Una legge di civiltà.

Oggi l’aula della Camera ha approvato in via definitiva il DDL in materia di riconoscimento dei figli naturali. Un punto in particolare, quello che introduce una modifica al codice civile per rendere possibile il riconoscimento dei figli nati da rapporti incestuosi (previo filtro del giudice) ci ha divisi inizialmente su una profonda riflessione, ascoltando l’autorevole parere dell’ Onorevole Palomba. Dall’ alto della sua esperienza di diciotto anni da magistrato minorile ci ha invitato a metterci dal punto di vista del diritto del bambino, e dire se il riconoscimento, che è un atto di imposizione unilaterale del padre-nonno o del padre-zio, comunque abusante della mamma, sia un atto nell’interesse del bambino. Difficile negarlo. Ma abbiamo ritenuto che fosse però prioritario porre fine a una serie di discriminazioni non più tollerabili: quelle lessicali a quelle ereditarie e di parentela, passando per tribunali diversi (minori e civile), erano infatti ancora troppe le differenze e le disparità che i bambini si trovano a subire. E abbiamo scelto, credo e spero, nell’interesse del bambino: figlio e basta, di un affettività che gli va riconosciuta comunque come un suo diritto inalienabile.

 

I minori che vivono in coppie non coniugate sono 572 mila, nel 36,4 per cento dei casi sono figli di ambedue i partner: segno di un concetto di famiglia che sta cambiando aprendosi a ruoli che ormai trascendono la natura, e che dobbiamo essere in grado di tutelare secondo il merito che esprimono.

Il figlio viene riconosciuto soprattutto un bambino ed in quanto tale soggetto di diritti propri , inalienabili e prioritari. Uno su tutti quello ad essere amato.

Che cosa cambia?

RICONOSCIMENTO DEI FIGLI. La parentela viene definita quale semplice vincolo tra le persone che discende dallo stesso cespite.

FIGLI NATI DA RELAZIONI PARENTALI. Il figlio può essere riconosciuto previa autorizzazione del giudice avuto riguardo all’interesse del figlio e alla necessità di evitare allo stesso qualsiasi pregiudizio.

TUTTI I FIGLI HANNO LO STESSO STATO GIURIDICO. Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni.

DELEGHE AL GOVERNO PER MODIFICA DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FILIAZIONI. Dovranno essere sostituiti in tutta la legislazione vigente “i riferimenti ai ‘figli legittimi’ e ai ‘figli naturali’ con riferimenti ai ‘figli’,

TRIBUNALE DEI MINORENNI E MANTENIMENTO DELLA PROLE.In materia di alimenti e mantenimento della prole puo’ imporre al genitore obbligato di prestare idonea garanzia personale o reale, se esiste il pericolo che possa sottrarsi all’adempimento degli obblighi suddetti.

DARE IL NOME AL BAMBINO. Il nome posto al bambino deve corrispondere al sesso e può essere costituito da un solo nome o da più nomi, anche separati, non superiori a tre.

Commenti   

#1 poetalc 2012-11-29 23:13
onorevole Antonio Borghesi,
era ora che qualcuno si decidesse a dire qualcosa sui termini lessicali e giuridici obsoleti per riconoscer l'importanza del bambino di essere tutelato al affetto inalienabile di amore su qualsiasi diritto.
Ma per non cadere in altri lessici suggerirei sulla legge un concetto che l'uno o l'altro dei genitori in tribunale anche sul obbligo di riconoscere il figlio oltre dargli il nome sul sesso di appartenenza possa sullo sviluppo essere scelto direttamente dal bambino il cognome del genitore e il giudice a verificare le condizioni sociali e di parentela morali e materiali ecc. che abbiano maggior valenza sullo sviluppo del benessere del bambino

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