MOBILITA’ OBBLIGATA E NON LICENZIAMENTO PER I DIPENDENTI STATALI

bologna_mobilitaROMA, 29 AGOSTO 2006 – Per affrontare l’evidente esubero di dipendenti statali non servono i licenziamenti ma la mobilità obbligata. Lo sostiene l’on. Antonio Borghesi, Responsabile Nazionale Economia del partito. Il trasferimento di deleghe e competenze agli enti locali è stato attuato senza il trasferimento di dipendenti statali. Così Regioni, Province e Comuni, causa il blocco delle assunzioni, hanno dilatato la spesa per consulenze e servizi esterni. Dobbiamo ritrasformare questa spesa in dipendenti attraverso la mobilità obbligata. Lo Stato, sia in centro che in periferia, predisponga liste di dipendenti in esubero a livello regionale per categoria di competenze (tecnici, amministrativi, progettisti, ecc.). A questo punto si obblighino gli enti locali a ricorrere alle liste di mobilità. Il dipendente statale prescelto non potrà rifiutare il trasferimento pena la perdita del posto di lavoro. Con più coraggio la procedura potrebbe essere estesa anche a livello di Amministrazione Centrale (quindi Roma) con qualche incentivo per coprire le spese di trasloco del dipendente statale. E’ evidente che una tale azione richiederebbe una concertazione adeguata da parte del Ministro della Funzione Pubblica con i rappresentanti dei lavoratori dello Stato. Con un’azione di tal genere, conclude l’on. Borghesi, l’impatto sui conti pubblici sarebbe di grande rilevanza e soprattutto pressoché immediato. In pratica si attuerebbe una riconversione della spesa degli enti locali per servizi esterni e consulenze in personale dello Stato, avente le medesime competenze necessarie agli enti.

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