BENE VISCO E L’ANAGRAFE TRIBUTARIA

anagrafefiscaleROMA, 18 AGOSTO 2007 – Italia dei Valori plaude all’iniziativa del Viceministro Visco di riformulare l’anagrafe tributaria in modo da tracciare tutte le attività del contribuente suscettibili di ricostruire la sua capacità di reddito. Lo sostiene l’on. Antonio Borghesi, Responsabile Nazionale Economia di Italia dei Valori. In tutti i Paesi civili e democratici, Stati Uniti in testa, le nuove tecnologie vengono utilizzate per raggiungere obiettivi di equità fiscale. E’ del tutto fuori luogo il trincerarsi, come qualcuno fa, dietro la privavcy. I cittadini che assolvono il loro dovere non avranno alcun timore da un’anagrafe fiscale efficiente, dalla quale anzi potranno attendersi in futuro una riduzione del carico fiscale. Tutti coloro che invece, con argomenti pretestuosi, vi si oppongono proteggono oggettivamente gli evasori fiscali.

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#2 masces 2007-12-26 15:12
Operazioni internazionali infragruppo: il transfer price


A seguito della globalizzazione dell'attività d'impresa, sono cresciute le preoccupazioni delle aziende e delle autorità fiscali circa la determinazione e l'applicazione dei prezzi di trasferimento (transfer price) dei fattori della produzione (beni, servizi, forza lavoro e capitali finanziari) tra aziende dello stesso gruppo. Il prezzo rappresenta infatti il punto di partenza per l'individuazione della base imponibile sia ai fini delle imposte dirette sia ai fini IVA/doganali.



L'eventuale "manipolazione" dei prezzi ha come conseguenza:

l'allocazione del reddito tra le società controllate o collegate a discrezione della "capogruppo"
l'ottimizzazione del carico tributario.
Con il passare del tempo, le strategie volte a contrastare gli effetti dannosi di un'eventuale manipolazione sono divenute più complesse ed hanno assunto una dimensione internazionale.
L'ordinamento interno italiano e i trattati contro la doppia imposizione sino ad oggi stipulati dall'Italia, stabiliscono che detti prezzi devono essere applicati in base al valore normale ("at arms' length") dei beni e dei servizi oggetto di trasferimento.

In particolare, l'articolo 110, comma 7 del Tuir definisce che i componenti di reddito derivanti da operazioni infragruppo con società non residenti nel territorio dello Stato sono valutati in base al valore normale dei beni ceduti e dei servizi ricevuti.

Il valore normale

Tale valore può essere identificato con il prezzo di libera concorrenza ossia con il prezzo che sarebbe stato pattuito per transazioni similari da imprese indipendenti.
L'articolo 9 del nuovo Tuir definisce come valore normale "il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati, e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi.

Per la determinazione del valore normale si fa riferimento, per quanto possibile, ai listini o alle tariffe del soggetto che ha fornito i beni o i servizi e, in mancanza, alle mercuriali e ai listini delle Camere di Commercio e alle tariffe professionali, tenendo conto degli sconti d'uso. Per i beni e i servizi soggetti a disciplina dei prezzi si fa riferimento ai provvedimenti in vigore".

Inoltre, alcune circolari ministeriali hanno fornito alcuni criteri di valutazione alternativi, con l'avvertenza, che, quanto più approssimato e arbitrario sarà il criterio di quantificazione e/o di suddivisione adottato, tanto meno sarà attendibile la congruità del corrispettivo prefissato.

Le iniziative comunitarie

Proprio per evitare o limitare ogni arbitrarietà ed incertezza nella determinazione dei prezzi, il Consiglio UE ha emanato un provvedimento, accolto positivamente dalla Commissione UE il 27 giugno 2006, atto a definire la tipologia di documentazione che le imprese comunitarie dovranno esibire alle autorità fiscali.

L'adozione di una documentazione standard (master file), attraverso cui risalire alla formazione e all'applicazione del transfer pricing, concorrerà alla drastica riduzione dei problemi fiscali che le imprese incontrano nelle transazioni di carattere transfrontaliero poste in essere con le imprese del gruppo residenti in altri Stati membri.

Oltre a quanto sopra riportato, le autorità fiscali della UE stanno valutando la possibilità di attivare all'interno dei singoli ordinamenti i seguenti due potenziali strumenti:

1. Common Consolidated Corporate Tax Base (Ccctb)
2. Home State Taxation (Hst).
La prima prevede l'applicazione alle attività transfrontaliere all'interno della UE di una base imponibile unica e consolidata ai fini dell'imposta sulle società.
La seconda prevede l'imposizione dello Stato di residenza della "capogruppo" anche per l'attività svolta negli altri Paesi membri partecipanti (Home State Taxation).

Nei programmi della Commissione, tale sistema avrà carattere opzionale per i gruppi di dimensione ridotta e sarà applicabile in quei Paesi membri che già dispongono di regole per la determinazione della base imponibile molto simili.

L'OCSE e il transfer price

La normativa storicamente di riferimento relativa alle problematiche del transfer price internazionale è quella emanata dall'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). A tale riguardo la stessa ha:

introdotto regole poi adottate dai singoli Stati contenute nelle convenzioni contro le doppie imposizioni (articolo 9)
emanato rapporti contenenti metodi di determinazione basati sui prezzi (confronto del prezzo, prezzo di rivendita, costo maggiorato) e sui profitti (ripartizione degli utili o utili comparabili).
Nella realtà, l'utilizzo di tali metodi risulta complesso poiché richiede:

un'approfondita conoscenza dell'impresa e delle operazioni che la stessa pone in essere
la puntuale raccolta di dati quantitativi di mercato su cui basare la necessaria attività di benchmarking.
Inoltre, dalla ridefinizione dei prezzi di trasferimento da parte delle singole autorità fiscali, può potenzialmente scaturire un problema di doppia imposizione: il maggior ricavo definito dalle autorità italiane non è riconosciuto come maggior costo dalle autorità fiscali di Paesi Terzi); mentre la necessità di uniformarsi a regole fiscali differenti per ciascun Paese determina elevati costi di conform
#1 luke14477 2007-10-22 17:06
Onorevole Borghesi, questo passo risulta assolutamente necessario. Il dubbio che mi pongo è un altro, quante e quali forze politiche l'appoggeranno? Perchè è evidente che vi sono coperture di un certo tipo che difficilmente vorrano che i loro politici di riferimento si muovano in tal direzione. La speranza è l'ultima a morire, ma se questo andasse in porto, molti onesti contribuenti potrebbero finalmente gioire.
Ci tenga aggiornati.
Saluti.
Assirelli Luca

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