"Troppo bello per essere vero!. Ieri il governo e la maggioranza avevano dato parere favorevole all'emendamento a mia prima firma per l'introduzione nei contratti di credito del Siaeg, il saggio di interesse annuo effettivo globale, che avrebbe imposto alle banche trasparenza informativa a favore delle piccole e medie imprese e dei cittadini ed effettiva concorrenza tra gli istituti di credito".
In sostanza, il cittadino o il piccolo imprenditore che si fossero presentati in banca per chiedere un prestito avrebbero ricevuto il tasso reale applicato dalla banca, comprensivo di qualunque tipo di costo, spesa o commissione. Oggi, invece, la banca dice, ad esempio, che applica un tasso d'interesse del 6% e poi, tra commissioni di massimo scoperto, spese della pratica, spese di tenuta del conto, eccetera, si scopre che realmente il tasso è il 12%. Con questo indicatore, invece, avrei saputo quanto mi sarebbe costata globalmente l'operazione con la banca. Sarebbe stato uno strumento innovativo e rivoluzionario, perché avrebbe permesso al cittadino o al piccolo imprenditore (la Fiat non ha certo bisogno) di conoscere immediatamente il costo annuo, in percentuale, di una certa operazione. Così si sarebbe ridotta l’evidente asimmetria informativa tra banca e cliente. Questo meccanismo avrebbe creato una reale competizione tra le banche, perché a questo punto bastava che uno entrasse in una banca e chiedesse il Siaeg dell'operazione che gli serviva e poi poteva chiederlo ad un'altra banca: il confronto sarebbe stato immediato. Naturalmente la cosa si è saputa immediatamente (quando si discutono decreti come il decreto anti-crisi i corridoi del palazzo pullulano di rappresentanti delle grandi lobbies economiche). Così quando è stato il momento di votare, due ore dopo, il governo ha chiesto di poter fare un approfondimento, e in quel momento ho capito che erano iniziate le grandi manovre. "Durante la notte e' cambiato tutto. Tremonti, preso d'assalto dalle lobbies bancarie, si e' piegato ai loro interessi, infischiandosene di tutelare gli interessi delle piccole e medie imprese e dei cittadini sempre piu' soffocati dal sistema creditizio. Non ci vuole molto a capire che il nostro emendamento, anche se non ancora votato, e' destinato a morte certa. Tutto cio' dimostra quali siano i veri interessi di questo Governo e del ministro Tremonti: servire e tutelare gli interessi dei poteri forti a discapito di cittadini, artigiani, commercianti, piccoli imprenditori". Tremonti che predica ogni giorno contro le banche, si rivela sempre più il loro servo.

Commenti   

#2 Emanuele Felice 2009-07-20 15:41
sì, troppo bello per essere vero... ma mi complimento per l'emendamento: efficace, assolutamente condivisibile
#1 lormar2 2009-07-20 00:53
Diceva Bertold Brecht (Opera da tre soldi atto III ) Cosa è scassinare una banca rispetto a fondare una banca ?
Con Tremonti evidentemente tenere in vita una banca con mezzi da Lei citati è una missione di solidarietà con i fondatori . Quanto ha da fare il povero ministro impegnato anche a far rientrare con lo scudo fiscale i capitali sporchi con una mancia allo Stato e la rinuncia ad ogni indagine fiscale . Farà dei lavori sporchi o asserviti ..ma quanto impegno! In merito ai servi diceva Oscar l.Saclfaro (1994)"C'è chi nasce con l'animo del servo e servo resta a qualunque livello e sa qualnque cattedra " (citazioni tratte da B. Scienza il risparmio tradito ) Complimenti per il tentativo e mai desistere Lormar

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