Questa ancora ci mancava. Ma è una nuova tappa di avvicinamento alla dittatura dolce di Berlusconi. Come scrive in una lettera il Movimento CentoAutori “Pensavamo fosse un incidente di percorso. Speravamo che si trattasse di un abbaglio estivo. Invece il ministro Bondi sembra realmente intenzionato a istituire una commissione ministeriale che valuti i progetti di film da un punto di vista specificamente etico o politico.
Ed ancora: “Ci sembra un precedente grave, che rischia di diventare uno strumento per impedire il racconto di momenti sensibili, scomodi o dolorosi della storia del nostro paese. Noi crediamo che il cinema viva della libertà e della possibilità di esplorare le zone d’ombra della nostra storia, senza che nessuno venga preventivamente a decretare l’inaccessibilità di fatti e episodi che la riguardano.”
Non ci meraviglia che per un tipo con la storia di Bondi l’idea del controllo della libertà di espressione sia cruciale. Lui, che è stato in passato fedele assertore dell’ortodossia comunista, conosce bene i meccanismi con cui i regimi totalitari, siano essi di destra o di sinistra, controllano il popolo attraverso l’informazione, o meglio la “non informazione”.
D’altronde ci sono precedenti illustri che gli Italiani hanno già purtroppo conosciuto durante il ventennio della dittatura di Mussolini: il famigerato Minculpop (Ministero della Cultura Popolare) istituito nel 1937 e che aveva l'incarico di controllare ogni pubblicazione, sequestrando tutti quei documenti ritenuti pericolosi o contrari al regime e diffondendo i cosiddetti ordini di stampa (o veline) con i quali s'impartivano precise disposizioni circa il contenuto degli articoli, l'importanza dei titoli e la loro grandezza.
Dopo il tentativo, ancora in corso, di salvare “Rete 4” nonostante la sentenza della Corte Costituzionale Italiana e della Corte di Giustizia Europea, dopo l’annunciato bavaglio, che sarà messo ai giudici ed ai mezzi d’informazione, sotto forma di limitazione alle intercettazioni telefoniche ed alla loro pubblicazione, questo nuovo tentativo di limitare la libertà di espressione, ci rende ancora più vicini alla “dittatura dolce” che è il vero obiettivo di Berlusconi.

Commenti   

#4 stefanoart 2008-08-20 19:11
Titolo dell'ultima fatica letteraria di Bondi....

"Sugli imprenditori illuminati. Mondadori, 2007"

"Questo libro non è una biografia di Silvio Berlusconi.
Il mio tentativo è invece quello di dare una lettura di Berlusconi attraverso un confronto con una figura della storia italiana di cui può essere considerato il continuatore: Silvio Berlusconi, dunque, in quanto erede di Adriano Olivetti."

Vi sono nella storia recente d'Italia figure di grandi imprenditori illuminati che hanno saputo trascendere il successo economico, per impegnarsi nel dibattito pubblico e proporre un'idea nuova di società.
Silvio Berlusconi rappresenta l'esempio più attuale di questo felice connubio tra imprenditoria, senso del dovere, coraggio, generosità, lealtà, impegno culturale e sociale."


Un libro meraviglioso: si ride dall'inizio alla fine!

:D
#3 mikk 2008-08-20 18:40
Vabbe', ma scusate, avete letto qualcuna delle poesie di Bondi??? Cosa ci si può aspettare da cotanto Vate?!!
Non possiamo che credere, anche perchè sono palesi, alle difficoltà e contraddizioni sprituali in cui sicuramente versa questo fulgido esempio di coerenza umana e politica.
#2 Kammamuri 2008-08-20 01:41
Osservando i ceffi di certi politicanti - soprattutto dell'attuale maggioranza ma anche dell'attuale opposizione - mi viene naturale di pensare che Cesare Lombroso non avesse tutti i torti.
Purtroppo le caratteristiche fisionomiche, antropologiche, psicosomatiche di certi soggetti non possono costituire argomento valido in sede giudiziaria ma, siccome io non sono un magistrato bensì un uomo qualunque, il mio giudizio - ovviamente negativo - lo formulo in piena tranquillità di coscienza tanto, anche se sbagliassi, nessuna conseguenza ne verrebbe agli interessati.
Peraltro, pur rammentando che sta scritto "non giudicare se non vuoi essere giudicato", di fronte a simili ceffi non riesco a non formulare nel mio intimo un tale giudizio; il massimo che posso impegnarmi a fare è astenermi dall'esternarlo.
Tutt'al più, se qualcuno mi chiedesse la mia opinione sui predetti ceffi, mi limiterei a replicare "Ma l'hai guardato bene in faccia?". :D
#1 stefanoart 2008-08-19 19:34
http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=5268

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Il ministro Bondi portato da Berlusconi al governo per occuparsi di cultura, dimostra, con il sottostante articolo la quasi totale e abissale incompetenza!

Ma si dice anche che ogni popolo ha i governanti che si merita. Ed allora siamo doppiamente messi male.

Sandro Bondi, dalla fulgida carriera politica cominciata da sindaco comunista del suo paese, portavoce per anni del cavaliere, è finito per diventare Ministro dei Beni Culturali per aver scritto una biografia di Berlusconi e poesie dai critici stroncate e sbeffeggiate.

Sembra che Bondi si sia addormentato nel 1895, quando fu inaugurata la prima Biennale e si sia svegliato nel 2008...
L'arte contemporanea è una parte imprescindibile della realtà complessa di oggi e usa linguaggi che esprimono questa complessità.

Non la si può riportare a un concetto antiquato di bellezza, sarebbe come voler tornare nei trasporti alla carrozza a cavalli...

Non riesco ad immaginare un Ministro ai beni culturali di un altro stato Europeo che che dica le stesse cose.

L'Italia continua a non avere un sistema dell'arte degno di questo nome.
La bellezza non si è fermata al Caravaggio, la bellezza è un concetto che si è evoluto nel tempo.

A questo proposito, ricordo un prezioso spunto di Pablo Neruda ( Confesso che ho vissuto, Einaudi,)

"Io so che l'arte ha sempre ampliato gli orizzonti del nostro vedere e della nostra coscienza. Sempre, nel passato e anche oggi.
Anche se non può intervenire sulla storia e sulla vita, almeno può denunciare, puntualizzare.
E mai come oggi l'arte è presente nello scrutare la realtà e nel denunciare abusi. Anche se troppo spesso questo suo ruolo, dagli animi semplici, viene interpretato come un deragliamento."







L'outing del ministro della Cultura:

"faccio finta, ma non trovo la bellezza".

Da "La Stampa" Martedì 12 Agosto, (pag.12 Cultura&sSpettacolo.)


Che fatica capire l’arte contemporanea. Lo dice il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, che in una intervista al settimanale "Grazia", spiega di voler promuovere e sostenere nuovi artisti, ma rivela: «Faccio fatica a trovare segni di bellezza nell’arte contemporanea: se visito una mostra faccio come molti, cioè fingo di capire. Ma sinceramente non capisco».

«Coltivo la mia spiritualità con molta fatica e molte contraddizioni.- dice il ministro - Viviamo in un’epoca priva di spiritualità e, dunque, di bellezza.
Come Ministro sono determinato a custodire e conservare tutto il valore artistico che ci viene dal passato. Ma vorrei anche riuscire a promuovere e sostenere nuovi artisti. Faccio fatica a trovare segni di bellezza nell’arte contemporanea: se visito una mostra faccio come molti, cioè fingo di capire. Ma, sinceramente, non capisco».


:zzz

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