Ieri alla luce della decisione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ho emesso il seguente comunicato- stampa
CROCIFISSO – BORGHESI (IDV): “SENTENZA RISPETTA PRINCIPIO LIBERTA’ RELIGIONE”
“Non ne vogliamo fare una questione di guerra di religione ma, in linea di principio, la Corte non poteva che decidere come ha fatto, perché l’attuazione del principio di libertà di religione e di culto, ed il fatto che la scuola pubblica sia frequentata da persone che professano religioni diverse, non può portare a rendere obbligatorio quello che, ad ogni evidenza, è il simbolo di una religione” lo dichiara in una nota l’on. Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera. Parlare di sentenza aberrante e lesiva della nostra identità ci sembra esagerato rispetto al tema del contendere. C’è solo da sperare, a questo punto, che a nessuno venga in mente di dire che anche la Corte europea dei Diritti dell’Uomo sia un covo di comunisti” conclude Borghesi.
Dalla vicenda traggo alcune riflessioni e principi:
  1. Non si dovrebbe mai dimenticare che la Corte Europea (come tutti gli organismi europei) parla a tutta Europa e non solo all’Italia
  2. Stabilire un principio diverso vorrebbe dire che in materia di libertà fondamentali si decide a maggioranza: per la libertà di culto,  oggi i cristiani, ma domani i buddisti o i mussulmani
  3. Sarebbe molto preoccupante per la Chiesa dover ammettere che la forza di un’idea come quella del cristianesimo si difenda attraverso la presenza del crocifisso nelle scuole pubbliche
  4. Ieri alcuni giornali europei on line come le Figaro ed il Times non hanno neppure dato la notizia della sentenza. Forse che i francesi o gli inglesi sono meno cristiani degli italiani?
  5. Un dibattito così acceso in Italia mi fa sospettare che in realtà la sentenza sia solo strumentale ad altre questioni in sospeso, come quella del testamento biologico, sulla quale Berlusconi, per farsi perdonare le sue “scappatelle” ha dato garanzie alle gerarchie ecclesiastiche

Commenti   

#10 Bertuzzi 2009-12-07 18:00
La mia percezione dei simboli, ammetto, è un po' influenzata dal fatto che vivo nella stessa città di Antonio, che ci ospita in questo sito.
Qui a Bolzano (o meglio nella sua provincia) dall'ultimo dopoguerra la disputa per difendere la propria identità o attaccare quella altrui è imperniata sulla simbologia e la "potenza evocativa" dell'amato/odiato Monumento alla Vittoria, da un lato considerato baluardo dell'italianità di una parte della popolazione e dall'altro come offesa nei confronti dell'altra parte, di lingua tedesca (e dunque tedesca, o meglio, tirolese) che da almeno un millennio popola questo territorio.
Ci sono poi altre amene battaglie in corso, come i tentativi di "corsa in avanti" rispetto al qui presente robusto statuto di autonomia, che si manifestano "scollinando" il punto di equilibrio raggiunto e garantendo l'eguale uso delle due lingue(o meglio tre col ladino, ma presente solo nelle valli interessate) imponendo in alcuni comuni segnaletica (stradale e non) nella sola lingua tedesca..
Sono molti (ma sempre troppo pochi) che, come me, quando apprendono di queste prese di posizione sorridono, perchè la mente va verso problemi infinitamente più importanti ma tant'è..
Ecco, ho raccontato di questo perchè vedo tante analogie con questo "caso" del crocifisso..
Fra chi mi ha preceduto qualcuno ha polemicamente rilanciato: perchè non passare ad un altro sistema di calendario? Facile replicare che se davvero il crocifisso è d'obbligo per ricordare a tutti i cittadini la nostra provenienza socio-culturale, parimenti dovremmo dare la stessa importanza al fascio (romano ovviamente) e non di meno alla svastica (greca ovviamente)
Invece preferiamo avere sempre questo attaccamento al simbolo religioso che come acutamente qualcuno prima di me ha fatto notare, accostato alle immagini dei più feroci dittatori, ma non solo, nei nostri eserciti ci sono i capitani cappellani (una contraddizione in termini che stranamente non urta nessuno dei sostenitori ad oltranza dei simboli!)
