esseri umani che sono presenti nel nostro territorio.

PRESIDENTE. La invito a concludere.

ANTONIO BORGHESI. Ed è quindi su questo che vi sono le responsabilità del Ministero! Ed il fatto di ieri, di fronte a tale questione, di non saper dare nemmeno a questa gente, a queste persone, a quelle regolari che sono più di 4 milioni in Italia, l'aspirazione alla cittadinanza, l'aspirazione a vedere che i propri figli, nati qui e che vivono con italiani, siano italiani per il diritto di suolo, è una risposta sbagliata, ed è una risposta che potrà portare solo altre cento e mille Rosarno nel nostro Paese (Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori e Partito Democratico)!

Commenti   

#2 claudiacolt 2010-01-14 09:29
Loro con la parola "sicurezza "hanno creato nella gente che li segue ( mi chiedo sempre il perche)questa spinta e questo consenso agli interventi xenofobi ma non il dubbio del perche' intervengano sempre dopo e a sproposito ,dimenticandosi, o ancora meglio ignorando, che esiste un principio detto "civilta
" che non e' solo una parola vuota ma dovrebbe permeare tutte le societa' democratiche dando delle regole di vita e di rispetto per tutti
#1 giacomo 2010-01-13 21:05
sono un quattordicenne, le sue parole sono giuste e vere.
Le faccio i complimenti perchè voi dell'IDV facendo questi discorsi, riuscite a dare ancora una speranza a noi giovani per un futuro in una Italia corretta e giusta.

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il login o registrati.