Il presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti, Luciano Pagliaro, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario descrive come un male endemico la pratica delle consulenze facili. Aumentano il numero delle citazioni nei confronti di funzionari e dirigenti di enti pubblici per l'esternalizzazione ingiustificata di numerosi incarichi. Secondo la Corte sarebbe di circa 2 miliardi di euro all'anno la spesa per le consulenze e degli incarichi decisi da sindaci, presidenti di Provincia e di Regione, responsabili di aziende sanitarie e università, con un numero di professionisti coinvolti pari a circa 250mila. Il dato, reso noto dalla Corte, è stato calcolato dal Ministero dell’Innovazione e documenta come vi sia una grande quantità di incarichi affidati a persone prive dei requisiti professionali che sarebbero richiesti e senza previa verifica dell'esistenza di professionalità interne agli enti".
Ne volete qualche esempio eclatante, emergente dai giudizi in corso, che rappresentano solo la punta di un iceberg con una base molto più estesa?
estesa (ripresi in parte anche da un articolo a firma di Alberto D’Argenio e Emanuele Lauria apparso su “Repubblica)?

Per la ricostruzione post-alluvione, ad esempio a Messina, incarichi di responsabilità risultano affidati a musicisti solitamente impegnati in Piano Bar, oppure in Basilicata, dopo il terremoto, dal 2002 al 2008, importi rilevanti sono statu erogati ai tecnici assegnati alla ricostruzione ciascuno dei quali avrebbe esaminato non più di 5 pratiche all'anno. In Liguria, emblematico il caso delle relazioni eseguite con carta carbone, che sono state regolarmente pagate con doppio compenso. Sorprendente il caso del dipendente pubblico diventato anche consulente della stessa azienda per la quale lavora. Fanno sorridere, se non si trattasse di denaro pubblico, i finanziamenti concessi dalla ex Sviluppo Italia ad una società ligure di charter nautico utilizzati per l'acquisto delle imbarcazioni private degli amministratori della società e dei loro parenti.
Ma ci sono anche i casi nazionali, come la Sogei che non vigila su slot machines e videopoker procurando un danno erariale da 800 milioni. Alla società di telematica pubblica era stato assegnato il compito di connettere in rete tutte le slot machines, videopoker e i vari giochi elettronici presenti nei bar e nelle sale da gioco per controllarne l'attività. Ma la Sogei non lo ha fatto, e dal 2004 al 2007 gli apparecchi collegati in rete erano pochi e la metà di questi non ha mai trasmesso i dati.
Nel mirino della Corte sono pure finiti i corsi-fantasma presso la sovrintendenza archeologica organizzati a Pompei. Altro caso illuminante: la Provincia di Palermo che affida 30 milioni a una società - la Ibs Forex di Como - che prometteva guadagni anticiclici investendo nei mercati monetari. Risultato: società fallita, soldi scomparsi. Nella stessa Provincia il suo Presidente, Giovanni Avanti, denunciato per uno staff di collaboratori dal costo di un milione. Oppure l'ex commissario della Fiera del Mediterraneo condannato per aver continuato ad affidare incarichi in una "situazione di precarietà finanziaria" che avrebbe portato l'ente al fallimento.
Spesso queste situazioni si verificano nella sanità: primari che tra il 2004 e il 2008 hanno indebitamente percepito indennità non spettanti per attività intramuraria. Un danno di 23 milioni è stato stimato per l'illecita trasformazione dei contratti di 76 collaboratori coordinati e continuativi. Probabile truffa anche nella consulenza per lo screening dei tumori femminili: l'illecita utilizzazione dei finanziamenti concessi "ha impedito l'avvio del progetto nonostante l'avvenuto acquisto di costosi macchinari rimasti inutilizzati".
Vi è poi il caso dei 430 mila euro di fondi regionali a favore di una radio privata per una campagna elettorale per la promozione turistica del Friuli.
Per contrastare questi fenomeni Italia dei Valori ha deciso due iniziative:
-la presentazione di un Progetto di legge per limitare il ricorso alle consulenze esterne, anche attraverso un parere favorevole obbligatorio della Presidenza del Consiglio dei Ministri per le consulenze affidate da Ministeri e Regioni e delle Regioni per gli enti locali e quelli che operano nella sanità;
-la presentazione di una mozione che impegni il governo ad intervenire per stroncare un fenomeno tanto negativo.
Da una adeguata battaglia su questo fronte potrebbe derivare un risparmio di denaro pubblico di non meno di 2 miliardi di euro all’anno.