In definitiva assistiamo ogni giorno alla strenua difesa di composizioni grafiche (la forma) e al puntuale tradimento di ciò che rappresentano (la sostanza)
#9 miglietto 2009-11-11 21:34
Egregio Professore,
il crocefisso non è certo un simbolo per fare proselitismo e gli atei sono sempre esistiti, ma mai si sono sognati di far togliere il simbolo del Cristo dalle aule perché offendeva la loro libertà. Intendiamoci, io sono credente, ma non, come si dice un bacchettone. Mi sembra però che la sentenza europea sia quanto meno grottesca, perché sulla china determinata proprio da questa sentenza si dovrebbe creare perfino un nuovo calendario, tipo quello francese durante la rivoluzione. No, non mi sembra il caso. La nostra società multietnica, e la nostra lo sarà sempre di più, deve comprendere la nostra storia, attenzione parlo di storia non religione, perché essa riguarda la sfera privata. La nostra storia, dicevo, ci dice perché siamo in un certo modo e ci fa capire dove possiamo arrivare attraverso il contatto e il mutuo scambio con altre civiltà; il che non significa escludere i simboli a vicenda.
#8 miglietto 2009-11-11 21:33
Egregio Professore,
il crocefisso non è certo un simbolo per fare proselitismo e gli atei sono sempre esistiti, ma mai si sono sognati di far togliere il simbolo del Cristo dalle aule perché offendeva la loro libertà. Intendiamoci, io sono credente, ma non, come si dice un bacchettone. Mi sembra però che la sentenza europea sia quanto meno grottesca, perché sulla china determinata proprio da questa sentenza si dovrebbe creare perfino un nuovo calendario, tipo quello francese durante la rivoluzione. No, non mi sembra il caso. La nostra società multietnica, e la nostra lo sarà sempre di più, deve comprendere la nostra storia, attenzione parlo di storia non religione, perché essa riguarda la sfera privata. La nostra storia, dicevo, ci dice perché siamo in un certo modo e ci fa capire dove possiamo arrivare attraverso il contatto e il mutuo scambio con altre civiltà; il che non significa escludere i simboli a vicenda.
#7 Francesco .C 2009-11-06 20:25
Onorevole, una presa di posizione come la sua ci voleva, ma cozza contro quello che ha dichiarato Antonio Di Pietro da Zoro. La legalità e le sentenze vanno difese sempre, non solo quando ci fa comodo. In bocca al lupo.

Francesco Contini
idv Pisa
#6 GPaolo 2009-11-05 14:44
la fede e' un fatto personale e quindi i simboli che la rappresentano sono sempre e solo personali.
E' il fedele che, se vuole far conoscere ai suoi simili le sue credenze DEVE utilizzarli su di se, altrimenti il simbolo diviene un atto di prepotenza sui suoi simili che non hanno la stessa sua "fede".
Infatti molto uomini mettono sul bavero della giacca un distintivo per distinguersi dagli altri se appartengono ad un determinato gruppo (ideologico o non). Che quei "fedeli cristiani" se lo mettano sulla giacca od al loro collo. Ma agli altri la cosa NON interessa ne' deve essere ostentata nei luoghi pubblici aperti anche a tutti coloro che non la pensano come i religiosi.
Il sottoscritto NON e' religioso, ma filosofo della vita e per questo lascio liberta' massima ai religiosi di esporre su di loro stessi tutti i simboli che vogliono portare, ma sono assolutamente in disaccordo quando vedo dei cadaveri appesi al muro...che oltre tutto sono simbolo di morte e non di resurrezione !
questo il mio pensiero
Continuate, sull'argomento fino all'eliminazione dei crocefissi dalle pareti dei locali pubblici, specie se dello stato... a meno che l'Italia sia uno stato fondato sulla religione allora le cose stanno in modo diverso...... il relioso comanda con la sua dittatura, ed io non posso dissentire a cio' che impone !
