Signor Presidente, sia pure in modo irrituale mi pare che sia come se il Governo abbia chiesto la fiducia, anche se formalmente non si è ancora alzato il Ministro a chiederla. Il primo sentimento che io provo è un sentimento di costernazione poiché voglio ricordare che sono passati solo tre giorni dalle elezioni per le quali il Presidente del Consiglio ha chiesto al popolo italiano la fiducia,

chiedendo di votare, perlomeno per il 40 per cento, a suo favore; invece il popolo italiano ha detto di no, perché gli ha dato molto meno.
Allora questa ennesima fiducia è un pugno in faccia agli italiani. Il Presidente non è il padrone dell'Italia come vorrebbe, gli italiani hanno detto «no» tre giorni fa a quella sua richiesta di plebiscito, ma ancora una volta, nonostante questo, continuiamo a vilipendere il Parlamento che su una questione delicata come quella delle intercettazioni viene ancora una volta messo nell'impossibilità di discutere. Trovo che tutto questo sia vergognoso nei confronti del popolo che ha votato, solo tre giorni fa, in un certo modo (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
Signor Presidente, mi richiamo all'intervento svolto prima della sospensione e ribadisco che questa richiesta di fiducia è un pugno in faccia agli italiani che sabato e domenica hanno detto «no» alla richiesta di fiducia che il Presidente del Consiglio Berlusconi ha avanzato quando pretendeva di ottenere il 40 o il 45 per cento dei voti a suo favore.
Gli italiani hanno detto «no», perché hanno capito che è in atto un disegno autoritario ed ora, a tre giorni di distanza, ci chiedete la fiducia proprio per continuare, come se nulla fosse, a portare avanti questo disegno autoritario. Blindate un provvedimento sul quale, in sede di discussione, avremmo potuto dimostrare che non è così che si affrontano i problemi dell'Italia che, a mio avviso, sono ben diversi e non sono quelli delle intercettazioni. Inoltre, non è mettendo il bavaglio alla stampa e ritardando i processi che si risolvono i problemi del Paese.
Siamo di fronte ad un annunciato neo "ministero della cultura popolare" che forse tra un po' impedirà agli italiani persino di fare fotografie e di comunicare. La comunicazione, infatti, è libertà e gli italiani hanno dimostrato con questo voto di non voler accedere ad un disegno di stampo autoritario. Ora chiedete una fiducia blindata, con vilipendio al Parlamento che viene trasformato per l'ennesima (la quindicesima) volta in una specie di notaio, obbligato a dire «sì» ad un provvedimento del Governo che è contro l'informazione e contro la libertà (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

Commenti   

#3 mazzma 2009-06-10 15:32
Ma chi ha interesse a limitare le intercettazioni? Questa è la domanda di fondo!!
La risposta non lontana dal vero è: corrotti, corruttori (già condannati), criminali di ogni tipo, uomini del malaffare quindi IL PEGGIO DI QUESTA NAZIONE!! Se così è siamo nelle loro mani e se passa questo ddl. senza che venga portata in Europa la questione della Costituzionalità o di un nuovo Referendum saremo almeno per 20 anni una nazione messa a tacere. La ricchezza per 3-4 milioni contro i disagi e la povertà di 60 milioni!!!
Poveri i nostri giovani!!!!
#2 Andriolo 2009-06-10 10:45
E ieri il presidente Napolitano al CSM, ''altamente dannoso per la figura del pubblico ministero qualunque comportamento impropriamente protagonistico''.
cosa voleva dire? Mi ha preoccupato molto questa cosa, molto
#1 Agostino 2009-06-10 00:45
A me pare che si vada contro la trasparenza e si tenti di rendere alla Magistratura dei problemi allo svolgimento del loro già difficile lavoro a favore dei silenziosi e onesti cittadini. Dove sta la Lega?

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