"Signor Presidente, signori Ministri, colleghe e colleghi, penso che oggi al banco del Governo manchi un Ministro, il Ministro Tremonti, che ha molto a che fare con la vicenda di cui stiamo discutendo, poiché ne rappresenta l'inizio ed anche la fine." Così ho iniziato il mio intervento su questa nuova "legge sui precari"

...quando il Ministro Brunetta è partito con la crociata contro i dipendenti pubblici che sarebbero tutti «fannulloni» (ma io definisco Brunetta il «Ministro con il rinculo», perché prima parte con la crociata, poi torna indietro e adesso ha detto che ritornerà in avanti, quindi staremo a vedere), gli ha risposto il Ministro Tremonti con le banche...A ciò risponde quindi il Ministro Brunetta con il colpo di Stato delle élite e finalmente, in questa singolar tenzone tra i Ministri Brunetta e Tremonti (e spero che l'arbitro non sia il Presidente del Consiglio Berlusconi, che è quello che ne spara più di tutti e più degli altri due Ministri messi insieme), arriva il Ministro Tremonti con la storia del posto sicuro. … È una vergogna che un Ministro sempre liberista, che ha aiutato gli evasori fiscali con lo scudo e che è all'origine del taglio di 8 miliardi che oggi costa un sacco di licenziamenti tra i precari della scuola, il giorno prima se ne esca così: signor Presidente, parlare di posto sicuro è una presa in giro di tutti i precari che saranno licenziati! … Ma quando poi avete deciso dove andare a colpire, non siete andati a colpire i forti o le lobby di questo Paese, non siete andati a colpire, ad esempio, i costi della politica o i posti delle società pubbliche e delle società partecipate dagli enti locali, nelle quali sono presenti un sacco di posti assurdi che sono i posti della politica e di gente magari trombata alle elezioni che poi vive grazie proprio a quei posti! Lì dovevate tagliare gli otto miliardi, non licenziando i precari della scuola. …. E non dite che l'avete fatto per avere più efficienza, perché questa è un'altra gigantesca balla: non si ottiene più efficienza con meno ore di insegnamento e più alunni per classe. Questo è esattamente il contrario di quello che si deve fare. … Avete creato una lotta tra poveri che porterà molti precari assolutamente al di fuori di qualunque possibilità di sopravvivenza, e per alcuni di questi, per quelle decine di migliaia che altrimenti non avrebbero avevo avuto alcuna possibilità, adottate un intervento «tampone» che durerà per un po', che renderà, forse, per loro meno grave il licenziamento, ma sempre di licenziamento si tratta. … Le disparità di trattamento presenti in questo decreto-legge sono evidenti. ….. Anche riguardo all'articolo 53, che prevedeva la ricostruzione della carriera dopo l'immissione in ruolo, avete compiuto una disparità, ancora una abrogazione parziale. …. la norma non vale per il personale non di ruolo che insegna religione. … Signor Ministro, l'Italia dei valori ha la memoria degli elefanti. Noi le abbiamo chiesto in passato di darci conto - visto che parla così tanto di efficienza, di apprendimento e di altro - di un suo comportamento che sembra un po' anomalo, ovverosia quando ha deciso la via più breve, la via della furbizia, cioè quando è andata a sostenere l'esame di abilitazione per avvocato in Calabria. … Noi aspettiamo ancora questa risposta, ma intanto diremo «no» a questo provvedimento che licenza migliaia di precari, che crea una disparità inaccettabile per i precari, e che anziché risolvere i problemi della scuola potrà soltanto aggravarli (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

Commenti   

#2 fcalvanella 2009-10-25 23:13
Quando andavo a scuola, alle medie ed alle superiori le classi erano zeppe di studenti e si diceva che erano troppi per stanza. Poi quando ho dovuto studiare per concorsi per l’insegnamento (purtroppo per nulla) alle medie e superiori, le teorie di allora dicevano che l’insegnamento più efficace per lo studente era addirittura quello personale (le famose lezioni private di chi poteva permettersele) e quindi di piccoli gruppi. Ora Lei ci dice che vogliono riempire di nuovo le classi al loro limite fisico di capienza.

È proprio vero che la storia è un flusso e riflusso probabilmente anche perché per qualcuno che conta “fare e disfare è tutto un lavorare ed un guadagnare”.

Problemi dei precari dell’insegnamento, degli antichi metalmeccanici (a volte sembra che esistano solo loro), dei ferrotranvieri (ora di meno), dell’Alitalia, degli industriali (poverini, ma a loro finiranno per togliere le tasse e a me no di sicuro), dei bilanci comunali (tapini), del Dr. Marrazzo (che compassione), ma per i casi come il mio non c’è pensiero, e non dico impegno, da parte di nessuno.

Anche per l’urgentissimo e gravissimo problema dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, con pensioni non eccelse, non sento parlare e non vedo scritto nulla.
Serve molto più della misera somma di 480 euro dell’accompagnamento. Occorre perché lo Stato ha deciso incredibilmente di garantire lo stesso reddito alle badanti sia che siano in convivenza a 10 ore al giorno (all’atto pratico sono di più) sia che facciano 5 ore al giorno pagate ad ore. La vecchietta invalida (mia madre) non può risparmiare rinunciando a cinque ore di assistenza (che potrebbero essere molto utili). L’unica spiegazione è che lo Stato lo ha fatto per garantire a queste lavoratrici un reddito minimo necessario oggigiorno per non finire sotto i ponti. È un nobile motivo ma chi garantisce il reddito sufficiente al pensionato? E a me che sono un disoccupato di lungo corso cinquantunenne ormai solo e mezzo rimbecillito che ha pagato un fiume di tasse indirette ed investito un sacco di soldi e fatiche per guadagnarsi il pane quotidiano senza che la società o lo Stato mi abbiano mai dato nulla in cambio?

Su mia segnalazione una senatrice (tra tutti) mi ha risposto che il problema degli anziani è ben noto ma che ne’ il governo precedente ne’ quello attuale hanno voluto fare nulla.
Eppure l’Italia è un paese tra i più ricchi.
Un enorme fiume di tasse entra ogni anno nelle casse dello Stato e sparisce non si sa dove.

Mio padre lo diceva: “bisogna essere statali”. È sempre stato così. Poi fare e disfare è tutto un lavorare. Succeda quel che succeda lo stipendio a fine mese arriva sempre. E se vai in palestra ti fanno anche lo sconto.
#1 Fagone 2009-10-25 08:15
St.mo Onorevole,
ho seguito il Suo intervento alla Camera sui precari della scuola. La ringrazio per aver fatto riferimento anche alle migliaia di posti "politici" nelle aziende partecipate. Mi domando come si possa pensare ad un futuro di eccellenza(così lo sbandierano lorsignori) se certi posti sono occupati da gente non professionalmente valida. Questo vuol dire remare contro la qualità ed il futuro sano.
Complimenti ancora per la Sua attività.
Con stima, molto cordialmente
Dr. Giuseppe Fagone- Zevio

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