#5 Maurizio Reboni 2009-11-05 00:56
Se l'assenza del crocifisso nei locali destinati alle istituzioni pubbliche italiane disturba i cristiani o i cattolici, parimenti dovrebbe rasserenare quelli che invece sono disturbati dalla sua eventuale ma comunque innocua presenza.
Tuttavia non capisco che senso di utilità sociale o etica possa avere un simbolo religioso della tradizione cristianà in una società che di fatto ha come riferimenti ben altri Dei come quello del Dio denaro. Questo vantaggio mediatico, cui tiene tanto la CEI e che il ns. governo sostiene, non dovrebbe essere imposto ma eventualmente tollerato.
I veri cristiani e cattolici non possono pretendere che solo la loro religione cristiana abbia i propri simboli affissi sui luoghi destinati alle istituzioni pubbliche ma eventualmente dovrebbero agire coerentemente e efficacemente nel diffonderne i principi attraverso le proprie azioni.
#4 Ronchini 2009-11-04 22:24
Concordo con la sua posizione assunta in merito a quanto deliberato dal Tribunale di Strasburgo sulla esposizione del crocefisso nei luoghi pubblici. Personalmente sono del parere che non è giusto esporre il crocefisso nei luoghi pubblici. Ritengo inoltre che il Governo ha ben altro da fare (se volesse) che quello di interessarsi di questa faccenda. E' noto che ormai facciamo parte di una società multiculturale e multirazziale per cui sarebbe opportuno che se ne prendesse atto e che fosse accantonata questa pretesa voluta essenzialmente dalla Chiesa e dalla destra. Stasera ho intravisto Berlusconi con un crocefisso in mano alla televisione e mi sono detto che si tratta solo e puramente della solita "sparata demagogica". Che la religione in Italia ormai debba essere rappresentata in esclusiva da Lui e da tutta l'accozzaglia che gira attorno a Bossi, per una doverosa reazione contraria, mi fa sentire sempre meno cattolico. Tutti questi Signori e la Chiesa stessa si sono mai chiesti se Gesù Cristo sarebbe stato contento di vedere la Sua figura crocefissa a fianco delle immagini di Pinochet, di Franco, di Mussolini e di tanti altri dittatori che nei vari periodi sono stati sostenuti dalle Alte Gerarchie della Chiesa? Un buon cristiano l'immagine del Cristo in croce dovrebbe curarla dentro il suo cuore o nelle mura della propria abitazione. I locali pubblici sono normalmente frequentati anche da atei e da persone di altre religioni, per cui sarebbe opportuno che non ospitassero alcun simbolo religioso. Distinti saluti.
Luciano Ronchini
Lugo (RA)
#3 lormar2 2009-11-04 21:42
plaudo al suo intervento ; mi domando se rappresenta la posizione IDV visto che l'approvazione della legge testamento biologico nella falsa forma voluta dalla destra si avvia a conclusione per pagare -come diceLei- pegno al Vaticano .
Da una riunione di L&G sul tema ho appreso che in Germania la chiesa cattolica con quella evangelica ha emesso un documento che condivide i principi di un vero testamento biologico
#2 Noi Midi 2009-11-04 21:39
I simboli religiosi trovano giusta collocazione all'interno dei luoghi preposti al culto delle varie credenze religiose.
Già dentro nelle aule dei Tribunali sanno tanto d' Inquisizione ... Luoghi dove troppe volte vige l'Ingiustizia che va contro il significato dell'Immagine rafffigurata con il simbolo della croce.
#1 soralb 2009-11-04 21:13
La ringrazio per la sua schietta posizione. Non così è stato per il Pd al quale sono iscritto ed inizio a vergognarmene. Per tornare all'argomento, troverei interessante se qualcuno proponesse di mettere in ogni classe, e magari in tutti gli uffici pubblici aperti al pubblico, una bandiera italiana, solo ed unico simbolo che unisce tutta la nazione, sia per diritto di nascita, sia per scelta di immigrazione e conseguente integrazione. Grazie per tutto ciò che fa.
Alberto Sorrentino

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