Commenti   

#3 robconetIDV 2012-02-28 15:32
Il PD, con la faccia di Bersani in primo piano, ha pubblicato il seguente MANIFESTO:

“PENSIONI: facciamo il punto - Ecco cosa siamo riusciti a cambiare
l PER LE PENSIONI MEDIO-BASSE
Abbiamo difeso i redditi medio-bassi facendo aumentare i beneficiari della rivalutazione automatica: avranno l’indicizzazione del 100% tutte le pensioni fino a 1.400 euro (cioè i tre quarti dei pensionati INPS) anziché solo quelle fino a 900 euro inizialmente previste dalla manovra.
l PER LA PENSIONE ANTICIPATA
Siamo riusciti ad ottenere l’approvazione di un nostro ordine del giorno alla Camera, il 16 dicembre, per azzerare le penalizzazioni per chi andrà in pensione con i 42 anni se uomo, 41 se donna. Il decreto prevede il 2% di penalizzazione per gli anni che mancano ai 60 anni e l’1% dai 60 ai 62 anni, contiamo che già nel decreto mille proroghe si possa abrogare questa penalizzazione.
l PER LE DONNE
È particolarmente utile per le donne la previsione di mantenere i requisiti del 2011 per chi è autorizzato alla prosecuzione volontaria.
È ancora in vigore la possibilità di scegliere di andare in pensione con il calcolo contributivo, a seconda della convenienza individuale, a 57 anni di età e almeno 35 anni di contributi.
Abbiamo ottenuto che le donne nel settore privato che avranno 60 anni nel 2012 e con un’anzianità contributiva di almeno 20 anni potranno andare in pensione di vecchiaia a 64 anni anziché ai 65 o 67 inizialmente previsti.
l PER I GIOVANI
Abbiamo convinto il Governo ad azzerare il limite di 3 anni necessario fino ad oggi per la totalizzazione dei periodi contributivi versati in enti diversi.
l PER “QUELLI DEL 1952”
Abbiamo attenuato lo scalone di 6 anni per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti nel settore privato: potranno andare in pensione a 64 anni, anziché a 65 o 66 come previsto nella prima versione della manovra, i lavoratori che abbiano maturato un’anzianità contributiva di almeno 35 anni entro il 2012 e abbiano anche compiuto i 60 anni (in via eccezionale rimane valida la quota 35 anni di contributi e 61 anni di età o 36 anni di contributi e 60 anni di età = 96).
l PER GLI ATTUALI REQUISITI
Abbiamo allargato la platea di chi potrà mantenere i precedenti requisiti pensionistici. Abbiamo assicurato il mantenimento dei precedenti requisiti a chi è in mobilità e a chi è in esonero, ma soprattutto a chi è stato autorizzato alla prosecuzione volontaria della contribuzione (avevamo provato ad inserire questa modifica nelle ultime tre manovre del governo Berlusconi, ma non era mai passata. Ora almeno chi ha ricevuto l’autorizzazione potrà mantenere i requisiti, in vigore prima di questa manovra).
Abbiamo fatto anche slittare la data-spartiacque degli accordi di mobilità per beneficiare dei precedenti requisiti dal 31 ottobre 2011 al 4 dicembre 2011, e richiesto che sia allargata la platea comprendendo tutti coloro che hanno perso il lavoro. Abbiamo ottenuto un impegno del Governo con un ordine del giorno approvato alla Camera su quest’ultimo punto.
l PER LIMITARE LE INGIUSTIZIE
Abbiamo fatto aumentare al 15% il contributo aggiuntivo sulle pensioni d’oro. Abbiamo individuato la copertura finanziaria di queste modifiche attraverso la tassazione dei capitali rientrati con lo “scudo fiscale”.

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Capadiciuccio!!!!

E' incredibile che il Bersani si vanti di simili "successi". Anni addietro gli antenati del PD avrebbero scatenato un putiferio per il ristabilimento di una qualche forma di equità nella distribuzione delle "pene". Oggi stanno li' alla finestra a guardare, pensando esclusivamente a fregarsi l'uno con l'altro, alla faccia nostra, ripeto , ALLA FACCIA NOSTRA. Poco gliene frega se noi andiamo a farci fottere ovvero a prenderla a quel posto. Chiacchiere, tutte e solo chiacchiere. Non seguo quasi più i telegiornali, perchè tanto sono solo spot pubblicitari per indurci a pensarla in questo o in quel modo, e comunque per indurci a star buoni e calmi esenza rompere i coglioni....da bravi cittadini obbedienti.
E poi con questa storia del 31 agosto 2012 hanno proprio rotto. Il problema non è mendicare la "grazia" per un altro po' di pensionandi sottraendoli alla "fucilazione", ma eliminare proprio la pena capitale, modificando un provvedimento, violento e brutale, che peraltro la stessa Direzione dell'INPS ha più volte implicitamente evidenziato come non necessaria avendo ribadito reiteratamente che i conti dell'Istituto sono a posto con una prospettiva di bilancio in attivo fino al 2050 con il regime precedente. Perchè diavolo allora si è andati a pescare soldi proprio in quel settore, visto che tra corruzione, evasione fiscale, sprechi e regalie d'ogni genere ad amici e compari della infinita torma di pecore benestanti al seguito dei nostri politici, di soldi ne avremmo ricavati dieci volte tanto? Forse perchè noi pensionati e pensionandi siamo pochi, deboli e fessi? SI! Sfido io che i nostri stipendi sono la metà che in Germania: l'altra metà serve a pagare tutto il malaffare di cui sopra.
#2 nobiledinepi 2012-02-28 13:44
si, ma la corte dei conti, cosa ci sta a fare....tutti gli anni dobbiamo sorbirci questa tiritera di un disco rotto!!!
#1 Fagone 2012-02-28 13:16
Questa è l'ennesima operazione............" BUTTA AL VENTO, ITALIA".

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