W la libertà di manifestare. No alla tassa di Alemanno!
Appena ho sentito la notizia che Alemanno proponeva l’istituzione di una “tassa sui cortei” non ho potuto che mettermi a ridere e far uscire questo comunicato stampa:
TASSA CORTEI: ROMA; BORGHESI (IDV), TASSARE PAROLE AL VENTO
(ANSA) - ROMA, 16 AGO - 'Idv sta studiando una tassa sulle parole al vento di certi politici, Alemanno in primis. Siamo certi che renderebbe di piú'. Lo afferma in una nota il presidente vicario del gruppo Idv alla Camera Antonio Borghesi.
'Che una proposta del genere venga dal sindaco di Roma che da sempre riceve piú delle altre città e che, unico comune in Italia, non deve rispettare il patto di stabilità - conclude Borghesi - significa solo che la gestione di Alemanno e' davvero fallimentare'.(ANSA).
Dobbiamo urlare con quanto fiato abbiamo in corpo NO a questa stupidaggine per motivi di principio e di merito.
La libertà di manifestare, sancita dall’art. 21 della Costituzione, non ammette limitazioni di sorta. Meno che meno sotto forma di “tassa sui cortei”. Le tasse si pagano(per chi le paga) proprio per avere garantiti i servizi e tra essi l’esercizio dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. Ci manca che per esercitare una libertà fondamentale si debba pagare una specifica tassa! E la pressione fiscale in Italia è tra le più alte di tutta Europa. A parte che è tutto da ridere sulla eventuale applicazione di una simile tassa: sul numero dei partecipanti, sul numero degli striscioni, sul numero dei pullman e dei treni affluiti per la manifestazione, oppure istituendo l’agente speciale dotato di contapersone all’entrata delle piazze. Ridicolo!
Non vorrei che Alemanno, si sia fatto prendere da pulsioni di quando si dichiarava apertamente “fascista” e pensasse ad un modo per impedire i cortei, salvo quelli ufficiali, anzi di governo, anzi di regime.
Nel merito la cosa è ancora più ridicola. Nessun altra città quanto Roma, con la scusa di essere la capitale, riceve tante iniezioni di soldi pubblici. Solo negli ultimi anni ha ricevuto 500 milioni di euro aggiuntivi all’anno e tale somma riceverà in futuro così come previsto dalla legge sul federalismo (sic). Anche quest’anno hanno trovato modo di trasferire altri 200 milioni di euro. Ed in più è l’unico comune d’Italia a non dover rispettare il “patto di stabilità” e non si tratta certo del comune più virtuoso.
Se Alemanno vuol raccattare denaro in questo modo vuol dire che siamo in presenza del fallimento della sua gestione di sindaco. E allora si dimetta!
W la libertà di manifestare. No alla tassa di Alemanno!

Commenti   

#2 Gianfranco 2010-08-17 11:29
Gentile Onorevole,

la prego, non tassi "le nostre parole al vento", quantomeno con un provvedimento retro-attivo.

Hehehe, come Lei, quando ho letto l'agenzia di stampa della trovata di Alemanno, sono letteralmente "capottato" dalla poltrona del mio ufficio,veramente ho riso a crepapelle, e non solo ..... da subito ho elaborato che forse il Sindaco di Roma meritava una risposta sarcastica .... Lei ha provveduto prontamente con la proposta di cui sopra, a me, e le concedo "aggratis" il copyright se di Suo interesse, quella relativa alle manifestazioni religiose che si tengono quotidianamente nella capitale della cristianità mondiale, ma che ricadono pur sempre in terriotrio nazionale e sotto giurisdizione della Municipalità romana.
Immagino il Ragioniere capo dell'Ufficio Tributi ed Entrate della Municipalità romana fregarsi le mani per la inattesa possibilità di costanti flussi di denaro provenienti dalla tassazione pro-quota pellegrino cattolico, con vigili, personale e Sindaco in testa a contare i pellegrini che vanno a Piazza San Pietro.

Quasi, quasi .... risponderei .... ALEMANNO HA RAGIONE, TASSIAMO LE MANIFESTAZIONI ...

Buona continuazione.
#1 Enzo LUZI 2010-08-16 21:30
Egregio onorevole,

credo che effettivamente sia una di quelle mosse "double face", nelle quali i politici spesso sono maestri (pessimi, dal punto di vista del Paese.

Il PdC controlla le principali reti televisive (nonche', per sovramercato, alcune importanti testate giornalistiche): non ha bisogno di cortei, per "muovere" l' opinione pubblica.

Inoltre non si e' ancora mai visto un politico (almeno nella nostra Repubblica, nata nel '48) che guardi con sdegno la possibilita' di aumentare i soldi presenti nelle casse da lui gestite.

Bisogna SEMPRE unire l' utile al dilettevole ...

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