In queste ore si sta decidendo il futuro dei rapporti tra la Grecia e gli altri partners dell’Unione Europea. Al momento non sappiamo come finirà: accordo globale, default della Grecia senza uscita dall’Euro, uscita dall’Euro. La crisi economico-finanziaria terminale della Grecia era iniziata più o meno 5 anni fa e giusto il 6 maggio 2010 aveva luogo alla Camera una Informativa urgente del Governo sulla crisi economico-finanziaria in atto in Grecia e sulle possibili ripercussioni sulla stabilità dell´euro. Sull’intervento dell’allora Ministro dell’Economia Tremonti si svolse il dibattito.

La coerenza “paga” sempre e trovo interessante riproporre ora il mio intervento di allora nel quale, a titolo meramente riassuntivo, ricordavo i seguenti principi:

E’ ridicolo che ora tutti piangano lacrime di coccodrillo! La verità è che Pd, Pdl, Scelta Civica (anche se allora non si chiamava così) e tutti coloro che appoggiavano il governo Monti hanno voluto che le Regioni potessero deliberare in modo diverso sui vitalizi, nonostante il principio generale secondo il quale “non lo si sarebbe più percepito prima di 66 anni”.

Come è noto a quel milione e mezzo di Italiani e oltre che hanno visto il video trasmesso da Milena Gabanelli in una puntata di Report (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=314&Itemid=1 )

sono stato l’unico che è riuscito finora a obbligare la Camera dei Deputati a votare sull’abolizione dei vitalizi.

Ho continuato quella mia battaglia per tutta la scorsa legislatura.

Anche in occasione della discussione del decreto che stabiliva nuove regole per i vitalizi regionali richiamai l’attenzione di tutti sul fatto che la norma, per come era scritta, avrebbe permesso alle Regioni di legiferare in modo difforme. E così è stato. Ora tutti si scandalizzano del fatto che in Sardegna una quarantenne percepisce un vitalizio di 5.000 euro e così nel Lazio e così in molte altre Regioni.

Voglio qui riportare alcuni passi dei miei interventi in cui lamentavo il grave errore che si stava compiendo.



Alla trasmissione L'Arena, condotta su Rai1 da Massimo Gilletti,  ieri si è discusso ancora di vitalizi, dopo che si è scoperto che una ex consgliera regionale sarda a soli 41 anni percepisce un assegno netto di oltre 5000 euro, dopo aver passato 20 anni in consiglio!
Tra gli ospiti la candidata Pd per le Europee alla Cicoscrizione Centro, Simona Bonafè, e Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia.
La Bonafè, astro nascente del Pd renziano, 41 anni, non si sa se laureata, ma il cui unico lavoro noto è di aver fatto per 9 anni l'Assessore all'Ambiente del Conune di Scandicci, esordisce dichiarando che il primo ad affrontare il tema dei vitalizi è stato Matteo Renzi!
La Bonafé dichiara il falso, dimostrando così di non voler conoscere la realtà: peggio se proprio npn la conoscesse.
Allora è bene farle un riepilogo!


Nelle scorse settimane abbiamo assistito al balletto delle coperture per dare i famosi 80 euro al mese ad una parte dei lavoratori italiani. Per raggiungere il risultato si è fatto ricorso a coperture incerte, che hanno costretto il Presidente della Repubblica a convocare il Ministro dell’Economia per un supplemento d’indagine o anche certe, togliendo ben 30 milioni di euro alla cultura (ed in particolare all’Università già tartassata oltre il lecito). Eppure vi sono fondi che continuano ad essere distribuiti con allegria, come quelli per i giornali ed in particolare per quelli di partito.

Così come scrive Gabriella Colarusso sul sito di Lettera43.it. Nel bilancio di previsione sono già previsti 140 milioni di euro per il 2014, 2015 e 2016. Evidentemente non bastavano: l’ultima Legge di stabilità ha aggiunto 50 milioni euro per il 2014, 40 per il 2015 e 30 per il 2016. Dunque nel solo 2014 ben 190 milioni di euro per i giornali. Serviranno anche a pagare le agevolazioni postali concesse dalle Poste ai giornali sulle tariffe di spedizione! Se si tiene conto che a beneficiare di queste agevolazioni sono stati i grandi gruppi editoriali, che pagano poi milioni di euro ai direttori dei giornali ed ai loro manager e poi sostengono di essere in passivo, ben si comprende l’idiozia di una tal misura!

Las lista dei “contributi diretti” erogati nel 2012 vede “premiate” 78 testate (l’elenco si trova al seguente link http://www.governo.it/DIE/dossier/contributi_editoria_2012/comma2.pdf ) tra le quali alcune ben note come Avvenire (4,4 milioni), Italia Oggi (3,9 milioni),  L’Unità (3,6 milioni), Manifesto (2,7 milioni), La Padania (2,0 milioni), Il Corriere (1,6 milioni), Il Foglio (1,5 milioni), ma anche testate improbabili, come Cronaca Qui (2,3 milioni), Conquiste del Lavoro (2,2 milioni),  Primorski Dnevnik (2,2 milioni), La discussione (1,8 milioni), Il Cittadino (1,7 milioni), America Oggi (1,6 milioni), Il Corriere Mercantile (1,4 milioni), La Voce di Romagna (1,3 milioni), Cronache di (1,2 milioni), il Dolomiten (1,1 milioni), Europa (1,1 milioni), Scuola Snals (1,1 milioni), Il Giornale dell’Umbria (1,0 milioni), Il Secolo d’Italia (0,9 milioni), L’opinione (0,9), Quotidiano di Sicilia (0,9 milioni). Ma si trovano anche Il Romanista (0,5 milioni), Left (0,4), Motocross (0,3 milioni), Il Salvagente (0,3 milioni), Sprint e Sport (0,3 milioni).


Eppure questo è un tema sul quale sono sempre trasversalmente tutti d’accordo.