I FARMACISTI NON POSSONO ERGERSI AD ARBITRI DELLA COSCIENZA INDIVIDUALE

“Ritengo che i principi etici e morali debbano essere considerati appartenenti al patrimonio e alla coscienza di ogni individuo e credo vada da sé che a tali personalissimi elementi debba fare riferimento ognuno per operare la propria scelta. Chi esercita un servizio pubblico, come i farmacisti, non può ergersi ad arbitro, decidendo cosa è morale e cosa non lo è”.

“Che la Chiesa detti le sue regole, condivisibili o meno che siano, è da ritenersi del tutto legittimo, anche quando non si riferiscono solo ai credenti. Che, però, l’ordine dei farmacisti si dica a favore di tali dettami, restrittivi della libertà individuale, è inaccettabile. Chi, operando un servizio pubblico, non è in grado di rispettare le scelte dei liberi cittadini sarebbe opportuno cambiasse lavoro”.

Commenti   

#6 Luca Taioli 2007-12-18 12:32
Condividendo la seguente affermazione del prof. Borghesi:"Ritengo che i principi etici e morali debbano essere considerati appartenenti al patrimonio e alla coscienza di ogni individuo e credo vada da sé che a tali personalissimi elementi debba fare riferimento ognuno per operare la propria scelta."
Se è una scelta, ogni altro commento è inutile,a meno che i personalismi non vadano contro la legge... ma non è compito ns. giudicare, semmai segnalare l'abuso a chi di dovere.
#5 mrcbnz 2007-11-02 12:22
Non c'è che dire, sono anch'io d'accordo col post e con i commenti qui di sopra.

Con questo Papa la chiesa sta intervenendo in maniera fin troppo massiccia in questioni che riguardano il cosiddetto "LIBERO STATO". La radicalizzazione della Chiesa non fa altro che alimentare diffidenza nei suoi confronti. Questo potrebbe portare ad atteggiamenti estremisti di cui non se ne sente davvero il bisogno.

Se vado in farmacia ho diritto che mi venga venduto il farmaco che mi è stato prescritto o che preferisco: il farmacista è lì per vendere e/o per consigliare semmai farmaci alternativi a meno prezzo con gli stessi principi attivi. Al cliente poco interessano le convinzioni religiose del farmacista.
#4 aparme 2007-11-01 19:00
Quella dei farmacisti è l'ultima iniziativa in ordine di tempo che sta distruggendo la religione cattolica. Molto denaro dei contribuenti finisce a finanziare una istituzione che poco da ai cittadini. Anzi blocca il normale iter parlamentare imprigionando la natura umana. Queste sciocchezze coprono gli scandali che stanno venendo a galla. N.B.: secondo me esistono due tipi di chiesa, quella dei missionari e di coloro come don Ciotti che lottano per migliorare la vita dei cittadini, e quella che di coloro che la chiesa la vogliono distruggere radicalizzandola. Per il bene della parte buona della chiesa e della laicità dello stato, sarebbe bene non dare ascolto a certe sciocchezze e procedere con le riforme. Ma per far questo la classe politica deve smettere di inchinarsi solo perchè il consenso del clero aumenta la quantità dei voti, la stessa classe politica che lontano dai riflettori trasgredisce alle regole imposte dalla chiesa.
#3 soralb 2007-11-01 12:16
Giusto: W la libertà di coscienza.
Propongo di riconoscerla anche a:
- Tabaccaio che conosce i pericoli del fumo;
- Carabiniere che deve arrestare chi ruba per fame;
- Bancario che vende obbligazioni farlocche;
- Barista dopo il primo bicchierino;
- Giornalaio che vende riviste porno;
- operaio di azienda automobilistica per pericolosità auto;
- dipendenti aziende che producono armi;
- vigile urbano che deve multare i cinquantini in divieto di sosta;
- magistrato che deve applicare le attenuanti;
- marmista che deve incidere "uomo onesto" su alcune tombe;
- medico che deve curare un incidentato uscito ubriaco dalla discoteca;
- a tutti i sacerdoti che non se la sentono di sostenere certe tesi ...

#2 dimarti 2007-10-31 19:28
Proseguendo il pensiero, direi che chi, esercitando un servizio pubblico, non intende -per motivi soggettivi- rispettare le libere e responsabili scelte dei cittadini, non può continuare ad esercitare quel servizio pubblico. E se poi fossero anche configurabili le fattispecie penali dell'omissione di atto d'ufficio e/o interruzione di pubblico servizio, la prima cosa da fare potrebbe essere quella della revoca ex officio della concessione.
#1 luke14477 2007-10-31 17:11
Quale dirittura morale superiore dovrebbe avere un farmacista rispetto alla mia o la sua Onorevole Borghesi?
Perchè un farmacista potrebbe decidere di una vita, diagnosticando o meno una pillola del giorno dopo?
Personalmente credo che la nostra non sia più una convivenza col Vaticano. Quando la Santa Sede da anni e continuamente spinge il parlamento Italiano a legiferare secondo alcuni suoi dettami o si oppone a DDL come quello sui dico, allora il laicismo dello Stato non esiste più.
Sarebbe interessante domandare alle alte sfere porporate, perchè tali messaggi non vengono esportati in democrazie come quelle nord europee, che dovrebbero essere un esempio anche per noi.
Libera chiesa, a patto che sia rispettato il cosiddetto "LIBERO STATO".
Saluti

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